- Costa Concordia, un assurdo e drammatico naufragio
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- È di sei morti e 16 dispersi il bilancio
dell'incidente causato dall'impatto contro uno scoglio
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Sei morti e 16 dispersi è il terribile bilancio
aggiornato a stamani di una tragedia, quella del naufragio della
nave da crociera Costa Concordia della compagnia costa
Crociere, che - secondo le prime ricostruzioni della vicenda -
sarebbe attribuibile ad un errore umano.-
- La nave, partita da Civitavecchia con a bordo 4.234 persone di
cui circa 3.200 passeggeri e mille membri dell'equipaggio, stava
effettuando una crociera nel Mediterraneo occidentale quando sabato
scorso ha urtato violentemente un gruppo di scogli denominato “Le
Scole” in prossimità dell'isola toscana del Giglio.
L'impatto ha determinato l'apertura di uno squarcio lungo qualche
decina di metri sulla fiancata sinistra della nave, che ha una
stazza lorda di 112.000 tonnellate, e in brevissimo tempo Costa
Concordia si è inclinata adagiandosi sugli scogli. Le
operazioni di abbandono della nave sono state ostacolate dal
rilevante sbandamento della nave.
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- Le prime indagini attribuiscono l'incidente ad un errore umano,
addossato al comandante o ad un altro ufficiale della nave che
avrebbe deciso di far transitare Costa Concordia troppo a ridosso
della costa per portare il saluto della nave agli abitanti
dell'isola. L'unità sarebbe giunta a soli 150 metri dalla
riva attraversando - ha affermato il procuratore capo di Grosseto,
Francesco Verusio - un tratto di mare molto pericoloso perché
presenta rocce affioranti. Le indagini dovranno stabilire perché
Costa Concordia abbia urtato lo scoglio, che ha lasciato un
pezzo di roccia conficcato nella fiancata, e come siano state
gestite le operazioni di abbandono della nave, che - secondo quanto
affermato da alcuni passeggeri - sarebbero state attivate in ritardo
e si sarebbero svolte in modo caotico. Il ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato l'avvio di un'indagine
ministeriale per accertare le dinamiche, le cause, ed eventuali
responsabilità dell'affondamento della nave.
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- Nelle prime dichiarazioni dopo la sciagura il direttore generale
di Costa Crociere, Gianni Onorato, ha spiegato che la compagnia non
è in grado di dare risposta a tutte le domande perché
- ha specificato - le autorità competenti con la nostra
fattiva collaborazione stanno cercando di accertare le ragioni di
questo incidente. Sulla base dei primi accertamenti, ancora
preliminari - ha precisato - la nave Costa Concordia, al
comando del comandante Francesco Schettino, stava effettuando la
regolare navigazione da Civitavecchia a Savona quando
improvvisamente la nave ha urtato uno scoglio. Il comandante, che
era sul ponte di comando della nave in quel momento, resosi conto
della gravità della situazione, ha immediatamente effettuato
una manovra per mettere in sicurezza i passeggeri e l'equipaggio e
ha fatto scattare le procedure di emergenza per prepararsi a un
eventuale abbandono della nave». «Purtroppo - ha
aggiunto Onorato - questa operazione si è complicata a causa
di una inclinazione repentina della nave che ha ostacolato le
operazioni di sbarco. Grazie all'impegno di tutte le forze
coordinate dalla Guardia Costiera, da quel momento in poi sono state
ulteriormente rafforzate le operazioni di salvataggio. Dal primo
momento la compagnia ha mobilitato tutte le sue risorse di bordo e
di terra mettendo in atto tutti gli sforzi per assistere i nostri
ospiti e membri dell'equipaggio in questa situazione e prevenire
possibili conseguenze ambientali».
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- Con una nota diffusa ieri sera, nella quale la compagnia
crocieristica ha ribadito «il suo più profondo dolore per
questo terribile incidente che ha colpito i suoi affetti più
cari: i suoi ospiti, i suoi dipendenti, una propria nave» e
«si scusa per le sofferenze e il disagio che queste persone
hanno subito e porge le più sentite condoglianze alle
famiglie delle vittime accertate», Costa Crociere - pur con le
dovute cautele - ha avvalorato le riserve sull'operato del
comandante della nave. «Il comandante Francesco Schettino, che
era al comando di Costa Concordia - si legge nella nota - è
entrato in Costa Crociere nel 2002 come ufficiale responsabile della
sicurezza e promosso comandante nel 2006, dopo essere stato
comandante in seconda. Come tutti i comandanti della flotta egli ha
partecipato ad un continuo programma di aggiornamento e
addestramento ed ha superato positivamente tutte le verifiche di
idoneità previste. Come già reso noto, la
magistratura, con cui Costa Crociere sta collaborando, ha disposto
il fermo del comandante, verso il quale sono state mosse gravi
accuse. Sembra che il comandante abbia commesso errori di giudizio
che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave
è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue
decisioni nella gestione dell'emergenza non abbiano seguito le
procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi
vanno oltre, gli standard internazionali».
