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28 luglio 2010
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- Fintecna ha aggiudicato a Mediterranea Holding la
privatizzazione di Tirrenia e Siremar
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- Caronia (Uiltrasporti): ci aspettiamo adesso una immediata
convocazione della compagnia e del governo
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- La procedura di privatizzazione di Tirrenia e Siremar si è
conclusa con la decisione di Fintecna di aggiudicare le due
compagnie alla Mediterranea Holding Spa, la società con la
Regione Siciliana quale azionista di riferimento (37% del capitale)
e partecipata da TTT Lines, Lauro, Isolemar e Busi Ferruzzi che è
stata l'unica ad aver presentato un'offerta vincolante, il cui
valore è stato successivamente elevato da 10 a 25 milioni di
euro (inforMARE del
27 luglio 2010).
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- Le modalità con cui si è proceduto alla
privatizzazione sono state fortemente criticate dai sindacati.
«All'insegna delle migliori tradizioni sulla buone relazioni
industriali e dopo un interminabile ed
assordante silenzio - ha commentato oggi il segretario generale di
Uiltrasporti, Giuseppe Caronia - Fintecna ci fa sapere attraverso
una nota di agenzia di aver deciso di aggiudicare la gara per la
privatizzazione di Tirrenia e Siremar alla Mediterranea Holding.
Voglio sperare che oltre alle questioni di carattere finanziario che
evidentemente sono state superate, salvo verifica di chi ne ha
titolo, anche le richieste del sindacato circa le garanzie
occupazionali e contrattuali dei lavoratori siano state accolte».
«Ci aspettiamo adesso - ha proseguito Caronia - una immediata
convocazione di Mediterranea Holding e del governo il quale si dovrà
far garante degli impegni che auspichiamo verranno formalizzati
sulle materie che riguardano il lavoro e che ci venga sottoposto il
piano industriale per le opportune valutazioni. Ma il primo atto che
chiediamo ai nuovi proprietari di Tirrenia e Siremar, con i quali ci
congratuliamo, è un atto di chiarezza. Ci venga precisata
quale è la posizione dell'azienda sugli organici: quella
dell'azionista pubblico, che ci ha rassicurato sul mantenimento
degli attuali, o quella dell'amministratore delegato che ha
preannunciato 540 esuberi».
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- Della medesima opinione la Filt Cgil: «rimangono in essere
- ha spiegato ieri il segretario generale del sindacato, Franco
Nasso - ancora tutte le incertezze e le grandi preoccupazioni per il
futuro della compagnia e di tutti i lavoratori interessati».
«Oltre all'incertezza relativa al piano finanziario di
Meditteranea Holding - ha rilevato Nasso - manca ancora chiarezza
sulla tutela occupazionale, sul rispetto del contratto e del reddito
dei lavoratori e sulle tutele sociali per tutto il periodo della
convenzione con Tirrenia e Siremar, come previsto dalle intese con
il ministero dei Trasporti. Inoltre non si fa ancora nessun
riferimento al piano industriale che preveda precise garanzie per la
continuità dell'attività e dei servizi della compagnia
per tutto il periodo della convenzione».
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- Pur evidenziando che la procedura di privatizzazione della
Tirrenia «va completata per evitare la liquidazione della
compagnia o la vendita per singole rotte dei collegamenti, o peggio
la svendita a interlocutori di dubbia affidabilità»,
ieri il segretario nazionale Trasporto Marittimo della Fit-Cisl,
Beniamino Leone, ha sottolineato che «la privatizzazione della
Tirrenia deve prevedere garanzie per i marittimi e i lavoratori
assicurando contestualmente l'efficienza dei servizi la rete di
collegamenti vitali per le isole e i territori già
caratterizzati da una fragilità delle reti infrastrutturali e
dei trasporti». «Ci aspettiamo - ha aggiunto Leone - di
ricevere a strettissimo giro una convocazione da parte del governo
dopo il definitivo accoglimento dell'offerta della Mediterranea
Holding, nonché un incontro con la stessa cordata per
valutare il piano d'impresa e le sue condizioni». «Ribadiamo
con forza - ha concluso - la necessità di assicurare i
livelli occupazionali e la continuità contrattuale per i
marittimi, gli amministrativi e gli stagionali di lungo periodo,
senza tagli ai servizi che finirebbero per nuocere gravemente sia
alla collettività, sia alle imprese regionali e territoriali,
soprattutto del Meridione».
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