- Costa (AP Venezia): Confindustria chiede la liberalizzazione
di mercati oggi protetti? Confitarma cominci dai servizi tecnico
nautici
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- «Sono convinto - scrive Costa a D'Amico - che lei, così
come tutti gli altri armatori, non vogliate predicar bene suggerendo
di liberalizzare i mercati e razzolare meno bene impedendo anche
piccoli modesti passi verso una più ampia concorrenza nei
porti e tra i porti»
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Il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia, Paolo
Costa, ha inviato una lettera aperta - che pubblichiamo di seguito -
al presidente della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma),
Paolo D'Amico, e alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia,
sottolineando l'urgenza di attuare la liberalizzazione dei servizi
tecnico nautici e consentire così ai porti italiani di
competere con i porti concorrenti di altre nazioni.-
- Riferendosi al manifesto “Progetto delle imprese per
l'Italia” con il quale Confindustria ha presentato cinque
misure ritenute necessarie per promuovere la crescita e lo sviluppo
economico, Costa ha ricordato che nel documento «si cita,
quarta di cinque azioni, il ricorso alla liberalizzazione di
mercati, oggi protetti, al fine di liberare le energie
imprenditoriali e produttive che sole possono far sperare in uno
sviluppo del nostro Paese. È nel prendere sul serio questa
sollecitazione - ha scritto il presidente dell'Autorità
Portuale di Venezia - che confido che lei e i suoi associati
possiate fare la vostra parte nel liberalizzare i servizi tecnico
nautici, la cui disciplina oggi impedisce ai porti italiani di
competere tra loro e con i porti concorrenti di altri Paesi».
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- AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA
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- Lettera aperta
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- Dott. Paolo D' Amico
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Presidente Confitarma
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Piazza S.S. Apostoli 60
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00187 Roma
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e p.c. |
- Dott.ssa Emma Marcegaglia
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Presidente Confindustria
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Viale dell'Astronomia 30
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00144 Roma
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- Dott. Cesare Trevisani
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Vice Presidente per le Infrastrutture,
logistica e mobilità Confindustria
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Viale dell'Astronomia 30
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00144 Roma
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OGGETTO : LIBERALIZZAZIONI DEI SERVIZI TECNICO NAUTICI E
PROGETTO DELLE IMPRES E PER L'ITALIA-
- Caro Presidente,
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- Le scrivo nella speranza che Lei possa far partecipe i suoi
associati dell'argomento in oggetto, in occasione della prossima
riunione.
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- Do' per scontato che Lei abbia presente il “Progetto delle
imprese per l'Italia” sottoscritto il 30 settembre 2011 da
Confindustria, ABI, ANIA, Rete imprese Italia e Alleanza delle
Cooperative italiane.
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- In quel documento, nel sollecitare il governo a prendere
decisioni urgenti e radicali per l'avvio della crescita, si cita,
quarta di cinque azioni, il ricorso alla liberalizzazione di
mercati, oggi protetti, al fine di liberare le energie
imprenditoriali e produttive che sole possono far sperare in uno
sviluppo del nostro Paese.
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- E' nel prendere sul serio questa sollecitazione che confido che
Lei e i Suoi associati possiate fare la Vostra parte nel
liberalizzare i servizi tecnico nautici, la cui disciplina oggi
impedisce ai porti italiani di competere tra loro e con i porti
concorrenti di altri Paesi.
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- La ridotta competitività della portualità italiana
è purtroppo facilmente documentabile, si veda per esempio che
il Porto di Rotterdam (trans-continental infrastructure needs to
2030 / 2050, OECD, Novembre 2010) considera l'intero Nord Italia
come un proprio mercato, non conteso da altri porti concorrenti. Gli
effetti negativi delle tariffe dei servizi tecnico nautici oggi in
vigore, sono altrettanto documentabili, come risulta evidente per
esempio per i porti italiani del Nord Adriatico quotidianamente
sottoposti alla concorrenza dei porti sloveni e croati: per ogni
nave portacontainer di 42.000 grt, il costo complessivo ad approdo,
dei servizi portuali (dati 2010) è a Venezia pari a €
30.000, a Trieste € 16.500, a Capodistria € 12.500, a
Fiume € 9.000, cifre che alla fine dell'anno possono comportare
una differenza di costi fra un porto italiano ed uno croato che
arriva fino a € 1 milione per un servizio di linea
intercontinentale con il Far East.
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- Le imperfezioni dei mercati di questi servizi, che completano in
mare quelli resi in banchina in ogni porto sono da tempo note e,
come Lei ricorderà, analiticamente descritte nell'“indagine
conoscitiva nel settore de i servizi portuali” condotta
dall'Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato nel
1997.
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- Una situazione che rispetto allora è forse peggiorata
tanto da indurre chi scrive a sollevare anche in sede di giustizia
amministrativa più d i una obiezione ad una interpretazione
delle norme vigenti che sta peggiorando la situazione.
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- Sollevo con Lei il tema perché sull'opportunità di
definire porto per porto le tariffe di pilotaggio, di rimorchio, di
ormeggio si era raggiunta un'intesa interassociativa nella quale
anche Confitarma conveniva sulla opportunità che disciplina,
organizzazione e tariffazione dei suddetti servizi potessero essere
definite sulla base di un'intesa in sede locale tra Autorità
Marittima e Autorità Portuale, senza dare possibili spazi ad
interessi corporativi che oggi si esprimono attraverso una
sostanziale competenza centralizzata sulle stesse.
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- E' quindi con sorpresa e rammarico che ho dovuto constatare la
costituzione in giudizio ad opponendum di Confitarma contro il
tentativo dell'Autorità Portuale di Venezia di superare
l'ingerenza corporativa nella definizione delle tariffe. Tentativo
questo di contribuire, anche attraverso l'introduzione di incentivi
all'efficienza dei servizi tecnico nautici, ad “allineare
l'assetto regolatorio nazionale agli standard UE” come
richiesto nel documento di Confindustria “Progetto delle
imprese per l'Italia”, e che porterebbe benefici all'utenza
portuale - a partire dagli armatori stessi - oltreché
all'intera filiera logistica e produttiva che si serve del porto di
Venezia così come degli altri porti italiani.
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- Insomma Signor Presidente, sono convinto che Lei, così
come tutti gli altri armatori, non vogliate predicar bene suggerendo
di liberalizzare i mercati e razzolare meno bene impedendo anche
piccoli modesti passi verso una più ampia concorrenza nei
porti e tra i porti.
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- Faccio avere copia della presente alla Presidente Marcegaglia
perché mi auguro possa supportarLa in sede nazionale a
favorire liberalizzazioni ed efficienza nei nostri porti che pur
sempre rappresentano la porta naturale d'accesso ai mercati delle
imprese italiane.
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- Sono certo che Lei condividerà lo spirito di questa
lettera e fiducioso che la crescita del sistema Paese possa passare
anche per “un'energica liberalizzazione delle attività
economiche”, ivi comprese quelle dei servizi tecnico
nautici, Le porgo i miei più cordiali saluti.
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Il Presidente Prof. Paolo Costa |
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