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18 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:22 GMT+2



13 gennaio 2011

MCT, necessaria una legislazione di supporto per i terminal di transhipment

CGIL, il porto di Gioia Tauro sopravvive solo grazie alla forza dei lavoratori e del terminalista. Il presidente della Regione Calabria sottoporrà al governo le richieste per il rilancio dello scalo

inforMARE - Ieri, presso la sede di Confindustria Reggio Calabria, i rappresentanti della società terminalista Medcenter Container Terminal (MCT), che gestisce il container terminal del porto di Gioia Tauro, e della capogruppo Contship Italia, come previsto dall'articolo 39 del contratto collettivo unico dei porti, hanno presentato l'informativa annuale sull'andamento dell'attività dell'impresa e sulla sua situazione economica.

MCT ha annunciato che, dopo il 2009, anche l'anno 2010 si è chiuso con un risultato economico negativo in conseguenza sia della diminuzione dei volumi movimentati che di tariffe non adeguatamente remunerative dovute alla necessità di far fronte alla aggressiva concorrenza dei porti del Nord Africa. «A riguardo - ha reso noto MCT - l'azienda ha illustrato ai sindacati le iniziative fin qui intraprese insieme a Contship Italia nel tentativo di arginare tale concorrenza, che beneficia di vantaggi competitivi derivanti non solo dal minor costo della manodopera, ma anche da legislazioni di miglior favore per quanto concerne la fiscalità e di minor impatto sui costi generali per quanto concerne la tutela ambientale, la security e la sicurezza sul lavoro. Inoltre l'azienda ha evidenziato la necessità di recuperare la massima efficienza e produttività, non solo per far fronte a tale situazione di svantaggio competitivo, ma anche in vista della crescita di volumi nel settore transhipment prevista dagli osservatori del settore nel prossimo triennio».

MCT ha evidenziato che azienda e sindacati «hanno convenuto sulla necessita per i terminal di transhipment operanti nel nostro paese di una legislazione di supporto tesa a ricostituire, almeno in parte, le condizioni per una libera e leale competizione commerciale».

Inoltre MCT ha spiegato le ragioni del recente fermo operativo di 30 ore del terminal (inforMARE del 10 gennaio 2011) precisando che «per far fronte alla mancata richiesta di servizi portuali da parte dei propri clienti non è stato fatto ricorso all'istituto cassa integrazione guadagni, bensì è stata applicata una specifica normativa del CCNL».

Nel corso dell'incontro l'impresa terminalista ha presentato il nuovo direttore del personale, Roberto Gastaldo, entrato a far parte da ieri della compagine aziendale in sostituzione di Andrea Borrione che ha risolto il proprio rapporto di lavoro per motivi personali.

Intanto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha annunciato che sottoporrà al governo le richieste per il rilancio del porto di Gioia Tauro. «L'iniziativa del prossimo venerdì 14 gennaio alla presidenza della giunta regionale relativa ai problemi che attraversa il porto di Gioia Tauro - ha spiegato - sarà un momento fondamentale, propedeutico alla formalizzazione di richieste che sottoporrò al governo e direttamente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». «Ho fortemente voluto far sedere, in tempi brevissimi, allo stesso tavolo, la Regione Calabria e le parti interessate - ha aggiunto Scopelliti - poiché riteniamo il porto area fondamentale per lo sviluppo della Calabria. Su Gioia Tauro abbiamo puntato in modo concreto, firmando a Roma, assieme all'assessore al Bilancio, Giacomo Mancini, l'Accordo di Programma Quadro che prevede investimenti complessivi per circa 460 milioni di euro da spendere in vari interventi nell'area del porto e la creazione di un filo logistico intermodale che consentirà a tutta l'area di essere ancor più attrattiva per i grandi operatori logistici nazionali e internazionali. Vogliamo rafforzarne la leadership sul bacino del Mediterraneo».

Sulla recente chiusura temporanea del terminal portuale il presidente della Regione Calabria ha reso noto di «aver appreso le dichiarazioni dei vertici della Medcenter in cui evidenziavano di non voler per alcun motivo disimpegnarsi a Gioia Tauro, ma di continuare a vigilare affinché i lavoratori non siano penalizzati. A loro - ha detto Scopelliti - vanno i nostri primi pensieri. In un periodo di grande crisi non possiamo permetterci di perdere nemmeno un posto di lavoro. La nostra attenzione continuerà ad essere massima, così come abbiamo dimostrato anche recentemente. Dal governo e da Berlusconi sono convinto che la Calabria riceverà attenzione e soprattutto quelle risposte che l'area attende da tempo».

Il sindacato CGIL si è interrogato sugli esiti della massiccia reazione scatenatasi in difesa del porto di Gioia Tauro a seguito del blocco delle attività per 30 ore. «È questo quello che anche noi, da un punto di vista diverso dalla Contship, ma con altrettanta preoccupazione - ha spiegato la CGIL Piana di Gioia Tauro - ci chiediamo in rapporto alla “novità”della chiusura del terminal. Senza dubbio - secondo il sindacato - la “novità” è rappresentata dai nodi che vengono al pettine, legati ai rischi sulla tenuta di un porto lasciato ormai da troppo tempo in balia di se stesso e che sopravvive solo grazie alla forza dei lavoratori e del terminalista».

«Il mancato intervento del governo nazionale, per una riforma del sistema portuale italiano di trashipment che tenga conto dell'autonomia e favorisca competitività e crescita - ha sottolineato il sindacato - non solo non è arrivato, ma addirittura sembra che vada nella direzione opposta. Scelte scellerate fanno si che non ci siano provvedimenti che riconoscano l'utile autonomia finanziaria ai porti; si tagliano, invece, trasferimenti e investimenti. Addirittura, qualora si pensa a nuove opportunità, le stesse non guardano al Sud del Paese che pure continua ad essere il centro del Mediterraneo».

«Condividiamo il rischio dell'abbandono - ha concluso la CGIL Piana di Gioia Tauro - e pensiamo che serva, a partire dall'incontro di domani (ieri, ndr) e di quello alla Regione del 14, sviluppare un piano di rilancio serio per mettere in sicurezza il trashipment e puntare sulla logistica e la polifunzionalità. Serve mettere in campo ogni azione necessaria a dare un futuro ai circa tremila lavoratori, impegnati nelle attività portuali, serve rilanciare, cogliendo l'opportunità del porto l'economia della Calabria e del mezzogiorno. Il governo nazionale la Regione Calabria devono passare dalla propaganda ai fatti». (iM)

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