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24 luglio 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10.26 GMT+2



12 giugno 2012

Gli operatori portuali del crotonese chiedono l'istituzione di un'Agenzia portuale regionale

Sollecitata l'abrogazione del decreto che ha esteso l'amministrazione e la gestione dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro ai porti di Crotone e Corigliano

Gli operatori portuali del crotonese hanno scritto una lettera-appello a tutti i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, che pubblichiamo di seguito, invocando lo sblocco di «una situazione di stallo che - hanno denunciato - sta letteralmente affondando l'intera portualità jonica» e chiedendo, «come prima e urgente misura, l'immediata risoluzione, per rilanciare nel breve periodo e nella prospettiva strategica l'economia calabrese, di patti e vincoli amministrativi che legano i porti calabresi di Crotone ed - eventualmente - Corigliano Calabro, all'Autorità Portuale di Gioia Tauro».

In particolare, gli operatori crotonesi hanno chiesto «che il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio deliberino - singolarmente o collettivamente - per richiedere l'abrogazione del decreto ministeriale 29 dicembre 2006 col quale è stata sancita l'estensione territoriale, l'amministrazione e la gestione dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro ai porti di Crotone e Corigliano e, nel contempo invitano la vice presidente Stasi, l'assessore Pugliano e tutti i consiglieri regionali del crotonese a prodigarsi affinché venga avviato l'iter procedurale per promulgare una legge regionale che costituisca l'Agenzia portuale regionale per una autonoma gestione dei porti di Crotone e Corigliano se la municipalità di quest'ultimo lo riterrà opportuno».

Gli operatori del porto pitagorico hanno evidenziato che «considerata l'esperienza fallimentare delle Autorità Portuali nazionali con giurisdizione anche sui porti minori, vista peraltro la penuria di finanziamenti statali che non bastano nemmeno per l'Autorità madre (o matrigna?), va esaminata attentamente e con spirito collaborativo l'istituzione dell'Agenzia portuale regionale per l'autonoma gestione ed amministrazione del porto di Crotone, prendendo ad esempio la medesima positiva esperienza già avviata in altre regioni italiane».

Gli operatori portuali del crotonese hanno inoltre sollecitato «iniziative ed azioni sinergiche fra istituzioni, enti, operatori del settore ed esponenti della società civile per evitare che il sistema portuale ionico-calabrese rimanga isolato e tagliato fuori dalle nuove prospettive di sviluppo offerte dal nuovo Corridoio europeo e, soprattutto, affinché non rimanga escluso dalle risorse per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture».



Al Presidente della Regione Calabria
Giuseppe SCOPELLITI

Alla V. Presidente della Regione Calabria
Antonella STASI

All'Assessore Regionale
Franco PUGLIANO

Ai Consiglieri Regionali
Alfonso DATTOLO
Emilio DEMASI
Salvatore PACENZA
Francesco SULLA

Al Presidente della Provincia di Crotone
Stanislao ZURLO

Al Sindaco del Comune di Crotone
Peppino VALLONE

Al Presidente della Camera di Commercio
Vincenzo PEPPARELLI

Al Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone
Nicola FREDA

e per conoscenza

Alla Sen. Dorina BIANCHI

All'On. Nicodemo OLIVERIO

Al Presidente della Provincia di Cosenza
Mario OLIVERIO

Al Commissario Prefettizio del Comune di Corigliano
Rosalba SCIALLA

Al Presidente della Camera di Commercio di Cosenza
Giuseppe GAGLIOTI

Al Comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano
Antonio D'AMORE


Oggetto: Abrogazione Decreto del Ministero dei Trasporti del 29.12.2006 -

Con Decreto ministeriale del 29 Dicembre 2006 veniva sancita l'estensione territoriale, e con essa l'amministrazione e gestione dell'Autorità portuale di Gioia Tauro ai porti di Crotone e Corigliano Calabro; l'esperienza di oltre cinque anni di gestione del porto di Crotone in questa nuova organizzazione - ad oggi - è risultata poco efficace se non addirittura penalizzante e limitativa per lo sviluppo del sistema produttivo locale.

La governance è stata e continua ad essere gestita a distanza da una struttura principalmente polarizzata alla specificità di un grande porto di transhipment [attualmente oggetto di crisi dovuta all'abbandono della compagnia Maersk che ha provocato una consistente riduzione di traffico ed un ridimensionamento della forza lavoro] che per dimensione, traffico e servizi ha, di fatto, una impostazione poco attinente alla specificità dei traffici portuali di Crotone.

Tale diversa vocazione del porto-guida ha relegato a ruolo marginale i porti ionici periferici, sacrificandone le forti peculiarità operative ed economiche.

