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20 gennaio 2012
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- Il Consiglio di Stato dà ragione all'Autorità
Portuale del Levante sulla rideterminazione del canone di
concessione alla BPM
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- Annullate le decisioni del TAR Puglia che avevano affermato
la nullità dei provvedimenti di ricalcolo
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C'è un nuovo sviluppo della lunga controversia legale che
contrappone l'Autorità Portuale del Levante con la Bari Porto
Mediterraneo (BPM). L'ente portuale barese ha annunciato che il
Consiglio di Stato ha annullato le decisioni del TAR Puglia che
avevano affermato la nullità dei provvedimenti di
rideterminazione del canone di concessione da applicare alla BPM.-
- L'Autorità portuale ha ricordato che, dopo l'annullamento
della concessione illegittimamente rilasciata alla Bari Porto
Mediterraneo per la gestione dei terminal passeggeri del porto di
Bari, aveva rideterminato la quota fissa del canone, «in
quanto all'epoca del rilascio della concessione - ha specificato -
era stata calcolata sulla base di una superficie fittizia
enormemente inferiore a quella reale che risulta superiore di ben il
773,68 %».
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- L'Autorità Portuale ha spiegato che i giudici del
Consiglio di Stato hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del
giudice amministrativo, assegnando alla BPM il termine perentorio di
tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza per provvedere
alla riassunzione del giudizio innanzi al giudice ordinario, e ha
sottolineato che, nella sostanza, restano in vita e vanno
considerati validi ed efficaci tutti i provvedimenti di
rideterminazione del canone a suo tempo adottati dall'ente portuale,
con la conseguenza che la Bari Porto Mediterraneo resta debitrice
delle somme come rideterminate dall'Autorità Portuale.
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- La Port Authority ha evidenziato come la sentenza precisi che
“deve quindi riconoscersi che l'Autorità Portuale, dopo
avere proceduto ad annullamento della concessione per illegittima
scelta del concessionario, abbia rilevato nel rapporto concessorio
intercorso un'ulteriore ragione di illegittimità, inerente
alla determinazione del canone: quanto sopra non con
rideterminazione autoritativa (certamente inammissibile) dei
parametri di riferimento, ma per ravvisata violazione dei parametri
normativi, puntualmente indicati, esistenti alla data di rilascio
dell'atto concessorio annullato.”
- L'Autorità Portuale ha sottolineato inoltre che «emerge
anche la totale infondatezza delle affermazioni, sostenute anche in
sede parlamentare, circa la mancanza di correttezza e veridicità
dei bilanci dell'Autorità Portuale, peraltro sempre approvati
dai ministeri vigilanti con il parere favorevole del Collegio dei
Revisori. Tali affermazioni improvvide e prive di fondamento - ha
proseguito l'ente - avevano dato luogo, a suo tempo, a strumentali
campagne politiche e di stampa volte ad infangare l'operato
dell'amministrazione dell'Autorità Portuale ed in particolare
del suo presidente Francesco Mariani, accusato di imprudenza e “mala
gestio” giungendo a chiedere prima il commissariamento
dell'ente e poi l'annullamento della sua nomina».

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