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19 dicembre 2011

Richiamo all'unità di Assoporti per far fronte alla crisi e alla diminuzione dei traffici

Nerli incontrerà i presidenti delle otto Autorità Portuali che hanno minacciato di lasciare l'associazione

Oggi si è riunito il consiglio direttivo dell'Associazione Porti Italiani (Assoporti) che ha esaminato sia le difficoltà attraversate dalla portualità nazionale sia la contestazione interna evidenziata dalla lettera inviata nei giorni scorsi dal presidente dell'Autorità Portuale di Ancona, Luciano Canepa, per conto anche degli enti portuali di Augusta, Cagliari, Civitavecchia, Napoli, Olbia, Taranto e Trieste nella quale le otto authority hanno comunicato l'intenzione di recedere dall'associazione.

L'incontro si è aperto con l'illustrazione da parte del presidente dell'associazione, Francesco Nerli, del documento delle priorità del settore marittimo-portuale, inviato al ministro unitariamente da Assoporti, Assologistica, Assiterminal, Confitarma, Federagenti e Fise-Uniport, che costituisce un primo passo di discussione con il nuovo governo sulle necessità della portualità italiana e nel quale si richiede l'intervento dell'esecutivo per il potenziamento delle infrastrutture portuali, per la ripresa della competitività del sistema e per la stabilizzazione sociale.

È quindi seguita una riflessione sull'attuale situazione di crisi che - ha rilevato l'associazione - sembra far presagire un'ulteriore diminuzione dei traffici l'anno prossimo e questo in uno scenario in cui il futuro della portualità è condizionato da una riorganizzazione delle rotte dovuta alle nuove alleanze tra le compagnie armatoriali. In questo quadro - ha sottolineato Assoporti - sono necessarie, per garantire la tenuta dei porti, regole comuni per evitare conflitti che potrebbero mettere in discussione il sistema di governance. Inoltre il direttivo dell'associazione ha evidenziato l'importanza di un confronto con il governo teso ad ottenere provvedimenti per la portualità, a partire dal riconoscimento dell'autonomia finanziaria.

La disamina della situazione è stata poi estesa ai temi d'interesse in discussione in Unione Europea, in particolare alle novità riguardanti le concessioni, i servizi portuali e il lavoro portuale, nonché alle reti transeuropee e allo studio del Parlamento europeo sugli aiuti di Stato.

Sul fronte interno, scosso dalla minaccia delle otto Autorità Portuali di recedere dall'associazione, il consiglio direttivo, in considerazione della riflessione fatta sulla crisi del settore, ha manifestato la necessità di mantenere una forte unità e promuovere un maggior ruolo di rappresentanza per l'associazione. La divisione degli sforzi - è stato rilevato - è destinata ad indebolire l'intero sistema portuale italiano. I membri del direttivo hanno pertanto concluso, dando mandato al presidente Nerli di incontrare i presidenti delle Autorità Portuali elencati nella lettera per aprire una riflessione, che coinvolga tutti gli associati. «L'obiettivo - ha spiegato Nerli - è quello di ricondurre la discussione ad un'unità di intenti, per il bene del sistema nel suo complesso».




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