- Fumata nera per la presidenza di Assoporti
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- Il consiglio direttivo ha deciso unanimemente di rinviare
l'assemblea generale chiedendo a Nerli di convocarla per luglio
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- Il commento di
inforMARE-
- Ad una nazione, come l'Italia, che ad un passo dal fallimento
economico continua imperterrita sulla strada che l'ha condotta
sull'orlo del baratro non si può certo chiedere di cambiare
improvvisamente traiettoria, di svoltare e tantomeno di tornare sui
propri passi. Non si può invitare un italiano ad operare una
scelta responsabile e condivisa, perché l'unica decisione che
costui intende assumere è quella che salvaguarda i suoi
interessi. Questo vale per i politici italiani come pure per la
gente comune.
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- Di fronte ad una nazione in cui i porti operano e vogliono agire
ognuno per proprio conto, in cui le risorse destinate alla
portualità sono da sempre ripartite a pioggia su bacini
portuali che sembrano catini spostati di qua e di là per
raccogliere quanta più acqua piovana possibile pur di non
lasciarla fluire verso altri porti, di fronte ad una nazione fatta
di interessi particolari che non riescono mai a traguardare
l'obiettivo comune viene da chiedersi a cosa serva un'associazione
nazionale come Assoporti. Davvero la portualità italiana ne
soffrirebbe se l'assemblea generale chiamata ad eleggere il
presidente dell'associazione dei porti nazionali fosse rimandata
sine die o addirittura alle calende greche?
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Fumata nera ad Assoporti. Ieri il consiglio direttivo
dell'Associazione di Porti Italiani riunitosi per ascoltare i “tre
saggi” incaricati di consultare i colleghi al fine di
individuare il successore del presidente dell'associazione,
Francesco Nerli, ha infatti deciso unanimemente di rinviare
l'assemblea generale chiedendo a Nerli di convocarla per il prossimo
mese di luglio.-
- «Essendo state espresse indicazioni sostanzialmente
equivalenti per due candidati alla presidenza e non risultando, al
momento, una scelta univoca - spiega una nota di Assoporti - è
stato deciso di proseguire il lavoro del comitato di designazione.
Le due candidature sono, infatti, sia in termini di peso associativo
che di indicazioni individuali, da considerarsi non risolutive per
una chiara e netta individuazione di una maggioranza».
«D'altra parte - precisa l'associazione delle Autorità
Portuali italiane - tutti i presidenti hanno ribadito una forte
volontà di mantenere unita l'associazione e di provare a
trovare soluzioni condivise per il prosieguo della vita
associativa».

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