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4 novembre 2011
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- Un atto di coraggio la presentazione del disegno di legge
sulla portualità regionale del Friuli Venezia Giulia
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- Lo ha detto l'assessore alle Infrastrutture Riccardi
sottolineando l'indispensabilità del provvedimento
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Presentando nei giorni scorsi il nuovo disegno di legge sulla
portualità regionale, che accentua il ruolo della Regione
quale promotrice dello sviluppo del settore
(
del 21 ottobre
2011), senza dubbio il governo dell'ente
regionale del Friuli Venezia Giulia «ha osato, sfruttando
appieno le competenze che derivano dalla propria autonomia
statutaria». Lo ha detto oggi all'Università di Udine
l'assessore regionale friulano alle Infrastrutture, Riccardo
Riccardi, partecipando, assieme alla parlamentare Debora
Serracchiani, ad una lezione organizzata da Maurizio Maresca,
docente di diritto internazionale e dell'Unione Europea presso
l'ateneo friulano, sul tema de “La sfida del nuovo Corridoio
Baltico Adriatico: il ruolo delle istituzioni europee e nazionali e
della Regione Friuli Venezia Giulia”.-
- Si è trattato - ha confermato Riccardi - di «un
atto di coraggio, certamente», ma - ha precisato - del tutto
indispensabile «per governare un nuovo possibile sviluppo
dell'intero territorio regionale: uno sviluppo che va gestito e non
subìto».
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- L'assessore ha spiegato che, ottenuto dalla UE l'indispensabile
risultato dell'inserimento del Corridoio ferroviario Baltico
Adriatico tra i progetti prioritari che saranno finanziati dalla
stessa Unione Europea, «una direttrice - ha sottolineato -
secondo noi ora ancora più significativa, grazie alla
decisione di Bruxelles di unire l'Alto Adriatico non solo ai porti
della Polonia, ma anche a quelli, più a Nord, di Helsinki e
delle Repubbliche Baltiche» (Tallinn in Estonia, Riga in
Lettonia e Klaipeda in Lituania), era strategico - ha osservato
Riccardi - “agganciare” le potenzialità
competitive rappresentate dalle infrastrutture di questo Corridoio
«alla competitività dei porti di Trieste e Monfalcone,
che possono risultare appetibili solo con migliori servizi portuali
e ferroviari e con l'ingresso di capitali privati».
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- «Dobbiamo attrarre nei nostri scali - ha concluso
l'assessore - operatori e risorse finanziarie fresche ed a questo
obiettivo punta il nuovo disegno di legge, a breve all'attenzione
del Consiglio regionale. È in gioco il futuro strategico
della nostra regione, non solo sviluppando nuovi traffici dai
mercati emergenti ma, proprio grazie allo sfruttamento di questi
flussi commerciali, per far convergere in questa area nuove
produzioni industriali».

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