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25 marzo 2011
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- Una delegazione dell'amministrazione doganale della Siria ha
visitato il porto di Venezia
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- Nel 2010 l'interscambio tra il porto e la nazione
mediorientale è stato pari a 1.500 trailer e oltre 20mila
container
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Una delegazione di 20 dirigenti delle Dogane della Siria ha
visitato il porto di Venezia con l'obiettivo di studiare le best
practice degli scali italiani con i quali la nazione mediorientale
ha maggiori contatti e soprattutto dei porti che hanno investito
moltissimo per dotarsi di sistemi informatici e telematici
all'avanguardia. La missione della delegazione include anche una
visita al porto di Livorno.
- L'incontro veneziano è stato promosso dal capo settore
Dogane Comunitarie, Maurizio Zincone, e finanziato dal programma di
sostegno al commercio della Commissione Europea. La delegazione
siriana ha incontrato i colleghi italiani delle amministrazioni che
si occupano di security nell'ambito della portualità
veneziana allo scopo di illustrare nei diversi contesti - italiano
e siriano - i comuni problemi di sicurezza nell'operatività
portuale con particolare riferimento al contrasto alle frodi e al
risk managemet di frontiera.
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- In questo ambito Venezia è il primo porto italiano ad
essersi dotato di un sistema “multi agenzia” che, grazie
ad una piattaforma informatica integrata di Port Community delle
pratiche doganali e della sicurezza, può gestire per via
elettronica tutta la documentazione delle merci in export, ancora
prima che la nave tocchi la banchina.
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- Dopo la discussione dei criteri comunitari e nazionali che
reggono l'analisi dei rischi, la visita è proseguita con una
dimostrazione dell'operatività dello scanner mobile in
dotazione alle forze di sicurezza operative nello scalo veneziano
per il controllo dei camion in arrivo sui traghetti merci e
passeggeri, nonché dello scanner fisso situato a Porto
Marghera.
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- La visita fa seguito anche all'accordo siglato tra i porti di
Venezia e Tartous che prevede l'implementazione e la semplificazione
delle politiche doganali al fine di accelerare le operazioni
portuali sia in Siria che in Italia
(
del 1° febbraio 2010).-
- Sottolineando i «sempre più stretti i rapporti tra
lo scalo veneziano e i porti siriani», il segretario generale
dell'Autorità Portuale di Venezia, Franco Sensini, ha
rilevato che «l'aumento degli scambi commerciali rappresenta
oggi, e ancor più in futuro, una indiscutibile opportunità
per il porto di Venezia ma, allo stesso tempo, impone nuove sfide
sotto il profilo della sicurezza, della tutela dei lavoratori e
dell'ambiente circostante, e sotto il profilo della prevenzione di
atti criminali, terroristici o della violazione delle norme
internazionali del commercio».
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- «L'interscambio tra il porto di Venezia e la Siria - ha
ricordato Sensini - nel 2010 è stato pari a 1.500 trailer
(camion) e oltre 20mila teu (container), numeri destinati ad
aumentare grazie all'andamento positivo delle linee dirette operate
da Visemar Line e Sermar Line».

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