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5 dicembre 2011
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- Al via gli interventi propedeutici all'installazione del
terminal di rigassificazione galleggiante di Livorno
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- Vengono realizzati con unità della flotta di Saipem
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In questi giorni a 22 chilometri circa dalle coste di Livorno
iniziano gli interventi offshore per la realizzazione dell'impianto
di rigassificazione. OLT Offshore LNG Toscana e Saipem hanno infatti
in programma entro i primi mesi del 2012 la realizzazione di due
progetti che rientrano nelle opere necessarie e propedeutiche
all'arrivo del terminale di rigassificazione galleggiante in fase di
esecuzione presso il porto di Dubai.-
- La prima fase dei lavori, che verrà realizzata in questi
giorni, prevede l'installazione della stazione SSIV (Subsea Safety
Isolation Valve), ovvero la valvola sottomarina che, in caso di
emergenza, fornirà adeguato isolamento tra il terminale e la
condotta verso terra. L'installazione rientra tra gli interventi per
garantire le massime misure di sicurezza di cui è dotato il
terminale di rigassificazione “FSRU Toscana”, basato su
tecnologie semplici, sicure e consolidate.
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- La nave prevista per le operazioni è la Far Samson
della Saipem. La struttura si compone di una base che la fisserà
al fondo del mare e dal modulo della stazione vera e propria,
contenente le tubolature e le valvole. La base è una sorta di
enorme bicchiere rovesciato detto anche palo a suzione per la
tipologia di ancoraggio che prevede il succhiaggio dell'acqua (con
l'ausilio dei ROV, i robot sottomarini comandati a distanza dalla
nave) contenuta sotto il “bicchiere” creando un effetto
sotto vuoto. Il modulo verrà successivamente installato e
fissato sulla base.
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- Il secondo intervento prevede l'installazione del cosiddetto
spool, ovvero il tubo di connessione tra la valvola - SSIV - e la
condotta sottomarina. Le operazioni saranno realizzate attraverso
l'utilizzo della nave Bar Protector di Saipem nel periodo
compreso tra il 13 e il 23 gennaio 2012. Lo spool verrà
posato sul fondo e flangiato alle due estremità (alla
pipeline e alla SSIV) con l'utilizzo di sommozzatori. L'intero
sistema verrà poi messo in pressione per un numero
prestabilito di ore e le flange verranno monitorate costantemente
per accertarsi dell'assenza della ben che minima perdita.
Successivamente, le attività a mare, che includono il
collaudo della condotta, dovrebbero protrarsi invece fino al 5
febbraio e vedranno coinvolte, oltre alla Bar Protector,
anche un paio di chiatte cisterna per lo stoccaggio dell'acqua
prelevata dalla condotta.

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