Di fatto non è stata nemmeno affrontata la logica per la quale si pensava - ed eravamo convinti - di creare i poli portuali, quella logica di fare sistema e di creare la piattaforma portuale che potesse, in una unica gestione e programmazione, mettere in rete i porti per sinergizzare servizi e programmi, rendendo produttive tutte le strutture finalizzandole ad un unico network.

Abbiamo constatato che il meccanismo di partecipazione e di rappresentanza degli organismi locali ai processi decisionali dell'Autorità portuale di Gioia Tauro risultano fortemente penalizzanti sia per la partecipazione e sia ancor più per rappresentatività delle categorie interessate, inoltre la stessa specificità degli ambiti sociali, economici e geografici fortemente diversi ed eterogenei rendono difficilmente realizzabili i vantaggi derivanti dalla presenza di un unico soggetto gestore responsabile delle attività programmatorie ed amministrative, allorquando le regole di funzionamento del soggetto in cui si confluisce, non garantisca alle parti confluite pari dignità, parità di poteri e partecipazione alle fasi gestionali.

Il processo di centralizzazione delle funzioni di governo e di controllo ha generato ulteriori vincoli, ritardi e condizionamenti tali da relegare il porto di Crotone ad un ruolo minoritario, residuale e periferico; periferico a tal punto che seppur con una sede a Crotone - ubicata in un immobile comunale - la quale opera alla stregua di ufficio passacarte, gli operatori portuali - a tuttoggi - si trovano nella condizione di doversi riferire presso la sede centrale ubicata a circa 200 km di distanza con percorsi stradali sicuramente non agevoli, ovvero - come già accaduto - essere imperiosamente convocati a partecipare a riunioni da tenersi a Gioia Tauro allorquando l'oggetto dell'odg riguarda esclusivamente il porto di Crotone.

I sottoscritti, al fine di realizzare le proprie legittime aspettative, sentono il dovere di partecipare, invitare e responsabilizzare i rappresentanti istituzionali in indirizzo alla risoluzione del Protocollo d'intesa illo tempore stipulato, nonché la formale richiesta agli Organi competenti per ottenere l'abrogazione del Decreto del Ministero dei Trasporti del 29.12.2006. mediante il quale la circoscrizione territoriale dell'Autorità portuale di Gioia Tauro è stata estesa al porto di Crotone, al fine di superare l'attuale forma di dipendenza dall'Autorità portuale di Gioia Tauro, avviando le procedure di autonomia gestionale che le normative offrono.

Al fine di proseguire l'attività di gestione con autonomia finanziaria ed operativa, superando l'attuale fase di dipendenza gestionale ed amministrativa fortemente colonialista improntata dall'Autorità portuale di Gioia Tauro, si invitano le SS.LL. in indirizzo a considerare concretamente l'istituzione dell'Agenzia portuale regionale (A.Po.R) ed intervenire nei confronti della Regione Calabria affinché si avvii l'iter procedurale che porti alla istituzione dell' Agenzia portuale regionale, la quale gestirà autonomamente il porto di Crotone insieme - se quella Municipalità lo riterrà opportuno, al porto jonico di Corigliano Calabro.

La riforma del Titolo V° della Costituzione conferisce nuovi valori e significati in materia di governo del territorio ed in questo contesto alcune regioni (Toscana ed Abruzzo) hanno già valutato un maggiore ruolo nel governo dei porti istituendo l'Agenzia portuale regionale, la quale disciplina le funzioni amministrative per i porti di interesse regionale a preminente funzione commerciale.

Dei porti jonici calabresi con funzione commerciale - allo stato attuale - quelli che potrebbero essere interessati ad un regime di autonomia gestionale sono Crotone e Corigliano; l'istituzione di una Agenzia portuale regionale che amministri e gestisca i due porti diventa la corretta interpretazione della legge nazionale e, nello stesso tempo, garantisce una governance ai porti minori con traffico dimensionato che non hanno le caratteristiche designate per istituire una Autorità portuale così come interpretata dalla legge 84/1994 ma, comunque hanno bisogno di oculata gestione locale e soprattutto di promozione e programmazione sia infrastrutturale che di sviluppo.

Considerata l'esperienza fallimentare delle Autorità portuali nazionali con giurisdizione anche sui porti minori, vista peraltro la penuria di finanziamenti statali che non bastano nemmeno per l'Autorità madre [o matrigna?] esaminiamo attentamente e con spirito collaborativo l'istituzione dell'Agenzia portuale regionale per l'autonoma gestione ed amministrazione del porto di Crotone, prendendo ad esempio la medesima positiva esperienza già avviata in altre regioni italiane.

Si allega una esauriente scheda valutativa con l'invito di trasmettere alla mail operatoriportuali.kr@tiscali.it ogni eventuale comunicazione al fine di ricevere delucidazioni in merito ed avviare l'organizzazione di un tavolo di consultazione per esporre la problematica e procedere di conseguenza.

