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26 novembre 2009
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- Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra protestano
per i devastanti effetti sui terminal portuali del nuovo decreto
sulla security
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- Il rischio immediato - sottolineano le associazioni - è
quello di un blocco totale
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- Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra hanno inviato
alla Commissione Interministeriale per la Sicurezza Marittima (CISM)
e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lettere di
protesta per gli effetti devastanti sui terminal portuali
determinati da un decreto pubblicato sulla “Gazzetta
Ufficiale” dello scorso 5 novembre che regola le disposizioni
per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito
dei porti, delle stazioni ferroviarie, delle metropolitane e delle
linee di trasporto urbano.
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- Con il provvedimento, i cui contenuti sono diventati evidenti in
queste ore - hanno spiegato oggi le associazioni - «il
ministero degli Interni ha azzerato di fatto tutte le normative e le
metodologie di security sulla base delle quali in questi anni i
singoli gestori di terminal portuali (anche affrontando consistenti
investimenti) avevano ottemperato alle normative internazionali
sulla sicurezza e sulla prevenzione in particolare contro il
pericolo terrorismo». In particolare - hanno precisato - «il
decreto prevede che la security anche nei terminal portuali debba
essere affidata a guardie particolari giurate, esattamente come
accade negli aeroporti (che hanno problematiche e dinamiche
operative profondamente differenti) e che la definizione delle
modalità di espletamento dei controlli di sicurezza sia di
competenza del questore. Il personale di security dovrebbe quindi
rispondere gerarchicamente e organizzativamente alla Polizia di
Stato».
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- «Con il decreto appena pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale
- hanno rilevato Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra -
vengono di fatto azzerate le competenze delle Capitanerie di Porto
e tutto quanto previsto dal Programma nazionale di sicurezza
marittima emanato con decreto del 20 giugno 2007 dal ministero dei
Trasporti in ottemperanza alle normative internazionali in materia.
Sparirebbe quindi il Port Facility Security Plan e anche il Port
Facility security officer, ovvero quegli strumenti operativi
pianificati e realizzati per realizzare forme di security efficaci,
compatibili con l'attività di un terminal portuale».
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- «Di fatto già oggi i terminal, con un folle
aggravio di costi - hanno sottolineato le associazioni - dovrebbero
dotarsi di un mini esercito di guardie giurate e sperare che la
Questura ponga in essere metodi organizzativi compatibili con
l'operatività del terminal».
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- Secondo Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra, il
nuovo decreto avrà principalmente quattro effetti negativi.
Il primo è quello del rischio immediato è quello di un
blocco totale dei terminal. Il secondo quello di un devastante
conflitto di competenze fra Autorità marittime, Questure e
Polizia di Stato. Il terzo di un brusco e insopportabile aggravio di
costi dei terminal costretti a dotarsi di guardie giurate in numero
fuori controllo. Infine si creerebbe un paradossale vuoto giuridico
istituzionale fra quanto fissano le convenzioni internazionali,
quanto previsto dal decreto del 2007 applicativo di queste
convenzioni e il recente decreto del ministero degli Interni.
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- Con l'obiettivo di scongiurare che tale scenario diventi realtà,
Confetra, quale associazione delle società di trasporto e
logistica, l'Associazione Porti Italiani (Assoporti) e le due
associazioni dei terminalisti portuali Assologistica e Assiterminal
hanno presentato separatamente una urgentissima richiesta di
spiegazioni chiedendo l'immediata convocazione del Comitato
Interministeriale per la Sicurezza Marittima.
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- La lettera di Assologistica e
Assiterminal
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- I sottoscritti rappresentanti di
Assologistica e Assiterminal all'interno del C I SM. hanno avuto
notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 Novembre
2009 del Mimstero degli Interni, contenente il “Regolamento
per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito
dei porti (omissis) adottato ai sensi dell'articolo 18, comma 2, del
D.L. 27 Luglio 2005 n° l44”.
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Ad una lettura del Decreto in oggetto sono
emersi numerosi elementi che destano perplessità e viva
preoccupazione, sia per quanto riguarda gli aspetti gestionali ed
organizzativi che ne derivano nei confronti dei terminalisti, sia
sull'effettiva possibilità che il decreto determini una
situazione di grave incertezza normativa, con pesanti ricadute
operative.
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- In primo luogo infatti l'obbligatorietà
dell'uso delle Guardie Particolari Giurate nell'espletamento dei
compiti di security ed altri in ambito portuale comporterà un
incremento enorme del livello dei costi, che gli operatori
terminalisti dovranno sopportare in un momento di crisi profonda del
settore e senza alcuna possibilità che tali costi possano
essere recuperati, determinando di conseguenza un ulteriore
detrimento del livello d competitività dei porti italiani in
ambito internazionale.
