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3 maggio 2011
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- Assiterminal evidenzia la necessità di una moratoria
nell'applicazione della norma sui tempi di carico e scarico delle
merci nei porti
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- Secondo l'associazione, sono opportune azioni e periodi di
sperimentazione differenti a seconda delle situazioni locali
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L'Associazione Italiana Terminalisti Portuali (Assiterminal) ha
presentato oggi il proprio punto di vista sulla problematica
riguardante i tempi di carico e scarico delle merci nei porti a
seguito del relativo decreto dirigenziale emesso di recente dal
ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
(
del 25 marzo 2011).-
- «In base alla norma innovativa, già a suo tempo
criticata da diverse associazioni compresa
Assiterminal,
introdotta dalla legge n. 127/2010, alla quale si è dato
seguito recentemente con il decreto dirigenziale del ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti del 24 marzo scorso - ha ricordato
l'associazione - il superamento della franchigia di due ore,
connessa all'attesa dei veicoli per poter effettuare le operazioni
di carico e scarico delle merci, comporta la corresponsione al
vettore di un indennizzo da parte del committente. Quest'ultimo può
esercitare l'azione di rivalsa nel confronti dell'effettivo
responsabile del ritardo. Nella sostanza, la norma disciplina il
rapporto tra vettore e committente (cioè per i porti tra
autotrasportatori e agenti marittimi, armatori, spedizionieri)».-
- «Nei porti, che, come noto, a diversità di altri
luoghi o centri logistici presentano notevoli complessità
operative e specificità - ha precisato Assiterminal -
l'applicazione delle nuove disposizioni può essere derogata
mediante pattuizioni volontarie tra le parti e/o su specifici
accordi di programma con le amministrazioni e gli enti competenti».
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- Assiterminal ha inoltre ricordato che «la componente
terminalistica dei ciclo della logistica, ancorché non
coinvolta direttamente dalla citata norma, ha ritenuto necessario ed
opportuno partecipare al tavolo di confronto presso il ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti attivato dal sottosegretario
dottor Giachino, insieme alle altre associazioni del cluster
marittimo-portuale, con l'intento collaborativo di contribuire a
redigere un protocollo contenente linee guida per la promozione e
definizione di accordi di programma, da adattare alle esigenze di
ogni porto, partendo dall'adozione di “buone pratiche
operative”, di criteri di reciprocità tra le parti,
nonché dall'utilizzo su vasta scala di strumenti
info-telematici tra operatori (privati e pubblici) ed utenti.
Similmente il discorso vale per il tavolo genovese attivato dalla
Autorità Portuale, nel cui scalo è già in
esercizio il sistema “E-Port”».
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- «Va da sé - ha concluso l'associazione - che quanto
sopra prefigurato necessita di azioni e periodi di sperimentazione
differenti a seconda delle situazioni locali, per cui applicare nei
porti la norma in argomento senza avere prima adottato le citate
buone pratiche, innovazioni tecnologiche e in qualche caso
strutturali, genera indubbie difficoltà, può
comportare conflittualità e dannosi contenziosi tra le parti
interessate. Pertanto, per affrontare questa problematica
riguardante i porti ci vuole una fase di riflessione, anche
tecnico-operativa, accompagnata da una moratoria nell'applicazione
della norma, mantenere disponibilità ad un confronto
costruttivo e avere senso di responsabilità da parte di
tutti, al fine di intraprendere insieme un percorso virtuoso».

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