Crotone li,


Originale firmato da:
Marcello Casaburi per Gruppo Ormeggiatori dei porti Crotone e Corigliano
Piero Castelliti per Ausimare Srl - Servizi Ambientali Marittimi e Portuali - Crotone
Marco Vrenna per Vremar Srl - Assistenza piattaforme off-shore - Crotone
Flavio Matarazzo per Corporazione Piloti del Porto - Crotone
Gennaro Assisi per ASC Marine Services - Agenzia marittima - Crotone
Pasquale Ottaviano per Ge.Tra.De. Srl - Agenzia marittima - Crotone
Osvaldo Sestito per Compagnia Portuale - Crotone
Annunziata Bossi per A.B. Agency - Agenzia Marittima - Crotone
Gregorio Ciliberto per Ciliberto SpA - Commercializzazione cementi - Crotone
Mario Risso per Ingemar Srl - Agenzia Marittima - Crotone
Mario Fuoco per Compagnia Impresa Lavoratori Portuali Srl - Crotone
Raffaele Bossi per Poseidon Srl - Rimorchi portuali - Crotone
Giuseppe Tricoli per Fratelli Tricoli & C. - Agenzia marittima - Crotone
Giancarlo DallaVenezia per Dalla Venezia Srl - Consulente marittimo - Crotone
Bianca Ranieri per Agemar Srl - Agenzia Marittima - Crotone
Luca Leto per Meccanica Navale di L. Leto - Crotone
Ilario Scuteri per Soc. Cooperativa Puntaneto - Cooperativa pescatori - Crotone
Maria Rita Merigliano per Coop. Pescatori Hera Lacinia Scrl - Crotone


LA GOVERNANCE DEI PORTI CALABRESI
ISTITUZIONE DELL'AGENZIA PORTUALE REGIONALE

VALUTAZIONI PRELIMINARI

Premessa
La riforma del Titolo V° della Costituzione conferisce nuovi valori e significati in materia di governo del territorio; in questo contesto le Regioni italiane stanno, da tempo, rivendicando un maggiore ruolo nel governo dei porti.
L'obiettivo di questo iter normativo sarà quello dei porti di terza generazione, scali portuali minori inseriti nel territorio di cui fanno parte, su cui la Regione - assieme ai Comuni - interviene proponendo innovative politiche di sviluppo. Su questo percorso le Regioni Toscana ed Abruzzo hanno avviato le valutazioni politiche allo scopo di pervenire ad organismo autonomo di governace portuale.


1. Oggetto della proposta di legge ed obiettivi che si intendono perseguire.
La proposta di legge disciplina le funzioni amministrative nella materia dei porti regionali a preminentemente funzione commerciale ed istituisce l'Agenzia Portuale Regionale.

Con la proposta di legge si intende disciplinare in modo più efficace ed efficiente l'esercizio delle quattro funzioni fondamentali dei porti regionali:
a) la funzione di pianificazione delle aree portuali ;
b) la funzione di programmazione dei lavori pubblici;
c) le funzioni di progettazione ed esecuzione dei lavori programmati, oggi regolate dal D.Lgs 163/2006 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori);
d) il rilascio e la gestione delle concessioni demaniali concernenti le aree portuali, conferite alla Regione dal D.Lgs.31 marzo 1998, n. 112.

L'Agenzia portuale regionale svolgerà le seguenti funzioni:
1. pianificazione nelle aree portuali, provvedendo all'elaborazione tecnica del piano regolatore portuale;
2. programmazione delle opere da realizzare;
3. gestione delle concessioni demaniali per le aree portuali e dei servizi;
4. progettazione e realizzazione delle opere portuali.

L'Agenzia Portuale Regionale sarà strutturata sulla base di un modello organizzativo che prevede l'interazione di vari organi, i quali sono espressione di una componente politica ed una componente tecnica.

La componente politica sarà rappresentata dal Comitato Portuale, organo di indirizzo, così costituito:
- dal Presidente della Giunta regionale e dall'assessore regionale in materia di attività portuali e trasporti o loro delegati nominati tra i dirigenti competenti nelle materie di riferimento;
- dal Presidente della provincia o suo supplente;
- dal sindaco e da un altro componente della giunta comunale o loro delegati;
- dal Presidente della Camera di Commercio territorialmente competente o suo delegato;
- faranno parte del Comitato Portuale il Comandante della Capitaneria di Porto ed il Dirigente dell'Agenzia delle Dogane - territorialmente competenti - nonché i rappresentanti degli operatori ed utenti portuali.

