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18 maggio 2010
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- ANITA e FEDIT non firmeranno l'accordo
con il governo sull'autotrasporto
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- Lamentano la mancanza di misure che abbiano un impatto positivo
sul costo del lavoro
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- Le organizzazioni dell'autotrasporto ANITA e FEDIT hanno
annunciato oggi che non firmeranno l'accordo con il governo. «Da
oltre quattro mesi - hanno spiegato - le associazioni di
autotrasporto e della committenza sono impegnate nella trattativa
con il governo per individuare insieme misure a sostegno del
settore. Le diverse posizioni, talvolta, sono state convergenti,
tanto da considerare possibile la sottoscrizione di un accordo tra
le parti. Nel testo in discussione, invece, oltre all'introduzione
di una cosiddetta “tariffa di sicurezza” anche per i
contratti scritti, non è contemplata alcuna misura concreta
che abbia un impatto positivo sul costo del lavoro che le due
associazioni chiedono da mesi».
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- «Sulle imprese strutturate, che rappresentano la vera
forza del sistema economico italiano - ha sottolineato il presidente
di ANITA, Eleuterio Arcese - gravano costi divenuti ormai
inaccettabili. Un autista italiano costa circa 45mila euro, uno
sloveno o rumeno circa 15mila. Di conseguenza, le nostre imprese non
sono più competitive e sono costrette a delocalizzare e a
destrutturarsi. Non possiamo permettere che le imprese straniere
taglino fuori quelle italiane».
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- «Il governo - ha aggiunto il vice presidente di FEDIT,
Valter Lannutti - deve intervenire sui fattori che oggi frenano lo
sviluppo delle imprese, soffocate da un insostenibile costo del
lavoro. La previsione di maggiore rigidità, penso soprattutto
agli ulteriori adempimenti burocratici e all'introduzione di una
“tariffa di sicurezza” per i contratti scritti, rischia
di mettere definitivamente fuori gioco le imprese italiane».
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- ANITA e FEDIT hanno quindi precisato che, «se nell'accordo
tra committenza, governo e associazioni di categoria non saranno
previsti interventi concreti tesi alla riduzione del costo del
lavoro e alla ristrutturazione delle imprese», le due
organizzazioni non sottoscriveranno il protocollo.
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- «È indispensabile - hanno concluso ANITA e FEDIT -
che il governo lavori ad una proposta che possa essere condivisa e
sottoscritta da tutti, evitando il ripetersi di strappi che
avrebbero effetti negativi sulle imprese».
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