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9 febbraio 2011
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- ESPO boccia la proposta della Commissione Europea di alzare
la soglia per l'inserimento dei porti nella rete TEN-T globale
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- Verhoeven: «è impossibile spiegare a quei porti
che soddisfano gli attuali criteri che in futuro verrebbero
totalmente esclusi dalle TEN-T»
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Ieri i ministri dei Trasporti dei 27 Stati dell'Unione Europea
si sono riuniti a Gödöllö, in Ungheria, con il
vicepresidente della Commissione Europea, Siim Kallas, e con il
presidente della commissione TRAN del Parlamento europeo, Brian
Simpson, per discutere della revisione delle rete transeuropea di
trasporto TEN-T in vista della proposta legislativa in materia che
la Commissione UE intende avanzare entro la prossima estate.-
- «Questa revisione della politica per la rete transeuropea
dei trasporti - ha rilevato Siim Kallas - giunge in un momento
cruciale per l'Europa. Rappresenterà un contributo
indispensabile se vogliamo che le imprese europee continuino ad
essere competitive e che il trasporto sia più sostenibile; e
avremo bisogno di collegare efficacemente la parte orientale e
occidentale dell'Unione se vogliamo che tutti gli Stati membri
abbiano pieno accesso al mercato interno».
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- Nel corso dell'incontro i ministri hanno confermato la necessità
di sviluppare un'ampia rete infrastrutturale globale e nel contempo
di concentrare gli sforzi su una rete principale della massima
importanza strategica. Inoltre è stato raggiunto un ampio
consenso sul fatto che la carenza di risorse finanziarie determinata
dall'attuale crisi economica non comporta necessariamente che nel
lungo termine l'estensione della rete TEN-T debba essere ridotta.
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- Sul fronte dei finanziamenti i ministri hanno accolto
favorevolmente l'intenzione della Commissione di continuare a
mettere a disposizione fondi comunitari per lo sviluppo della rete
globale. Inoltre sono stati presi in esame strumenti di
finanziamento innovativi che incentivare l'afflusso di capitali
privati, anche se è stato sottolineato che tali strumenti
finanziari non possono costituire né una soluzione
sistematica né un'alternativa generale alle risorse garantite
dagli Stati o ai finanziamenti concessi dall'Unione Europea.
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- L'European Sea Ports Organisation (ESPO) ha commentato gli esiti
dell'incontro ministeriale in Ungheria rilevando come i porti
svolgano un ruolo fondamentale nel nuovo approccio per le TEN-T, ma
avanzando tuttavia riserve sulle modalità con cui i porti
verrebbero inseriti nella ampia rete globale transeuropea.
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- Il documento di lavoro della Commissione - ha rilevato
l'associazione dei porti europei - delinea una serie di criteri per
selezionare i porti gateway che dovrebbero fare parte della futura
rete principale TEN-T. Questi porti primari dovrebbero movimentare
un traffico annuo pari almeno all'1% del volume totale di merci sia
alla rinfusa che non alla rinfusa movimentate in tutti i porti
europei. ESPO ha osservato come, sulla base della media degli ultimi
dati Eurostat disponibili, ciò corrisponderebbe ad un volume
di traffico annuo minimo di 24,34 milioni di tonnellate di merci
alla rinfusa o di 13,41 milioni di tonnellate di merci non alla
rinfusa. Tuttavia i porti che non soddisfano almeno uno di questi
requisiti correlati al volume di traffico potrebbero avere altre
chiavi d'accesso alla rete principale TEN-T.
- «Avere una rete principale - ha concordato il segretario
generale di ESPO, Patrick Verhoeven - è necessario se
vogliamo una vera politica per le TEN-T. Stiamo valutando l'impatto
dei criteri proposti per vedere quali sono i porti che verrebbero
inclusi. Sono comunque necessari ulteriori chiarimenti in quanto
l'interazione tra i criteri di traffico e altri criteri non è
semplice».
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- Se ESPO concorda con la necessità di individuare un core
network delle TEN-T e dei porti, non è affatto d'accordo
invece sulle modalità di selezione dei porti da includere
nella rete TEN-T globale. Per quanto riguarda la rete TEN-T globale
- ha spiegato l'associazione - la Commissione propone di includere
tutti i porti che annualmente movimentano un traffico pari almeno ad
un millesimo del volume medio totale movimentato in tutti i porti
europei, sia di merci alla rinfusa che non, o del traffico di
passeggeri. In pratica - ha precisato l'associazione - ciò
determinerebbe l'inclusione di tutti i porti che movimentano
annualmente un minimo di 2,43 milioni di tonnellate di merci alla
rinfusa, 1,34 milioni di tonnellate di merci non alla rinfusa oppure
411.223 passeggeri. Questa - ha sottolineato ESPO - è una
soglia molto più elevata rispetto a quella che si applica
nell'ambito delle attuali linee guida delle TEN-T, vale a dire un
traffico merci annuo complessivo di 1,5 milioni di tonnellate o un
traffico passeggeri annuo di 200.000 unità.
- «Non possiamo concordare - ha quindi concluso Verhoeven -
con la proposta della Commissione di aumentare la soglia per la rete
globale. È impossibile spiegare a quei porti che soddisfano
gli attuali criteri che in futuro verrebbero totalmente esclusi
dalle TEN-T. Il nostro supporto per la selezione dei porti da
inserire nella rete principale è sempre stato subordinato a
disporre di una vasta rete di base che, a priori, comprende tutti i
porti marittimi impegnati nel traffico internazionale. Pertanto
rivolgiamo un forte appello a rivedere i criteri relativi ai porti
per la rete globale, in modo che si possa almeno continuare ad
applicare l'attuale soglia».

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