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20 ottobre 2011
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- Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto
l'istituzione di una blacklist delle imprese di autotrasporto che
non rispettano le regole
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- Sempre con maggiore frequenza - hanno spiegato i sindacati -
il “lavoro cattivo” sta scacciando il “lavoro
buono”
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Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto l'istituzione
di una blacklist delle imprese di autotrasporto che operano in
Italia senza rispettare le regole. «Da anni nel nostro Paese,
nell'ambito dell'autotrasporto - hanno spiegato le organizzazioni
sindacali - si è sviluppato un modo di fare impresa che,
sprezzante delle regole e indifferente alle più elementari
norme di sicurezza, calpesta in modo sistematico i diritti dei
lavoratori. Sostanzialmente in armonia con le “leggi che
regolano” il mercato e contestualmente anche alla
insufficienza di controlli da parte degli organi competenti (Polizia
Stradale e Direzione Provinciale del Lavoro), di fatto viene
sistematicamente anteposta alla vita di questi lavoratori e quella
degli utenti della strada, una formula delirante che sviluppa a
fronte di ricavi poco leciti, una inevitabile regressione sociale ed
economica».-
- «In questo contesto di irregolarità - hanno
osservato i sindacati - si sta verificando sempre con maggiore
frequenza che il “lavoro cattivo” sta scacciando il
“lavoro buono”. L'imprenditore che sta nelle regole
viene surclassato ed estromesso da un mercato di dirompente ribasso
dei costi, fatto a spese della sicurezza dei lavoratori e degli
utenti della strada».
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- Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno quindi spiegato di aver
chiesto al ministero del Lavoro «di dare priorità ai
controlli diretti verso queste realtà, meno virtuose e meno
visibili di tutte, stilando quella che venne definita una “Black
List”, su cui puntare le attività di controllo, per il
semplice motivo, che laddove si da luogo ad una negoziazione tra le
parti sicuramente si concretizza un maggior controllo sociale
all'interno delle aziende».
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- I sindacati hanno ricordato che «la legge 127 del 4 agosto
2010 sulle “tariffe minime di sicurezza nel trasporto”
interviene rispetto alle tematiche dell'autotrasporto e delle
tariffe concretamente applicate. Finalmente - hanno sottolineato -
si opera per rompere un disequilibrio rivolto a sottopagare i
servizi acquistati sul mercato del trasporto merci su gomma, che
inevitabilmente si sbilancia a sfavore dei vettori e subvettori. Con
questo provvedimento si tenta di contrastare la concorrenza senza
regole, con la volontà di andare verso un ordine che sia
garanzia di sicurezza per i lavoratori del settore e per gli utenti
della strada».
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- «I committenti che ad oggi non riconoscono in toto i costi
delle tariffe minime di sicurezza del trasporto - hanno rilevato
Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - non stanno svolgendo un buon
servizio alla società. Non è più tollerabile la
deregolamentazione sino ad oggi praticata, occorre da parte di tutti
i soggetti coinvolti una presa di coscienza, troppe ormai le
tragiche conseguenze che un lavoro svolto in condizioni inadeguate
produce, effetto principale nelle cifre esponenziali delle morti
bianche in questo settore, ricondotte in maniera troppo riduttiva a
fatali incidenti stradali».
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- I sindacati hanno concluso chiedendo «con fermezza il
rispetto delle regole, innovazione, professionalità,
sicurezza, strumenti - hanno precisato - che contribuisco
fattivamente a riportare il nostro Paese nel novero di quelli
maggiormente sviluppati e ad una sana e corretta concorrenza.
Essendo consapevoli, delle problematiche che le imprese di
autotrasporto si trovano quotidianamente a fronteggiare per la
difficoltà di vedere l'effettiva applicazione della legge
sulle tariffe minime, auspichiamo che il confronto e la coesione del
settore sia funzionale al fine di giungere all'obiettivo».

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