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- La compagnia, inoltre, ha confermato la capacità dei
propri equipaggi di rispondere alle situazioni di emergenza. «Costa
Crociere - ha evidenziato la società armatoriale - opera nel
pieno rispetto di tutte le norme relative alla sicurezza ed è
fiera dell'impegno che i suoi dipendenti dedicano alla gestione
della sicurezza degli ospiti. Tutti i membri di equipaggio
dispongono di un certificato BST (Basic Safety Training), vengono
formati e addestrati alla gestione di emergenze e ad assistere gli
ospiti in caso di abbandono nave attraverso numerose esercitazioni.
Ruoli, responsabilità e compiti sono chiaramente definiti e
assegnati per consentire la gestione di una situazione così
importante.
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Tutti i membri dell'equipaggio fanno un'esercitazione di abbandono
nave ogni due settimane. Per tutti gli ospiti in crociera è
prevista un'esercitazione entro 24 ore dal giorno dell'imbarco, come
richiesto dalla legge. Costa Crociere ha un sistema computerizzato
che consente di verificare che tutti gli ospiti abbiano partecipato
all'esercitazione e porvi di conseguenza rimedio. La preparazione
dei membri degli equipaggi Costa Crociere viene periodicamente
verificata dalle Guardie Costiere e dagli enti di classificazione
indipendenti in linea con il rispetto ai requisiti specificati nel
sistema SMS (Safety Management Systems)».
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- «A bordo di Costa Concordia e di tutte le navi Costa - ha
precisato ancora la compagnia - sono disponibili giubbotti di
salvataggio, lance e zattere in numero superiore al massimo delle
persone che possono essere ospitate dalla nave. Nelle lance sono
presenti dotazioni di sicurezza, come riserve d'acqua e cibo,
cassette medicinali e strumenti di segnalazione e comunicazione, che
consentono di aspettare in sicurezza l'arrivo dei soccorsi. Le lance
sono inoltre oggetto di scrupolose verifiche periodiche da parte del
personale della nave e degli organismi di certificazione. Tutte le
navi Costa Crociere sono certificate dal RINA e sono costruite
secondo i più elevati standard e tecnologie».
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- La compagnia ha concluso evidenziando che «in seguito
all'incidente, Costa Crociere è intervenuta immediatamente
per impedire un potenziale impatto ambientale e sin dalla giornata
di sabato si sta avvalendo della società leader al mondo nel
settore, Smit & Salvage, con cui sta elaborando un piano di
interventi; le azioni immediate a breve termine sono consistite nel
realizzare una barriera di contenimento attorno allo scafo. La
magistratura ha sottoposto a sequestro la nave e la VDR - la
cosiddetta “scatola nera”. Costa Crociere può
quindi accedere alla nave solo con l'autorizzazione delle autorità».
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- Micky Arison, presidente e amministratore delegato di Carnival
Corporation, la capogruppo di Costa Crociere, ha espresso il proprio
dolore per l'esito del tragico incidente. Il gruppo crocieristico
americano ha reso noto che la compagnia ha una copertura
assicurativa per i danni alla nave con una franchigia di circa 30
milioni di dollari e una copertura assicurativa per danni alle
persone con una franchigia addizionale di circa 10 milioni di
dollari per questo incidente. Inoltre la compagnia è
assicurata contro le perdite determinate dal mancato impiego della
nave.
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- Carnival Corporation ha spiegato che è attualmente in
corso una valutazione dei danni subiti da Costa Concordia al
fine di determinare per quanto tempo la nave rimarrà fuori
servizio. Il gruppo ha precisato che l'unità non sarà
sicuramente disponibile almeno per la parte restante del corrente
anno fiscale e che l'impatto causato dal mancato impiego della Costa
Concordia sull'utile dell'anno fiscale, che terminerà il
prossimo 30 novembre, sarà pari a circa 85-95 milioni di
dollari (0,11-0,12 dollari per azione).

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