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24 maggio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 04.33 GMT+2



15 dicembre 2011

Unatras e Trasportounito propendono per il fermo dell'autotrasporto, CNA-Fita si oppone

L'unione degli autotrasportatori proclama il fermo che sarà effettuato entro la fine di gennaio

Alcune sigle dell'autotrasporto sono in disaccordo circa l'opportunità di proclamare un fermo del settore. L'iniziativa è stata assunta da Unatras, che ha evidenziato la forte determinazione degli autotrasportatori nel richiedere un fermo immediato dell'autotrasporto. Secondo l'unione degli autotrasportatori, infatti, «l'aumento insostenibile del costo del gasolio (settemila euro all'anno per veicolo), i costanti aumenti dei premi assicurativi, l'aumento delle giornate di divieto di circolazione, il rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e la deregolamentazione delle norme per l'accesso alla professione di autotrasportatore compromettono la sicurezza sulle strade e riducono la competitività delle imprese. Elementi questi - ha sottolineato l'associazione - che conducono nella direzione opposta a quelle che l'esecutivo dice di voler seguire». Unatras ha quindi deciso di proclamare il fermo dei servizi di autotrasporto che sarà effettuato entro la fine del mese di gennaio nel rispetto del codice di autoregolamentazione.

Questa iniziativa ha però trovato in disaccordo CNA-Fita, che ha annunciato di non aderire al fermo proclamato stamani dal coordinamento unitario di Unatras. «Questa decisione - ha spiegato CNA-Fita - è stata presa arbitrariamente dai vertici del coordinamento senza preventiva discussione con la nostra associazione. Un comportamento grave e irresponsabile che non ha rispettato le regole statutarie del coordinamento e il vincolo dell'unitarietà che lo contraddistingue».

«L'esecutivo Unatras, svoltosi ieri - ha precisato l'associazione - non è stato concordato con la CNA-Fita, che si era resa altresì disponibile ad una convocazione della presidenza dove poter discutere le determinazioni del caso. È stato deciso di fare a meno di noi, procedendo a maggioranza e mettendo a grave rischio l'unità della rappresentanza della categoria».

«La nostra associazione, pur avendo preso parte come semplice osservatore all'esecutivo svoltosi ieri ed arbitrariamente convocato dal presidente Del Boca e dal segretario Pasquale Russo - ha quindi annunciato CNA-Fita - non aderisce alla proclamazione di fermo e si riserva ulteriori determinazioni in merito dopo aver convocato i suoi organismi nazionali e territoriali per discuterne la valenza e la portata».

«Parallelamente - ha ricordato l'associazione - la CNA-Fita si è resa disponibile ad un dialogo con le confederazioni rappresentative della committenza per sondare e predisporre una piattaforma condivisa per superare l'impasse politico/sindacale che da anni costringe la nostra categoria ad assorbire senza alternative i continui rialzi dei costi del gasolio e dei pedaggi. Un tentativo estremo quanto necessario perché il particolare momento economico e politico che il nostro Paese sta vivendo impone preventivamente il dialogo. Il fermo per la nostra associazione rimane la soluzione estrema se il dialogo non garantirà alle nostre imprese risultati concreti e in tempi brevi e certi. Per queste ragioni la CNA-Fita continuerà a ricercare un'alternativa nel prossimo mese e solo alla fine di questo iter deciderà cosa fare rimanendo convinta che l'attuale crisi economica e la recessione alle porte impongano un atteggiamento più responsabile e realistico».

Trasportounito è invece dello stesso avviso di Unatras. Tuttavia il segretario generale dell'associazione , Maurizio Longo, ha precisato che «i vertici di Trasportounito si rendono disponibili ad attendere ancora una decina di giorni per proclamare un fermo nazionale unitario delle associazioni, in caso contrario si procederà in modo autonomo». Trasportounito ha spiegato che nel frattempo sosterrà tutte le manifestazioni spontanee di protesta che gli autotrasportatori vorranno assumere in questo periodo.

ITAL-PRO-RA.MAR.
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