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28 settembre 2010
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- Assoporti boccia il disegno di legge per la riforma
dell'ordinamento portuale approvato dal Consiglio dei ministri
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- Nerli : senza autonomia finanziaria il sistema portuale
italiano non crescerà
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- inforMARE - Assoporti (Associazione Porti Italiani) boccia il disegno di
legge per la riforma dell'ordinamento portuale approvato nei giorni
scorsi dal Consiglio dei ministri (inforMARE
del 17 settembre
2010). Nel corso dell'assemblea odierna
dell'associazione delle Autorità Portuali italiane, svoltasi
a Roma, il presidente di Assoporti, Francesco Nerli, ha definito
largamente insoddisfacente il testo di legge licenziato dal governo
e ritiene quindi indispensabile procedere ad una sua revisione
radicale in Parlamento.
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- Nerli ha sottolineato come, senza un'autonomia finanziaria, il
sistema portuale italiano farà ben pochi passi avanti ed ha
richiamato il governo al rispetto di impegni precisi e di norme di
legge senza i quali - ha precisato - i porti italiani non potranno
recuperare competitività in un mercato internazionale che non
ammette né ritardi, né esitazioni.
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- Nella sua relazione Nerli ha sostenuto con forza la necessità
di una norma strutturale che crei anche le basi per attivare forti
investimenti privati nei porti, garantendo continuità di
risorse per assicurare e finanziare la manutenzione ma anche lo
sviluppo di nuove infrastrutture portuali e logistiche. Inoltre ha
elencato i punti chiave di interventi indispensabili, che in gran
parte - ha rilevato - alla luce di ormai vecchi impegni del governo,
dovrebbero essere stati già attuati: fra questi il reintegro
dei fondi per la manutenzione e la continuità dei programmi
d'investimento infrastrutturale; inoltre, a favore delle imprese, la
parziale fiscalizzazione (5 punti) degli oneri sociali, una
riduzione delle accise sui prodotti energetici, benefici fiscali per
le navi di cabotaggio, la proroga degli incentivi al combinato
terra-mare e il consolidamento delle indennità di mancato
avviamento per i lavoratori portuali temporanei. Impegni a fronte
dei quali - ha ricordato il presidente di Assoporti - si sono
concretizzate solo due misure, per altro molto controverse e
criticabili, quali un intervento sulle tasse portuali che - ha
sostenuto Nerli - sposta una volta di più, dalla fiscalità
generale ai singoli porti e alle singole Autorità Portuali,
l'onere di recuperare competitività erodendo ulteriormente le
loro capacità di investimento; senza parlare poi dei tagli
orizzontali della spesa in modo indifferenziato, per amministrazioni
ed enti pubblici, ivi comprese le Autorità Portuali.
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- Infine Nerli ha focalizzato l'attenzione sulla necessità
di coordinare le norme in materia di sicurezza e di non abbassare la
guardia su due tematiche strategicamente importantissime quali sono
la collocazione armonica del sistema portuale sulle reti
transeuropee TEN-T e un coordinamento fra le varie modalità
di trasporto che postula scelte anche coraggiose sia in tema di
trasporti ferroviari che di autotrasporto.
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- Intervenendo al dibattito Luigi Grillo, presidente della
Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato, si è
impegnato a rilanciare in Parlamento un'autonomia finanziaria in
grado da “garantire” ai porti almeno i 400 milioni di
euro annui che sono stati lo stanziamento medio ai porti dal 1998 al
2007, attingendoli da quei nove miliardi di gettito Iva che i porti
hanno assicurato allo Stato nel solo 2009. (iM)
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