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24 maggio 2011
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- Il TAR del Lazio ha accolto una serie di ricorsi presentati
dalle Autorità Portuali e da Assoporti
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- Riguardano la riduzione dei compensi degli organi e
l'applicazione delle norme pubbliche al personale degli enti
portuali
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L'Associazione dei Porti Italiani (Assoporti) ha reso noto che
il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto i ricorsi
presentati dalle Autorità Portuali e da Assoporti sulla
riduzione dei compensi degli organi e sull'applicazione delle norme
pubbliche al personale delle Autorità Portuali.-
- Si tratta di due tipologie i ricorsi presentati dalle Autorità
Portuali e da Assoporti contro il ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti e il ministero dell'Economia e delle Finanze.
- Il primo, promosso da 16 Autorità Portuali, contro la
circolare ministeriale che estendeva l'obbligo di riduzione dei
compensi degli organi delle Autorità Portuali oltre il
termine fissato dalla legge. Su questo contenzioso, il TAR Lazio il
19 maggio scorso ha pubblicato la sentenza di accoglimento dei
ricorsi ed ha condannato i ministeri al pagamento delle spese.
- Nel secondo caso, l'Autorità Portuale di Napoli ha
presentato ricorso contro una circolare che impediva allo stesso
ente di riconoscere gli incrementi stipendiali del contratto
nazionale di settore, ritenendo applicabile la normazione in materia
di impiego pubblico. Assoporti ha ricordato che il personale delle
Autorità Portuali è sottoposto ad un regime di diritto
privato, e che nelle Autorità Portuali viene applicato il
Contratto Nazionale di Lavoro per i lavoratori portuali sottoscritto
dalle organizzazioni sindacali di categoria (trasporti) e le
associazioni datoriali che, per le Autorità Portuali, è
l'Associazione dei Porti Italiani. Sul ricorso il TAR Lazio ha
sospeso l'efficacia della stessa circolare rimandando a maggio 2012
la discussione del merito.
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- «Dall'esito di questi ricorsi - ha commentato il
presidente di Assoporti, Francesco Nerli - possiamo dire che avevamo
ragione nel sostenere che il ministero dell'Economia non può,
di fatto, bloccare l'attività e l'autonomia prevista dalla
legge con delle note e delle circolari. Negli ultimi due anni stiamo
assistendo ad un susseguirsi di lettere, circolari, censure fatte
dallo stesso ministero per il tramite del nostro ministero vigilante
(Trasporti) che mirano a limitare il ruolo delle Autorità
Portuali, le quali, voglio ricordare, sono state istituite con una
legislazione speciale finalizzata, attraverso i poteri ad esse
conferiti, anche a semplificare e snellire le attività in
porto».

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