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9 maggio 2012

Oggi a Livorno un seminario sui servizi doganali e sulle infrastrutture immateriali

Presenti i vertici delle Dogane, le istituzioni e le forze di polizia

Oggi a Livorno, nella sede dell'Autorità Portuale a Palazzo Rosciano, si è tenuto un seminario sui servizi doganali e sulle infrastrutture immateriali al quale hanno partecipato i vertici dell'ente portuale e delle Dogane. In rappresentanza di queste ultime, sono intervenuti: il direttore della direzione centrale “Tecnologie per le innovazioni”, Teresa Alvaro, il capo della direzione centrale “Gestione tributi e rapporto con gli utenti”, Walter de Santis, il direttore interregionale per la Toscana, la Sardegna e l'Umbria, Gianfranco Brosco, e il numero uno delle Dogane di Livorno, Massimo Ricasoli. Presenti inoltre tra le istituzioni, il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, l'assessore allo Sviluppo economico e territoriale della Provincia di Livorno, Piero Nocchi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Benedetto Lipari, e i rappresentanti della Capitaneria di Porto e della Polizia di Frontiera.

Introducendo i lavori il presidente della Port Authority, Giuliano Gallanti, ha sottolineato la necessità di puntare alla telematizzazione delle procedure di controllo doganale per razionalizzare i costi e velocizzare le operazioni portuali, mentre Gianfranco Brosco ha sollecitato i soggetti coinvolti ad una collaborazione fattiva che consenta di superare i problemi ancora irrisolti e che in parte si ricollegano alle complessità di un processo, quello di controllo, che in Italia coinvolge ben 18 enti per un totale di 68 documenti prodotti.

«Considerando - ha rilevato Teresa Alvaro - che ogni anno in Europa vengono rilasciate 245 milioni di dichiarazioni doganali, ben sette dichiarazioni al secondo, e che in Italia i documenti amministrativi prodotti nel 2011 sono stati 14 milioni e mezzo, appare prioritario semplificare le procedure attraverso un ricorso massiccio alla tecnologia». «Di fatto - ha spiegato - oggi abbiamo pressoché digitalizzato l'intero processo di sdoganamento, riducendo allo 0,08% il totale delle dichiarazioni cartacee prodotte in un anno».

Nel corso dell'incontro l'Autorità Portuale ha ricordato gli importanti traguardi raggiunti dall'ente nell'ambito del TEN-T Mos4Mos, il progetto europeo che ha visto coinvolti 28 partner internazionali provenienti da Grecia, Slovenia, Italia e Spagna uniti dall'obiettivo comune di migliorare il traffico delle autostrade del mare.

Due, in particolare, sono i prototipi messi a punto in questi mesi dall'authority portuale che verranno presentati ufficialmente nei prossimi giorni. Il primo è il cosiddetto Tuscan Port Community System (TPCS): una piattaforma telematica per l'interscambio dei dati tra agenti marittimi, spedizionieri, terminal e dogane, che garantisce il controllo del percorso procedurale e fisico della merce, dal momento in cui parte sino al punto di arrivo o di imbarco. «Si tratta - ha detto il segretario generale dell'Autorità Portuale, Massimo Provinciali - di una bella novità. Siamo gli unici, in Italia, a fornire questo servizio gratuitamente. Grazie alla comunicazione interattiva tra tutti i soggetti deputati alla movimentazione e al controllo della merce, sarà possibile eliminare completamente il cartaceo, favorire l'abbattimento delle emissioni di CO2 e velocizzare le operazioni portuali».

L'altra iniziativa promossa dalla Port Authority è quella della tracciabilità della merce all'interno di un corridoio protetto porto-interporto. «Il meccanismo - ha specificato Provinciali - è molto simile a quello utilizzato per il telepass in autostrada: attraverso una tecnologia di segnalazione automatica, il camion viene “registrato” mentre attraversa il varco doganale. Il sigillo elettronico applicato al container, permette inoltre di verificare se durante il tragitto vi siano state delle manomissioni».

«Quella della tracciabilità con tecnologia RFID lungo il corridoio porto-interporto - ha rilevato il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci - dimostra l'importanza che le infrastrutture immateriali stanno assumendo ai fini di una reale integrazione tra le banchine del porto e le aree dell'interporto. Proprio perché crediamo nelle possibilità di successo di un sistema pienamente integrato, all'interno del quale più soggetti concorrono a determinare il livello di benessere collettivo, riteniamo sia arrivato il momento di allargare i confini della circoscrizione su cui insiste il porto di Livorno, affinché comprendano anche il territorio di Collesalvetti».

Bari Port Authority

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