- Solari (CGIL): eccesso di improvvisazione nel dibattito
politico sul futuro della portualità italiana
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- «Sarebbe bene contrapporre - spiega il segretario
generale del sindacato - una proposta condivisa da tutte le
componenti del lavoro portuale»
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«Nel dibattito della politica sul futuro della portualità
italiana si registra un eccesso di improvvisazione alla quale
sarebbe bene contrapporre una proposta condivisa da tutte le
componenti del lavoro portuale». Lo ha detto il segretario
nazionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL),
Fabrizio Solari, nel corso di un incontro organizzato dalla FILT
CGIL su “I porti nel rilancio del sistema logistico italiano”.
Solari ha spiegato che «manca un quadro di riferimento
rigoroso sui limiti e le potenzialità della situazione
attuale, mentre ogni giorno si accavallano proposte contraddittorie
che difficilmente possono aiutare lo sviluppo».-
- Secondo il dirigente sindacale della CGIL, «ci vogliono
regole chiare non disgiunte da una rinnovata etica della
responsabilità contro l'inutile scorciatoia del ricorso a
figure di stampo commissariale». «Pesa invece sulle
possibilità di sviluppo - ha aggiunto Solari - la
inadeguatezza delle infrastrutture soprattutto a valle delle
banchine e una catena logistica troppo frammentata e scarsamente
innovativa. Inoltre si deve affrontare il tema della rivisitazione
delle Autorità Portuali che devono avere più autonomia
a partire da quella finanziaria ed un ruolo più incisivo sul
funzionamento di tutte le componenti del lavoro portuale, comprese
quelle degli uffici periferici dello Stato, oltre che a concorrere
alle scelte politiche infrastrutturale e d'investimento».
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- «Va riconfermato - ha concluso il segretario nazionale
della CGIL - il ruolo del lavoro come fattore di sviluppo
valorizzando e retribuendo adeguatamente la flessibilità
assicurata dai vari articolo 17, oltre che ribadire la scelta del
contratto unico per i lavoratori portuali».

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