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11 giugno 2012
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- L'International Chamber of Shipping esorta l'UE a mantenere i
regimi di tonnage tax
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- L'associazione propone di non cambiare le linee guida sugli
aiuti di Stato per il trasporto marittimo
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L'associazione armatoriale International Chamber of Shipping
(ICS) ha esortato le istituzioni dell'Unione Europea a mantenere
nella loro attuale forma le misure di sostegno all'industria dello
shipping, prima fra tutte i regimi di tonnage tax, altrimenti - ha
ammonito ICS - il comparto armatoriale europeo si troverebbe in
grave svantaggio rispetto ai concorrenti del resto del mondo e il
numero di compagnie di navigazione con sede in uno degli Stati
membri dell'UE sarebbe destinato a diminuire.-
- L'ICS ha rivolto tale sollecitazione partecipando alla fase di
consultazione sulle linee guida sugli aiuti di Stato per il
trasporto marittimo avviata dalla Commissione Europea la cui
scadenza è stata prorogata ad oggi
(
del 14 febbraio 2012).-
- Nella replica all'invito della Commissione UE, il responsabile
delle relazioni esterne dell'ICS, Simon Bennett, ha precisato
innanzitutto che l'associazione appoggia pienamente la posizione a
sostegno del mantenimento dello status quo per quanto riguarda le
linee guida - fatte salve alcune precisazioni minori - che è
stata presentata nella risposta dettagliata alla consultazione
inviata dall'associazione armatoriale europea European Community
Shipowners' Associations (ECSA). «Ciò - ha specificato
Bennett - in quanto le linee guida delineano il quadro che consente
l'applicazione dei regimi di tonnage tax degli Stati membri dell'UE,
che si sono rivelati essere un modello di successo che è
stato copiato da molte altre nazioni in tutto il mondo, tra cui
India, Corea, Giappone e Stati Uniti. Questi schemi di tonnage tax
sono anche simili a regimi basati su imposte sul tonnellaggio,
accompagnati da bassi tassi di imposte sulle società, che
sono applicati da molti anni dai registri marittimi aperti in Paesi
terzi, come ad esempio Bahamas, Liberia, Hong Kong e Singapore,
sotto cui è operata circa la metà della flotta
mondiale e che si pongono in concorrenza diretta con i registri
navali dell'UE».

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