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17 giugno 2009
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- Per superare la crisi l'autotrasporto deve abbandonare lo
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- Marcegaglia: «occorre puntare sulle liberalizzazioni,
la logistica integrata e completare la riforma dell'autotrasporto»
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- Abbandonare lo spirito di corporazione per superare la crisi:
questo l'invito che emerge dalla 47esima assemblea generale di ANITA
(Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) tenutasi
oggi a Roma.
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- La caduta del 6% del Pil non fa vedere rosa malgrado qualche
spiraglio. «Occorre puntare sulle liberalizzazioni, la
logistica integrata e completare la riforma dell'autotrasporto - ha
affermato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia nel suo
video intervento - che è da completare e non da
ridimensionare o, come qualcuno vorrebbe, addirittura da
cancellare».
- Il monito di Confindustria è quello di riprendere
l'obiettivo del 2005 della riforma del settore per rilanciare il
Patto della Logistica e superare l'offerta di un trasporto
frammentato e non coordinato. Si tratta anche a livello di
rappresentanza, come è emerso dagli interventi delle altre
associazioni di categoria presenti al dibattito, di superare lo
spirito delle corporazioni.
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- Infine il presidente di Confindustria, pur esprimendo
apprezzamento per il governo, ha chiesto che al tavolo delle
trattative si sieda sempre anche la committenza. Il rilancio del
Paese dipende in maniera significativa dall'autotrasporto e, come ha
sottolineato il presidente di Federtrasporto Gian Maria Gros Pietro,
«non è un caso che in Italia quando si parla di
trasporto si parla di autotrasporto». Se l'ultimo miglio resta
al 100% su gomma grazie alla flessibilità, nondimeno «è
indispensabile lo sviluppo dell'intermodalità per rispondere
a quello che sarà lo scenario della distribuzione del
traffico delle merci dopo la crisi che - Gros-Pietro dà per
certo - sarà rivoluzionato».
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