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22 giugno 2011
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- Il piano industriale 2011-2015 di Ferrovie dello Stato
Italiane prevede un'ulteriore riduzione dei costi operativi di 300
milioni di euro
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- Obiettivo è superare la soglia di oltre 10 miliardi di
euro di fatturato di gruppo
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Il gruppo ferroviario Ferrovie dello Stato Italiane (FS) prevede
di raggiungere nel 2015 un fatturato di gruppo, incluse le attività
estere, di oltre 10 miliardi di euro, rispetto ai ricavi record per
oltre otto miliardi registrati nel 2010, e di effettuare nel periodo
2011-2015 investimenti per 27 miliardi di euro, di cui oltre sei
miliardi per ammodernare la flotta nazionale e regionale.-
- Il piano industriale 2011-2015 di FS, presentato oggi
dall'amministratore delegato del gruppo ferroviario, Mauro Moretti,
include tra gli altri obiettivi un ulteriore aumento di
produttività, con una riduzione dei costi operativi di altri
300 milioni di euro in cinque anni per un'incidenza sul fatturato
contenuta al 74%, riduzione che - ha ricordato Moretti - si
aggiungerà ai 1.500 milioni di euro di tagli dei costi
operativi già operati con i quali - ha sottolineato Moretti -
«non ci siamo fatti molti amici: ci siamo fatti molti nemici».
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- Il gruppo ferroviario ha evidenziato come il piano industriale
2011-2015 fondi le proprie basi su un'imponente opera di risanamento
che ha permesso a FS di recuperare in meno di cinque anni un
disavanzo di oltre 2,2 miliardi di euro e punti al consolidamento
economico del gruppo e ad una sua progressiva espansione sui mercati
internazionali.
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- Sul fronte operativo, per i servizi universali di lunga
percorrenza, ancora oggi non in equilibrio economico-finanziario -
ha precisato FS - il gruppo si pone l'obiettivo di rivedere, insieme
ai ministeri competenti, l'offerta a contratto razionalizzando il
network, le frequenze e le fermate, proponendo nuovi modelli
dedicati al Sud.
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- Nell'ambito dei servizi universali regionali e locali, invece,
insieme ad una maggiore integrazione modale da realizzare attraverso
nuove partnership con imprese locali sulla scorta di esperienze già
sviluppate (Trenord), il piano industriale prevede uno sviluppo dei
servizi metropolitani e una coerente specializzazione della flotta
dedicata. L'obiettivo, da negoziare con le Regioni interessate - ha
spiegato l'azienda - è velocizzare e razionalizzare l'offerta
dei treni provenienti/destinati ad aree esterne ai grandi bacini
urbani, aumentando al contempo le corse e le fermate dei convogli
operanti all'interno delle aree metropolitane. Il piano industriale
rileva tuttavia il perdurante e consistente gap tra i ricavi unitari
del trasporto regionale in Italia (12,9 centesimi di euro a
passeggero/km) rispetto, ad esempio, a Germania (19,5) e Francia
(22,4). Ogni centesimo di euro di incremento medio dei ricavi
unitari - ha sottolineato FS - permetterebbe l'acquisto, ogni anno,
di 20 nuovi treni metropolitani.
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- Il piano industriale 2011-2015 prevede un deciso rilancio anche
dei servizi alle merci (Trazione e Logistica) che il gruppo intende
sviluppare attraverso tutte le sue società, da Trenitalia a
TX Logistik a FS Logistica, puntando al raggiungimento del
break-even già nel 2013. La strategia di “turnaround”
prevede: un nuovo modello di governance, per eliminare le residue
diseconomie, recuperare efficienza e produttività,
focalizzare le attività sugli assi forti, ampliando il
business all'estero, con un occhio di attenzione al Centro e Est
Europa, migliorare i processi con un forte investimento in
tecnologia, attivare le necessarie sinergie e partnership per
presidiare i punti chiave di accesso al servizio, come porti ed
interporti, opportunamente selezionati. Tutto questo auspicando, e
operando affinché si uniformi il più possibile, in
tutta Europa, il quadro di oneri, incentivi e norme che regolano il
settore merci, contribuendo a determinare il peso delle diverse
modalità.
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- Per Trenitalia il nuovo piano industriale prefigura una
ricapitalizzazione con un aumento in cash per circa 900 milioni di
euro finalizzato a riequilibrare ulteriormente la sua situazione
patrimoniale e ad affrontare con maggior stabilità i
rilevanti impegni sul fronte investimenti.
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- Per Rete Ferroviaria Italiana, il nuovo piano industriale
prevede che la società continui a concentrare la sua attività
nel perimetro di stretta pertinenza, definito dalla concessione con
lo Stato, quale gestore dell'infrastruttura nazionale. In tale
ambito RFI proseguirà nella sua missione di potenziamento,
anche tecnologico, della rete, con un impegno di spesa di oltre 17
miliardi su quella convenzionale e di 3,5 su quella alta
velocità/alta capacità, quest'ultima in
autofinanziamento. Saranno consegnate da qui al 2015 tutte le nuove
stazioni AV, da Roma Tiburtina a Torino Porta Susa, da Napoli
Afragola a Firenze Belfiore e Bologna Centrale e proseguirà
l'impegno delle società controllate, Grandi Stazioni e
Centostazioni, per la valorizzazione dei relativi asset.
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- Nell'anno del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia,
il gruppo ferroviario ha presentato anche la propria nuova
denominazione sociale e il nuovo logo fregiati dell'aggettivo
“Italiane” a tracciare un significativo cambiamento nel
segno dell'italianità e della forte identità nazionale
in un mercato ormai sempre più europeo e internazionale. La
nuova denominazione sociale caratterizzerà anche i loghi di
tutte le società del gruppo.

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