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- Tra l'altro non è chiara la ratio
del provvedimento, in quanto le recenti revisioni degli assessment
di security dei nostri terminal, non hanno mai evidenziato un
innalzamento del livello di rischio ed è comunque dubbio che
l'ottenimento della qualifica di GPG determini di per sé un
aumento del livello di professionalità in questo ambito.
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In ogni caso è organizzativamente
impossibile che nei tempi di entrata in vigore del Decreto (20
Novembre 2009) i terminalisti siano n grado di ottenere per il
proprio personale la qualifica di GPG, ovvero di organizzare con gli
istituti di vigilanza i servizi di security. Ulteriori dubbi
derivano dalla congruità di questo decreto con altra
normativa esistente nel settore.
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- Infatti si può ritenere che alcune
delle disposizioni contenute nel decreto contrastino con quanto
previsto dal Regolamento UE 725/04, dal dlgs n.203/2007, almeno
nella parte in cui assegna al Questore il compito di definire le
modalità di espletamento dei servizi di security secondo
linee guida provenienti dal Ministero degli Interni, nonché
ove si richiede che i personale di security operante nella port
facility risponda gerarchicamente ed organizzativamente al personale
della Polizia di Stato.
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- Questo significherebbe di fatto svuotare
di contenuto il Port Facility Security Plan, nonché svuotare
il ruolo del Port Facility Security Officer, così come
previsti dall'International Ship and Port Facility Security Code,
applicato a livello internazionale e recepito nel nostro ordinamento
attraverso il Regolamento sopra citato.
Inoltre, lo spostamento
di competenze a Questore e Prefetto di verifica e autorizzazione
allo svolgimento delle attività di security in ambito
portuale (articolo 3 del decreto), nonché di vigilanza e
controllo al dipartimento della pubblica sicurezza (art. 7),
contrasta in maniera palese con le attuali attribuzioni
dell'Autorità Designata e con le attuali procedure di
approvazione del Port Facility Security Plan.-
- Infine i1 decreto contrasta in maniera
evidente con le previsioni de Programma Nazionale della Sicurezza
Marittima, emanato con Decreto del Ministro dei Trasporti in data 20
Giugno 2007, a meno nelle parti della Scheda 1 “Controlli di
Sicurezza dei passeggeri e dei loro bagagli”, della Scheda 2
“Controlli di sicurezza dei veicoli, del carico, del catering,
delle provviste e materiali di bordo”, della Scheda 5
“Security degli impianti portuali”, della Scheda 6
“Formazione, istruzione e familiarizzazione del personale
addetto alla security”.
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- Chiediamo quindi che venga convocato in
via d'urgenza i Comitato Interininisteriale di Sicurezza Marittima,
al fine di discutere immediatamente in quale ambito di applicazione
tale decreto si pone e come vadano interpretate da parte degli
operatori tenninalisti le disposizioni dettate. risolvendo gli
evident contrasti da questo Decreto creati.
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- Distinti sa1uti.
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Per Assologistica Dott Daniele Ciulli |
Per Assiterminal (Dott Luigi Robba,
Cap. Francesco Parodi) |
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- La lettera di Assoporti
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- Con il decreto del Ministero dell'Interno
15.9.09, n° 154, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5.11.
u.s., è stato adottato il Regolamento in tema di affidamento
dei servizi di sicurezza sussidiaria nei porti; stazioni
ferroviarie; relativi mezzi di trasporto e depositi; linee di
trasporto urbano. Tale regolamento è attuativo dell'art. 18,
comma 2 del decreto legge n° 144/2005, convertito dalla L. n°
155/2005.
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- Si premette che già la previsione
della legge di affidare servizi di sicurezza sussidiaria nei porti a
“guardie particolari giurate”, suscita riserve; quanto
meno avrebbe richiesto una preventiva valutazione comparativa con i
comportamenti e le determinazioni assunte in materia da altri Paesi,
atteso che la stessa previsione incide in modo non trascurabile sui
costi della fase portuale, quindi sulla competitività dci
maggiori porti italiani,
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- Fermo restando ciò - elemento
comunque non trascurabile che merita una valutazione attenta da
parte dell'Amministrazione dei trasporti e, se possibile,
conseguenti iniziative - si osserva quanto di seguito.
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- Anzitutto si nota una scarsa chiarezza
espositiva che non aiuta a chiarire ambiti di applicazione e
destinatari della norma.
