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4 marzo 2010
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- Intertanko protesta per la rigida applicazione delle norme
sul tenore di zolfo nel fuel da parte del porto di Trieste
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- «Ciò significa - accusa l'associazione
armatoriale - che la sicurezza di navi e porti può essere
sacrificata al solo scopo di generare introiti locali per il porto»
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- Intertanko (International Association of Independent Tanker
Owners) protesta per la decisione del porto di Trieste di multare le
navi che utilizzano combustibile con un tenore di zolfo superiore
allo 0,10% in massa. L'associazione degli armatori del settore
cisterniero ha evidenziato che tale decisione, in vigore da ieri,
contravviene alle disposizioni della direttiva europea del 6 luglio
2005 sul tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo e
prevede che ai trasgressori vengano comminate sanzioni da 15.000 a
150.000 euro.
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- «Ciò significa - secondo Intertanko - che la
sicurezza di navi e porti può essere sacrificata al solo
scopo di generare introiti locali per il porto».
L'associazione ha rilevato anche le conseguenze sulle possibilità
di approdo in Italia determinate da tale decisione: «nel caso
in cui una nave venga nuovamente sanzionata a Trieste perché
non conforme con le disposizioni di tale direttiva europea, sia alla
nave che all'armatore o all'operatore e al comandante verrebbe
vietato l'ingresso in tutti i porti italiani».
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- Secondo Intertanko, per le navi che non sono ancora state
adattate all'impiego di combustibile MGO (Marine Gas Oils) a basso
tenore di zolfo e alle quali non è consentito l'utilizzo di
combustibile HFO (Heavy Fuel Oils), i cosiddetti combustibili
pesanti, con ridotto tenore di zolfo sussistono tre possibilità:
possono scegliere di utilizzare fuel MGO con tenore di zolfo entro
0,1% e adottare tutte le misure possibili per gestire i rischi
connessi; oppure possono puntare alla sicurezza e utilizzare fuel
HFO a ridotto tenore di zolfo nelle loro caldaie e, in tal caso,
essere soggetti a sanzioni; infine possono evitare di fare scalo a
Trieste sino a che non sono state portate a termine le modifiche per
l'utilizzo di combustibile a basso tenore di zolfo.
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- In particolare, l'associazione ha sottolineato che per alcune
navi il passaggio da fuel HFO a MGO effettuato senza aver apportato
le necessarie modifiche «è considerato notevolmente
meno sicuro rispetto all'alternativa di utilizzare combustibile HFO
a ridotto tenore di zolfo. I produttori di caldaie e le società
di classificazione - ha spiegato Intertanko - hanno esplicitamente
respinto ogni responsabilità per il consumo di MGO nelle
caldaie nei casi in cui abbiano indicato che sussite la necessità
di apportare modifiche». «Molte di queste modifiche - ha
precisato l'associazione - non sono ancora state portate a termine a
causa della lenta risposta da parte dei produttori di caldaie.
Questo è un fattore fuori dal controllo degli armatori e
degli operatori, molti dei quali hanno iniziato il processo di
modifica quasi un anno fa dopo essere stati sviati da precedenti
avvisi da parte dei produttori di caldaie circa il fatto che le loro
caldaie potevano funzionare in sicurezza con l'utilizzo di
distillati petroliferi, avvisi che successivamente sono stati
ritrattati».
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- Intertanko ha reso noto di aver inviato una lettera alla
Capitaneria di Porto di Trieste invitandola a riconsiderare la sua
decisione, che ha definito «rigida e inattesa». L'associazione ha
concluso evidenziando che «la sicurezza delle navi e dei loro
equipaggi non dovrebbe essere messa a rischio dalla necessità
delle autorità portuali di generare introiti» ed ha
auspicato che «le informazioni fornite dalle navi circa le
procedure di modifica in atto siano considerate alla luce della
raccomandazione CE la quale riconosce che vi possono essere problemi
operativi e connessi rischi per la sicurezza a causa dell'impiego
dei combustibili prescritti da parte di navi che non siano state
oggetto di adeguamenti tecnici e che invita gli Stati membri a
prendere in considerazione l'esistenza di prove dettagliate delle
misure assunte dalle navi per garantire il rispetto della sicurezza
in conformità con la direttiva».
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