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1 agosto 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09.50 GMT+2



9 dicembre 2011

Passera: le infrastrutture prioritarie sono quelle che collegano l'Italia con l'Europa

Il governo - ha sottolineato il ministro - sta lavorando al cofinanziamento delle risorse europee per evitare di perdere «delle quantità di miliardi “pazzesche”»; stiamo cercando - ha precisato - «di raccattare tutto quello che è recuperabile»

Liberalizzazioni e realizzazione delle infrastrutture prioritarie. Su questi due principali pilastri si fonderà l'azione del nuovo governo nel settore dei trasporti che è stata delineata oggi nei termini essenziali dal ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, nel corso di un'audizione presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati.

«Parola chiave è liberalizzazione, cioè l'uso, al meglio, della concorrenza in tutti i settori», ha spiegato Passera precisando però che deve essere una concorrenza «ben regolata». In questa direzione - ha detto il ministro - va la nuova Autorità dei Trasporti che il governo vuole creare e che è stata inserita nel primo decreto legge varato dall'esecutivo domenica scorsa.

Sul tema delle infrastrutture e dei fondi loro destinati, Passera ha sottolineato l'attuale generale drammatica carenza di risorse che caratterizza lo scenario globale ed ha pertanto rilevato la necessità di individuare interventi prioritari verso cui indirizzare i limitati fondi disponibili. «Sappiamo - ha chiarito il ministro - che non possiamo fare tutto quello che c'è negli elenchi, negli auspici: si leggono documenti - ha osservato - dove c'è tutto e ancor di più. Noi sappiamo che non è così. Dovremo usare il buon senso nel scegliere ciò che è prioritario». E ciò che è prioritario - ha precisato - «molto spesso è ciò che ci collega al resto d'Europa ed è coerente con la costruzione del mercato europeo».

In merito alle risorse, Passera ha ricordato che ammontano a circa 12,5 miliardi di euro, di cui 2,2 di fondi privati, le risorse complessive sbloccate dal CIPE su indicazione del ministero dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti. In una nota il dicastero ha sottolineato che, grazie a questi interventi, sarà possibile mantenere operativi oltre 130 cantieri, più altri 82 per piccoli interventi nel Mezzogiorno, e aprirne nuovi 40 entro i prossimi tre mesi e che sono confermati 170mila posti di lavoro con la previsione di creare circa 80mila nuove opportunità.

Il ministro ha però confermato anche il concreto pericolo di perdere un'ingente quantità di fondi europei: «una delle prime cose che abbiamo toccato con mano - ha spiegato - è che entro l'anno rischieremo di perdere delle quantità di miliardi “pazzesche”, cosa che in un momento di mancanza di risorse è mortificante, colpevole e penoso». «È chiaro - ha proseguito - che è difficile riuscire a recuperare tutte queste risorse e salvarle. Quello che domani nell'incontro con alcuni presidenti di Regione, e comunque entro il 15, proveremo a fare con Barca (il neo ministro alla Coesione territoriale, ndr), e per cui comunque il governo ha messo dei soldi nel primo decreto Monti proprio per fare il cofinanziamento delle risorse europee che stanno per essere perdute, è cercare di raccattare tutto quello che è recuperabile». Se riusciamo a trovare l'accordo con le Regioni - ha specificato - «alcuni (tanti) miliardi che andrebbero sicuramente persi li andiamo a recuperare».

Soffermandosi velocemente su alcuni altri temi, Passera ha osservato che per i porti «dovremo fare delle scelte: concentrarci dove possiamo velocemente diventare parte della rete europea dei porti». Nelle risposte ai parlamentari componenti della Commissione, Passera ha spiegato che, ad esempio, per il porto di Taranto, che - ha ricordato - «è entrato nel core network delle reti TEN-T», nel Consiglio dei ministri di lunedì prossimo tale inserimento «sarà proposto per l'avvallo» ed ha pertanto precisato che non sussiste «quindi alcun ripensamento sulla piastra logistica» tarantina. Inoltre Passera ha confermato che nelle opere prioritarie figura anche la piattaforma logistica di Trieste.

Parlando della crisi della portualità di transhipment nel Mezzogiorno, il ministro ha definito «pazzesco» perdere «l'occasione di essere una super piastra logistica nel Mediterraneo». «Vedere i colossi mondiali che stanno lasciano i porti del Sud - ha aggiunto - è una realtà che ci deve dire che non siamo stati molto bravi fino ad ora».

Sul fronte degli aeroporti, il ministro ha evidenziato l'errore di «farne decine e decine in tutta Italia, molto spesso del tutto inutili e irragionevoli» e la necessità di evitare di «andare avanti con la filosofia di un aeroporto in ogni provincia».

Passera ha ribadito anche l'urgenza di portare avanti la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, per la quale - ha sottolineato - «assicuro il pieno rispetto del tracciato e del cronoprogramma».


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