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18 ottobre 2011
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- Nerli (Assoporti): in Italia la presenza di porti anche
piccoli rappresenta «un valore per il sistema Paese»
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- Nel finanziamento delle opere portuali sussiste il rischio di
speculazioni
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Nel corso dell'assemblea pubblica dell'Associazione dei Porti
Italiani (Assoporti), tenutasi oggi a Roma, l'organizzazione delle
Autorità Portuali italiane ha ribadito nuovamente la
necessità di un rilancio della portualità nazionale
attraverso misure a “costo zero” - quali
sburocratizzazione, snellimento, maggiore chiarezza anche sui poteri
del presidente delle Port Authority - e misure proporzionalmente
onerose che riguardano interventi sull'intero cluster marittimo e
che comprendono la parziale fiscalizzazione degli oneri sociali
delle imprese portuali, la conferma dell'indennità di mancato
avviamento al lavoro per i portuali e la concessione dell'autonomia
finanziaria.-
- Il presidente di Assoporti, Francesco Nerli, ha sottolineato
l'urgenza di porre mano al tema della competitività del
settore attuando una serie di interventi ad iniziare proprio
dall'autonomia finanziaria delle Autorità Portuali, misura in
cui l'Italia è fanalino di coda nel panorama europeo. Ma non
minore importanza ha la definizione di una strategia complessiva di
settore in grado di definire le priorità e su queste
concentrare sforzi e risorse.
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- Riferendosi allo stato di salute di una portualità
italiana seconda in Europa per tonnellaggio solo a quella olandese e
caratterizzata da una presenza di porti anche piccoli che
«rappresentano un valore per il sistema Paese», Nerli ha
difeso il sistema portuale nazionale nella sua integrità,
sostenendo la necessità anche di Autorità Portuali
piccole in grado di gestire scali che comunque hanno ruoli
strategici importanti di filiera.
- Inoltre, in tema di partnership fra pubblici e privati nel
finanziamento di opere portuali, Nerli ha messo in guardia rispetto
al rischio di speculazioni, frutto della mancata garanzia dei fondi
pubblici e quindi dell'inevitabile indebolimento delle Autorità
Portuali.
- Il presidente di Assoporti ha quindi sottolineato le difficoltà
insite con l'assenza di una normativa di riferimento a livello
europeo e con una concorrenza sul costo del lavoro che chiama le
imprese a spingere sulla leva della qualità del servizio.
Nerli ha manifestato anche preoccupazione per quanto riguarda
un'apertura del mercato portuale sul quale la Commissione Europea ha
già archiviato due fallimenti: secondo il presidente
dell'associazione italiana, in questo ambito è indispensabile
garantire una adeguata contendibilità delle concessione e
tempi di concessione che rendano possibile la copertura dei costi di
investimento.
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- Nerli ha infine bocciato l'ipotesi di accordi sul lavoro in
deroga al contratto nazionale di lavoro, considerato «punto di
forza» del sistema portuale italiano.

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