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22 ottobre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11.40 GMT+2



3 maggio 2011

Assiterminal evidenzia la necessità di una moratoria nell'applicazione della norma sui tempi di carico e scarico delle merci nei porti

Secondo l'associazione, sono opportune azioni e periodi di sperimentazione differenti a seconda delle situazioni locali

L'Associazione Italiana Terminalisti Portuali (Assiterminal) ha presentato oggi il proprio punto di vista sulla problematica riguardante i tempi di carico e scarico delle merci nei porti a seguito del relativo decreto dirigenziale emesso di recente dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ( del 25 marzo 2011).

«In base alla norma innovativa, già a suo tempo criticata da diverse associazioni compresa
Assiterminal, introdotta dalla legge n. 127/2010, alla quale si è dato seguito recentemente con il decreto dirigenziale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 24 marzo scorso - ha ricordato l'associazione - il superamento della franchigia di due ore, connessa all'attesa dei veicoli per poter effettuare le operazioni di carico e scarico delle merci, comporta la corresponsione al vettore di un indennizzo da parte del committente. Quest'ultimo può esercitare l'azione di rivalsa nel confronti dell'effettivo responsabile del ritardo. Nella sostanza, la norma disciplina il rapporto tra vettore e committente (cioè per i porti tra autotrasportatori e agenti marittimi, armatori, spedizionieri)».

«Nei porti, che, come noto, a diversità di altri luoghi o centri logistici presentano notevoli complessità operative e specificità - ha precisato Assiterminal - l'applicazione delle nuove disposizioni può essere derogata mediante pattuizioni volontarie tra le parti e/o su specifici accordi di programma con le amministrazioni e gli enti competenti».

Assiterminal ha inoltre ricordato che «la componente terminalistica dei ciclo della logistica, ancorché non coinvolta direttamente dalla citata norma, ha ritenuto necessario ed opportuno partecipare al tavolo di confronto presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attivato dal sottosegretario dottor Giachino, insieme alle altre associazioni del cluster marittimo-portuale, con l'intento collaborativo di contribuire a redigere un protocollo contenente linee guida per la promozione e definizione di accordi di programma, da adattare alle esigenze di ogni porto, partendo dall'adozione di “buone pratiche operative”, di criteri di reciprocità tra le parti, nonché dall'utilizzo su vasta scala di strumenti info-telematici tra operatori (privati e pubblici) ed utenti. Similmente il discorso vale per il tavolo genovese attivato dalla Autorità Portuale, nel cui scalo è già in esercizio il sistema “E-Port”».

«Va da sé - ha concluso l'associazione - che quanto sopra prefigurato necessita di azioni e periodi di sperimentazione differenti a seconda delle situazioni locali, per cui applicare nei porti la norma in argomento senza avere prima adottato le citate buone pratiche, innovazioni tecnologiche e in qualche caso strutturali, genera indubbie difficoltà, può comportare conflittualità e dannosi contenziosi tra le parti interessate. Pertanto, per affrontare questa problematica riguardante i porti ci vuole una fase di riflessione, anche tecnico-operativa, accompagnata da una moratoria nell'applicazione della norma, mantenere disponibilità ad un confronto costruttivo e avere senso di responsabilità da parte di tutti, al fine di intraprendere insieme un percorso virtuoso».

ABB Marine Solutions

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