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21 dicembre 2011
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- La Corte di Giustizia dell'UE ha condannato l'Austria per i
limiti imposti all'autotrasporto nella valle dell'Inn
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- Del Boca (Confartigianato Trasporti e UETR): «si tratta
di una sentenza che chiedevamo da molto tempo e che salutiamo con
grandissima soddisfazione»
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Oggi la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, accogliendo un
ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione Europea, ha
condannato l'Austria per aver adottato un divieto di circolazione
degli autocarri con peso complessivo superiore a 7,5 tonnellate che
trasportano determinate merci su un tratto dell'autostrada A 12, nel
Tirolo austriaco.-
- «Si tratta - ha commentato il presidente di
Confartigianato Trasporti e dell'European Road Haulers Association
(UETR), Francesco Del Boca - di una sentenza che chiedevamo da molto
tempo e che salutiamo con grandissima soddisfazione: finalmente il
diritto ha prevalso sull'arbitrio e il protezionismo. L'autostrada A
12 nella valle dell'Inn - ha sottolineato - è una delle
principali vie di comunicazione tra la Germania del Sud e il Nord
Italia: l'autotrasporto del nostro Paese era grandemente
penalizzato, impedito di fatto a lavorare su un tratto lungo ben 84
chilometri e per motivazioni di fatto infondate».
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- Il 15 novembre 2005 una sentenza della Corte di Giustizia UE
aveva già affermato che un analogo divieto settoriale di
circolazione sull'autostrada A 12, adottato con regolamento della
regione del Tirolo, costituiva una violazione degli articoli 28 CE e
29 CE e aveva dichiarato che la Repubblica d'Austria era
responsabile del relativo inadempimento.
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- A seguito di tale sentenza l'Austria aveva impostato il divieto
settoriale di circolazione in modo ritenuto conforme al diritto
dell'Unione Europea concependolo come parte di un pacchetto di
misure finalizzate al miglioramento della qualità dell'aria
lungo l'autostrada nella valle dell'Inn e nel contempo l'Austria si
era impegnata a realizzare alternative per il trasporto di merci
interessato dal divieto settoriale di circolazione. Nelle sue
conclusioni l'avvocato generale della Corte di Giustizia ha
evidenziato che tuttavia tale divieto settoriale di circolazione
«continua a non essere conforme al principio di
proporzionalità».

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