- Disegno di legge sulla portualità del Friuli Venezia
Giulia che accresce le prerogative della Regione
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- Inserita una norma specifica sul project financing che - ha
spiegato l'assessore Riccardi - ha l'obiettivo di attivare l'impegno
del capitale privato nel progetto del “superporto”
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Oggi l'assessore alle Infrastrutture della Regione Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha illustrato in giunta regionale
lo schema del disegno di legge “Disciplina della portualità
di competenza regionale”. Il documento regola l'organizzazione
ed il funzionamento dei porti di Monfalcone e Porto Nogaro,
«nell'ottica - ha spiegato Riccardi - di favorire la
realizzazione delle infrastrutture e lo svolgimento dei servizi
funzionali all'organizzazione di una piattaforma logistica regionale
che consideri i porti esistenti nel territorio della regione, le
aree retroportuali ed intermodali, anche in relazione ai corridoi di
traffico transnazionali promossi dall'Unione Europea».-
- Il disegno di legge suddivide le attribuzioni di carattere
strategico da quelle a carattere gestionale e regolamentare. Non è
prevista l'istituzione di alcun organo: sarà direttamente la
Regione, attraverso la giunta regionale, a governare le funzioni
della promozione dello sviluppo del sistema portuale del Friuli
Venezia Giulia, quelle di indirizzo per la gestione delle aree
d'interesse portuale, di programmazione delle infrastrutture e di
coordinamento degli investimenti finanziari, lo sviluppo di “forme
di cooperazione tra i porti del Nord Adriatico per il potenziamento
dell'offerta”, l'emanazione di atti di indirizzo per la
redazione del Piano Regolatore Portuale e del Piano operativo
triennale (che verranno approvati dal presidente della Regione).
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- Assegnato particolare rilievo al ruolo dei Comuni i quali,
esprimendo i loro pareri sui piani regolatori, parteciperanno ai
lavori di una specifica Commissione consultiva di nuova
costituzione. Il disegno di legge ipotizza infatti una sede di
consultazione formale, presieduta dall'assessore competente, in cui
gli enti locali (Comuni e Province), gli operatori portuali e le
organizzazioni sindacali si esprimano in ordine alle questioni
d'interesse generale.
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- Ai lavori della Commissione viene invitata l'Autorità
Marittima, che vi parteciperà con diritto di voto. La norma
definisce inoltre l'ambito portuale quale compendio di aree
funzionali all'attività portuale perimetrato dal Piano
Regolatore. Stabilisce inoltre le procedure di formazione e di
approvazione del Piano Regolatore Portuale ed i contenuti del
progetto di piano, imponendo che le relative previsioni si
armonizzino con le disposizioni degli strumenti urbanistici comunali
e prevede uno specifico procedimento (guidato dalla Regione) per
l'armonizzazione di questi strumenti qualora sorgano dei contrasti.
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- Per la formazione del Piano Regolatore viene introdotta una
procedura semplificata che sostituisce il parere del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici, previsto dalla legge nazionale n. 84
del 1994, con quello di un “organo monocratico statale”
da rendersi in tempi certi, decorsi i quali il parere è reso
dall'amministrazione regionale. Il Piano Regolatore Portuale è
attuato attraverso un Piano operativo di durata triennale aggiornato
annualmente. Particolare attenzione nel testo viene dedicata al
rilascio delle concessioni demaniali per le quali si prevede una
procedura ad evidenza pubblica, di norma promossa dalla Regione, che
mira a selezionare l'operatore più idoneo sulla base di un
programma industriale.
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- Nel corso della presentazione è stata evidenziata
l'inclusione nel disegno di legge di una norma specifica -
innovativa rispetto all'attuale legislazione di settore vigente nel
resto del Paese - dedicata alla finanza di progetto, con l'intento
di incentivare gli investimenti di soggetti privati (non
necessariamente operatori portuali) mediante l'introduzione di un
meccanismo remunerativo tale da consentire il rientro degli
investimenti effettuati. La normativa proposta prevede che i
progetti delle opere portuali siano soggetti alla disciplina
regionale in materia di lavori pubblici e stabilisce che la loro
approvazione costituisca dove necessario variante al Piano
Regolatore del porto, riducendo in tal modo considerevolmente i
tempi burocratici della preventiva predisposizione ed approvazione
della variante.
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- L'assessore Riccardi ha precisato che, quale punto strategico
nel disegno di legge regionale, la previsione del project financing
ha l'obiettivo di attivare l'impegno del capitale privato nel
progetto del “superporto”, il piano sostenuto dal gruppo
bancario UniCredit per la realizzazione di nuove infrastrutture
portuali a Monfalcone e Trieste
(
del 5 maggio
2011). «Il provvedimento infatti - ha
spiegato - vuole dare risposte e tempi certi agli investimenti
previsti da investitori privati sul sistema portuale regionale».-
- Sottolineando che la presentazione di questo disegno di legge
entro la fine del mese di ottobre mantiene l'impegno che aveva
assunto il presidente della Regione, Renzo Tondo, l'assessore
Riccardi ha sottolineato che «si tratta di un provvedimento
fondamentale non solo per disciplinare le attività degli
scali di Monfalcone e Porto Nogaro ma per costruire un nuovo modello
di sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, per sviluppare
realmente quella piattaforma logistica Regione Friuli Venezia Giulia
che il mondo dei traffici marittimi e dell'economia ci richiede».
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- Riccardi ha assicurato che, con la prossima approvazione della
norma, la giunta regionale non vuole tuttavia chiudersi «al
dibattito che potrà svilupparsi in Commissione e con le
istituzioni del territorio e le categorie economiche. L'articolato -
ha precisato - contempla alcune specifiche forme di collaborazione
con i soggetti pubblici operanti all'interno dei porti di Monfalcone
e Porto Nogaro».
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- A conclusione del suo intervento Riccardi ha ricordato che
«numerose altre leggi, mai impugnate dallo Stato, sono state
varate dalla Regione nel corso della legislatura a beneficio della
portualità: la legge regionale 24 del 2009 e le leggi
regionali n. 17 e n. 22 dello scorso anno, con le quali è
stata attribuita alla Regione la competenza del rilascio delle
concessioni demaniali a Monfalcone e Porto Nogaro; sempre alla
Regione la competenza per il rilascio delle autorizzazioni alle
operazioni portuali ed alla predisposizione del Piano Regolatore
Portuale; infine, con la legge 22/2010, si è provveduto a
stabilire che “nell'ambito delle opere di nuova
infrastrutturazione del porto di Monfalcone sono compresi i lavori
di scavo del canale d'accesso” e che “l'amministrazione
regionale è autorizzata ad intervenire con risorse proprie in
sostituzione dello Stato”».

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