- Clini: proporrò alle compagnie di crociera un accordo per
gestire le rotte in maniera sostenibile nelle zone di interesse
ambientale
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- Monti (AP Civitavecchia): «la crociera rimane una
vacanza sicura». Zaia (Regione Veneto): l'intenzione non è
certo quella di boicottare la crocieristica, ma che occorra una
riflessione è fuor di dubbio
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Il tragico naufragio di Costa Concordia all'Isola del
Giglio, che ha causato la morte di sei persone (mentre è
ancora incerto il numero dei dispersi salito - secondo le ultime
dichiarazioni - a 29), ha provocato una serie di reazioni
sull'opportunità o meno di portare le grandi navi da crociera
in aree sensibili dal punto di vista ambientale o della sicurezza.-
- Il presidente dell'Autorità Portuale di Civitavecchia,
Pasqualino Monti, ha evidenziato che «la crociera rimane una
vacanza sicura». «In questo momento così tragico
- ha affermato - non è semplice dirlo, ma sono convinto che
la crociera sia e rimanga una forma di vacanza sicura». Monti
ha sottolineato che il porto di Civitavecchia, primo nel
Mediterraneo per numero dei passeggeri, si schiera a difesa del
mercato crocieristico, e specialmente dei «tanti uomini e
donne che ogni giorno danno il meglio per garantire a milioni di
turisti un prodotto unico per caratteristiche, per rapporto
qualità-prezzo, per mix irripetibile di tradizione e
innovazione».
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- Intervenendo alla trasmissione radiofonica “Nove in punto”
di Oscar Giannino, nell'unirsi al cordoglio e alla preoccupazione
per l'assurda tragedia della Costa Concordia, Monti ha
annunciato lo sblocco di un progetto da tempo all'esame
dell'Autorità Portuale per la realizzazione a luglio a Roma e
Civitavecchia di un grande evento internazionale in grado di
accendere positivamente i riflettori sul mercato delle crociere.
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- «Il porto di Civitavecchia, proprio per il suo ruolo
leader nel Mediterraneo - ha rilevato Monti - è secondo noi
chiamato a una funzione del tutto originale, non solo di capitale di
traffico, ma anche di centro di diffusione di una cultura del
turismo compatibile in Mediterraneo, che abbia quelle
caratteristiche di sicurezza, ma anche di piena comprensione di una
potenzialità storica e artistica unica nel mondo che deve
trovare espressione negli itinerari delle navi».
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- Il presidente dell'ente portuale di Civitavecchia ha spiegato
che l'evento in programma per l'inizio di luglio avrà proprio
questa motivazione, «riaffermando nel contempo - ha aggiunto -
il ruolo leader che l'Italia ha conquistato e ha tutto il diritto di
difendere» nell'affermazione del turismo sul mare.
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- «Dal 2000 ad oggi - ha ricordato Monti - nel solo porto di
Civitavecchia sono transitati oltre 15 milioni di crocieristi, nella
massima sicurezza e tranquillità, sia a terra che a bordo. La
tragedia del Giglio è un fatto isolato, dipeso, secondo
quanto sta emergendo, da singole decisioni e comportamenti al di
fuori di ogni logica e procedura che nulla hanno a che vedere con la
crociera in quanto tale o con la sicurezza della nave. Per questo ci
auguriamo che sia limitato l'impatto negativo su un settore così
importante per l'Italia, in cui il Paese fa registrare punte di
eccellenza lungo tutta la filiera».
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- Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che ieri si è
recato ieri sul luogo del naufragio anche per un vertice alla
prefettura di Livorno per fare il punto sui rischi ambientali, ha
annunciato che, per evitare che disastri come quello avvenuto sabato
all'Isola del Giglio possano ripetersi, «nelle prossime ore,
sulla base delle norme esistenti e sulla base delle valutazioni che
raccoglieremo, dovremo sicuramente mettere in atto una misura di
prevenzione».
