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17 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:22 GMT+2



21 aprile 2011

La rinfusiera Rosalia D'Amato dell'italiana Perseveranza è stata sequestrata dai pirati

d'Amico (Confitarma): alle nostre richieste di misure per contrastare la pirateria non rispondono né il governo né il parlamento

Alle prime ore di stamani la nave portarinfuse Rosalia D'Amato dell'italiana Perseveranza Spa di Navigazione, con a bordo 22 membri di equipaggio di cui sei italiani e 15 filippini, è stata sequestrata dai pirati mentre transitava a circa 320 miglia dalle coste dell'Oman. L'unità, di 74.500 tonnellate di portata lorda, era in navigazione dal porto iraniano di Bandar Imam Khomeini al porto brasiliano di Paranagua quando è stata attaccata da una sola imbarcazione.

Attualmente la nave è seguita a distanza dalla fregata Giresun della Marina Militare Turca che è impiegata nell'ambito della missione Atlanta della coalizione internazionale European Union Naval Force Somalia (EU NAVFOR). Alle navi militari della coalizione è giunta una sola comunicazione dalla Rosalia D'Amato che segnalava la presenza a bordo dei pirati e che raccomandava alle forze navali di EU NAVFOR di mantenersi a distanza.

Il ministero degli Affari esteri ha comunicato che la propria Unità di Crisi segue l'evoluzione della vicenda in stretto raccordo con il ministero della Difesa ed ha immediatamente preso contatto con la società armatrice che al momento mantiene i contatti con i familiari dell'equipaggio. Il ministero ha fatto appello agli organi di stampa perché mantengano il necessario riserbo per favorire la liberazione degli ostaggi.

Il presidente della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), Paolo d'Amico, ha sottolineato come il sequestro della Rosalia D'Amato costituisca «l'ennesimo attacco dei pirati ad una nave italiana che testimonia l'urgenza di misure a difesa della navigazione mercantile che da oltre un anno Confitarma ha chiesto al governo». «Ricordo - ha precisato d'Amico - che anche la petroliera Savina Caylyn, sequestrata l'8 febbraio, è ancora nelle mani dei pirati, e quindi sono 43 i marittimi, di cui 11 italiani, imbarcati su unità italiane tenuti in ostaggio dai pirati».

«Nonostante ciò - ha deplorato Paolo d'Amico - ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro né a livello parlamentare, in merito ai cinque disegni di legge “parcheggiati” da un anno alla Camera e al Senato e concernenti il possibile imbarco di personale armato sulle nostre navi, né a livello governativo, in particolare dal ministro della Difesa, al quale da mesi ho chiesto un incontro urgente per identificare una adeguata strategia di difesa attiva».

«La situazione - ha concluso il presidente di Confitarma - è molto preoccupante ed è davvero sorprendente il silenzio delle nostre istituzioni che evidentemente non hanno compreso che il fenomeno della pirateria non è meno grave della situazione in Libia, e che anzi la combinazione dei due eventi può produrre effetti veramente devastanti con danni incalcolabili per il sistema paese».

Intanto sempre stamani nell'Oceano Indiano, a 250 miglia ad est di Socotra, nei pressi del Golfo di Aden, è stata assaltata dai pirati anche la portacontainer Hanjin Tianjin della sudcoreana Hanjin Shipping. La nave, che può trasportare 6.500 container teu, ha un equipaggio di 20 persone, di cui 14 coreani e sei indonesiani. La compagnia armatoriale Hanjin Shipping ha reso noto che la nave è stata danneggiata dai due attacchi effettuati dai pirati e che è stata salvata dall'intervento della nave militare coreana Choi Young che è giunta sul luogo dell'assalto quando i pirati si erano già dileguati.




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