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28 giugno 2010

Fedespedi sollecita interventi calibrati non solo nel settore delle infrastrutture, ma anche in quello delle regole e dei servizi

Presentato uno studio sui flussi logistici milanesi

In occasione dell'odierna assemblea della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali (Fedespedi) il presidente della federazione, Piero Lazzeri, ha richiesto al governo una particolare attenzione al tema delle regole e dell'efficienza dei servizi nella stesura del nuovo Piano Generale della Logistica, strumento fondamentale per accrescere la competitività del sistema paese e attrarre nuovi flussi di traffico merci.

Il nuovo Piano Generale della Logistica, secondo gli spedizionieri, dovrà essere un documento composito contenente le istanze di tutte le realtà imprenditoriali del comparto, con interventi calibrati non solo nel settore delle infrastrutture, ma anche in quello delle regole e dei servizi.

Nella sua relazione Lazzeri ha evidenziato l'importanza delle attività logistiche per la valorizzazione dell'intero sistema Paese, oggi penalizzato nei confronti dei competitors internazionali oltre che per la carenza di infrastrutture, soprattutto di tipo connettivo tra i principali porti di valenza internazionale e i retroporti e i mercati di destino, anche per la scarsa attenzione riposta al tema dei servizi e delle regole, determinante per il rilancio del sistema logistico italiano e, con esso, la ripresa economica.

Secondo Fedespesi, l'obiettivo deve essere pertanto quello di consentire al settore logistico di poter contribuire dello 0,5% sul tasso di crescita del prodotto interno lordo in dieci anni, con una quota aggiuntiva di circa sette miliardi di euro. «L'Europa - ha rilevato Lazzeri - va a due velocità non solo perché negli altri Paesi sono state compiute scelte di investimento prima che in Italia, ma forse anche perché in altri Paesi europei le normative in vigore sono interpretate più in senso business oriented. La mancanza di consapevolezza negli ultimi venti anni di quello che sarebbe stato o poteva essere il ruolo delle attività logistiche nel nostro Paese ha fatto sì che l'Italia oggi soffra di un gap culturale, prima ancora che infrastrutturale, nel settore che ne ha depotenziato fortemente le immense possibilità di sviluppo. Quello che la categoria degli spedizionieri chiede è una maggiore attenzione all'efficienza dei servizi e alle regole, temi fortemente condizionanti la capacità delle nostre imprese di rimanere sul mercato e di poter competere con i nostri competitors internazionali».

Nel corso dell'assemblea è stato presentato uno studio sui flussi logistici milanesi del professor Fabrizio Dallari, direttore del Centro di Ricerca sulla Logistica dell'Università LIUC di Castellanza. Con 6,5 miliardi di euro - sottolinea la ricerca - la Regione Logistica Milanese (province di Milano, Bergamo, Lodi, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como, e, oltre i confini amministrativi, Novara e Piacenza) contribuisce al 30% dell'intero fatturato logistico italiano. Inoltre la regione conta 1.500 imprese di servizi logistici, di cui il 60% nella sola provincia di Milano, e circa il 30% del totale nazionale degli spazi in uso agli operatori logistici.

Più in particolare lo studio, riguardante il mondo dell'offerta dei servizi logistici su scala internazionale, evidenzia come la Regione Logistica Milanese sia il crocevia più importante del sistema italiano delle relazioni economiche internazionali, connettendo attraverso i principali gateway europei, il Nord Italia con i più importanti mercati mondiali.

L'indagine, voluta dalla Camera di Commercio di Milano e realizzata da Globus et Locus - associazione fondata nel 1997 da Piero Bassetti con l'obiettivo di promuovere delle problematiche legate alla dialettica tra globale e locale, ha riguardato il quadro dell'offerta dei servizi logistici, la dotazione infrastrutturale e i nodi logistici e la caratterizzazione dei flussi logistici internazionali.

Per quanto riguarda la dotazione di strutture logistiche, oltre il 90% delle superfici si concentra entro un raggio di 45 chilometri dal centro di Milano (338 magazzini di operatori che offrono servizi logistici in conto terzi, 34 centri di distribuzione di beni di largo consumo e 16 piattaforme intermodali).

Dal punto di vista della caratterizzazione dei flussi l'indagine, realizzata su un campione significativo di “orchestratori” (questo il nome degli operatori logistici in virtù del loro ruolo di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti in una spedizione internazionale), evidenzia il ruolo centrale dell'hub Malpensa come gateway per l'air cargo (62%) e del sistema dei porti liguri per il trasporto merci marittimo (Genova 38%, La Spezia 26%).

Sono intervenuti all'assemblea Bartolomeo Giachino, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Rocco Giordano, presidente del Comitato Scientifico Consulta Generale per l'Autotrasporto e la Logistica, e Fausto Forti, presidente di Confetra.

ABB Marine Solutions

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