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- In merito alla situazione del relitto della Costa Concordia,
il ministro ha spiegato che verrà dichiarato lo stato di
emergenza «per consentire e attuare le misure necessarie in
tempi rapidi, cioè corrispondenti alla sfida di evitare la
dispersione in mare di oltre 2.000 tonnellate di carburante stivate
nei serbatoi». «Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di
procedere con urgenza, in tempi più brevi di quelli
consentiti dalle procedure ordinarie. Abbiamo chiesto alla compagnia
di darci entro domani il piano di lavoro per svuotare i serbatoi ed
entro 10 giorni quello per rimuovere la nave».
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- Clini ha confermato che c'è la possibilità di
scivolamento della nave verso un fondale più profondo. In
questo caso - ha affermato - l'ipotesi più percorribile
sarebbe «tamponare la falla creata e portare la nave in linea
di galleggiamento. Questo consentirebbe di trascinare la nave
lontano dal punto in cui si trova ora, per operare. Ma al momento
non siamo in grado di dire se questa opzione è praticabile».
Il ministro ha osservato che se la nave scivolasse più a
fondo purtroppo gli interventi sarebbero ancora più
complicati: «se scivolasse senza rotture - ha precisato - si
potrebbe operare ugualmente per il recupero carburante senza il
pericolo di disastro ambientale. Ma il rischio è che
scivolando ci possano essere delle rotture dello scafo e dei
serbatoi e allora la situazione sarebbe veramente difficile».
Clini ha rilevato che lasciare la nave sul fondale marino potrebbe
essere un'altra ipotesi ma - ha ribadito - «siamo in una
situazione in cui ci sono diversi scenari. Non siamo in condizione
di dire quale è quello più probabile».
- Tra le misure di prevenzione che il governo intende assumere per
evitare che si verifichino altri disastri come quello della Costa
Concordia, il ministro ha anticipato che proporrà alle
compagnie di crociera «un accordo, un piano di lavoro e di
comportamenti e gestione delle rotte in modo da gestirle in maniera
sostenibile nelle zone di interesse ambientale». Già
con la Regione Toscana - ha spiegato Clini - «abbiamo
convenuto che le istituzioni nazionali valutino insieme le procedure
possibili a legislazione esistente per regolamentare il traffico
marittimo di fronte alle coste della Toscana. A legislazione vigente
vuol dire utilizzando procedure che consentano la loro applicazione
immediata».
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- Inoltre Clini ha nuovamente posto l'attenzione sull'opportunità
di far arrivare le grandi navi da crociera nel cuore della laguna di
Venezia. Il ministro ha reso noto che, per evitare che queste navi
continuino ad arrivare fino al bacino San Marco, ha già
parlato con il sindaco e il presidente dell'Autorità Portuale
di Venezia: «ci stiamo lavorando - ha affermato - si tratta di
un provvedimento amministrativo. Mi auguro proprio che non ci siano
difficoltà. Il problema non è far arrivare le navi a
Venezia - ha specificato - ma di non farle arrivare nel bacino San
Marco».
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- Dello stesso avviso il presidente della Regione del Veneto, Luca
Zaia: «lo dico da tempi non sospetti: il transito delle grandi
navi, veri e propri condomini galleggianti, a Venezia e nel bacino
di San Marco - ha concordato il governatore - è un problema
che va affrontato, perché il nostro primo obbligo è
quello di salvaguardare l'integrità di una città unica
al mondo e la vita delle persone».
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- A margine dell'audizione di una delegazione della 13°
Commissione permanente del Senato in materia di riforma delle legge
speciale per Venezia, tenutasi ieri in Prefettura, Zaia ha precisato
che l'intenzione non è certo quella di boicottare la
crocieristica: «ma che occorra una riflessione, individuando e
valutando soluzioni logistiche alternative - ha spiegato - è
fuor di dubbio».
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- «Certo - ha concluso il presidente dell'ente regionale -
queste navi a Venezia sono rimorchiate e quindi in qualche modo
controllate, ma il pericolo c'è tutto».

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