I termini “enti o società
di gestione portuale” usati già all'art, 1 e poi più
volte di seguito, non sarebbero infatti riferibili né alle
Autorità Portuali (che però rientrano nell'ambito di
applicazione alla luce dell'art. 3, comma 1) ma neanche alle navi o
alle imprese terminaliste ex art. 18, L. n° 84/94 e s. m. e i.
ovvero a quelle operanti in porto ex art. 16, della stessa L. 84/94.-
- A fronte di ciò le attività
di sicurezza elencate all'art. 2, comma 1 e comma 2, di fatto, in
gran parte dei casi sono oggi espletate da personale della nave, del
terminal o dell'impresa, anche sulla scorta dei Port Facility
Security Plan - PFSP - approvati a mente del regolamento Comunitario
n° 725/2004 relativo al miglioramento della sicurezza delle navi
e dei porti, secondo quanto previsto: dalle indicazioni del CISM -
Comitato Interministeriale per la Sicurezza Marittima e dei Porti -
nonché dal PNSM - Programma Nazionale di Sicurezza Marittima
e Portuale elaborato proprio in attuazione di quanto previsto dal
predetto regolamento comunitario.
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- Diversamente da quanto previsto dalle
pertinenti istruzioni CISM, dal PNSM e dal decreto legislativo
6.11.2007, n° 203, recante criteri di attuazione della Direttiva
UE n° 2005/65/CE relativa al miglioramento della sicurezza dei
porti, il Decreto Ministeriale in parola, inoltre, estrapola le
modalità di attuazione dei servizi finalizzati alla security
marittimo-portuale dal processo logico valutazione-pianificazione
delle misure-implementazione delle misure stesse, commisurate ai
diversi livelli di security previsti dalle regole internazionali.
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- Altresì, il decreto incide su ruoli
e competenze, atteso che mentre il ruolo di “autorità
competente” ai fini della sicurezza marittima è stato
attribuito all'Autorità Marittima, ed il compito di
approvazione dei Piani di security alla stessa previa verifiche del
Prefetto, il DM in parola affida ai Questore il compito di approvare
le modalità di espletamento dei servizi e delle attività
di sicurezza.
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- Pur non considerando questi aspetti, si
osserva che il Decreto in argomento non prevedendo neanche un
minimo, ragionevole regime transitorio; di fatto o risulta
inattuabile ovvero rischia di bloccare a lungo termine l'intero
settore marittimo-portuale nazionale.
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Non può infatti sfuggire che nel breve
lasso di tempo tra la pubblicazione del decreto - 5.11.2009 - e
l'entrata in vigore - gli ordinari 15 giorni, si ritiene - è
del tutto impossibile dare attuazione all'addestramento del
personale, alla verifica delle caratteristiche funzionali minime
delle attrezzature ed alle verifiche dei singoli organismi
affidatari dei servizi.
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- Se si volessero trascurare (ma non pare
possibile) gli effetti sociali che deriveranno dal decreto così
come concepito - senza alcuna concertazione con i competenti uffici
di codesto Ministero, per quel che risulta, né con le
associazioni degli operatori e dei soggetti coinvolti - è
quindi indispensabile, ad avviso della scrivente, un'attenta ed
approfondita rivalutazione della tematica, anzitutto in sede CISM.
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- In tal senso si auspica l'autorevole
intervento del Sig. Ministro nei confronti del Ministero
dell'Interno.
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- Distinti saluti.
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Il Presidente Sen. Francesco Nerli |
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- La lettera di Confetra
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- Il sottoscritto, rappresentante di
Confetra in seno al C.I.S.M., ha avuto conoscenza tramite la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 Novembre 2009 del
Decreto del Ministero degli Interni 15 settembre 2009 n. 154 recante
il “Regolamento per l'affidamento dei servizi di sicurezza
sussidiaria nell'ambito dei porti … adottato ai sensi
dell'articolo 18, comma 2, del D.L. 27 Luglio 2005 no 144”.
-
- Ad una prima lettura del Decreto in
oggetto sono emersi numerosi elementi che destano perplessità
e viva preoccupazione, sia per quanto riguarda gli aspetti
gestionali ed organizzativi che ne derivano nei confronti dei
terminalisti e delle attività portuali in generale, sia
sull'effettiva possibilità che il decreto determini una
situazione di grave incertezza normativa, con pesanti ricadute
operative.
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- Detti elementi sono stati già
evidenziati dai colleghi rappresentanti di Assologistica e
Assiterminal con la loro lettera dd. 19/11/2009 di pari oggetto, che
condivido totalmente e quindi, per brevità, mi astengo dal
ripetere.
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- Mi associo, pertanto, alla loro richiesta
che venga convocato in via d'urgenza il Comitato Interministeriale
di Sicurezza Marittima, al fine di discutere e verificare
immediatamente in quale ambito di applicazione tale decreto si pone,
e come vadano interpretate da parte degli operatori terminalisti le
disposizioni dettate, risolvendo gli evidenti contrasti da questo
Decreto creati.
-
- Distinti saluti.
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per Confetra Ampelio Zanzottera |
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tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
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