Assume le funzioni di Presidente del Comitato il Presidente della Giunta regionale [ovvero il Direttore marittimo della Regione Calabria ovvero il Presidente della Camera di Commercio] con funzioni di convocare e presiedere il Comitato; le deliberazioni del Comitato sono prese a maggioranza ed in caso di parità prevale il voto del Presidente.

La componente tecnica sarà costituita da:
- un dirigente dell'Agenzia, avente le necessarie competenze tecnico-amministrative denominato “Direttore dell'Agenzia portuale” (*) - che sarà il referente delle attività per il Comitato Portuale; è nominato dal Presidente della Giunta Regionale, in accordo con il/i Comuni interessati.
- un revisore dei conti, nominato fra i Dirigenti regionali dell'area Bilancio -Patrimonio-Tributi ovvero un Dirigente comunale o provinciale di pari competenza.
- un ufficio amministrativo che si avvarrà di personale regionale distaccato e/o comandato e di personale degli Enti locali interessati e di un ufficio tecnico - anch'esso composto da personale comandato - che si avvarrà dell'apporto tecnico dell'Ufficio Regionale Opere Marittime di Reggio Calabria.

(*) Il Direttore dell'Agenzia Portuale Regionale, scelto tra persone di comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia portuale e dei trasporti, sarà l'unica figura ad essere retribuita mediante le entrate dell'Agenzia, sarà assunto con contratto di diritto privato e potrà essere rimosso dall'incarico in qualsiasi momento con delibera di Giunta regionale.

L'esigenza sociale che la proposta tende a soddisfare sarà quella di raggruppare in un organismo unico le competenze dei porti regionali commerciali con traffico dimensionato che allo stato attuale sono delegate a più Enti, intendendo rispondere all'esigenza di pianificare più efficacemente tutti gli interventi concernenti le aree portuali, individuando le strategie migliori per la programmazione delle opere portuali e la più celere realizzazione delle stesse.

Considerato l'iter in corso della Marina di Crotone SpA, tendente ad ottenere la concessione di alcune aree e specchi acquei demaniali da adibire a scopo diportistico, è doveroso precisare che l'Agenzia portuale regionale non costituirà duplicazioni e/o intralci in quanto, quest'ultima si occuperà esclusivamente delle aree ed approdi riservate al traffico marittimo commerciale.


2. Disciplina e fonti legislative della proposta di legge.

A seguito della Legge 18.10.2001, n°3 (Riforma del Titolo V della Costituzione) spetta alla Regione la potestà legislativa c.d. concorrente sulla materia dei porti e degli aeroporti.
La legge si è collocata nel quadro di legislazione nazionale che già aveva attribuito alle regioni tutte le funzioni amministrative inerenti il settore della portualità marittima nella sua doppia valenza di infrastruttura e di attività a carattere commerciale e turistico.

In particolare, l'articolo 105 del decreto legislativo 31 .03. 1998, n.112, come modificato
dall'articolo 9 della legge 16.03. 2001, n.88 (Nuove disposizioni in materia di investimenti nelle
imprese marittime) successivo alla risalente normativa di cui alla legge 28.01. 1994, n.84
(Riordino della legislazione in materia portuale) tuttora vigente stabilisce:
“1. Sono conferite alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni non espressamente indicate negli articoli del presente capo e non attribuite alle autorità portuali dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84 , e successive modificazioni integrazioni.
2. Tra le funzioni di cui al comma 1 sono, in particolare, conferite alle regioni le funzioni relative:
a) al rilascio dell'autorizzazione all'uso in servizio di linea degli autobus destinati al servizio di
noleggio con conducente, relativamente alle autolinee di propria competenza;
b) al rifornimento idrico delle isole;
c) all'estimo navale;
d) alla disciplina della navigazione interna;
e) alla programmazione, pianificazione, progettazione ed esecuzione degli interventi di costruzione,bonifica e manutenzione dei porti di rilievo regionale e interregionale delle opere edilizie a servizio dell'attività portuale”.

Secondo lo schema delineato dal legislatore del 2001 sono rimaste allo Stato solo le funzioni amministrative nei porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato, nei porti di rilevanza economica nazionale ed internazionale nonché nelle aree di preminente interesse nazionale individuate con l'aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21.12. 1995, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 4 della legge 84/1994.

L'emanazione della legge 16.03.2001 n.88 (Nuove disposizioni in materia di investimenti nelle imprese marittime), l'entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, nonché la mancata individuazione da parte dello Stato dei porti di interesse regionale (secondo quanto avrebbe dovuto fare ai sensi dell'articolo 4 della l.84/1994) ha portato ad un periodo di incertezza nel riparto delle competenze tra Stato regioni ed enti locali nella materia di cui si tratta.
Le recenti pronunce della Corte Costituzionale 10.03. 2006, n. 89 e 90, e 10.10. 2007, n. 344 hanno facilitato il compito di chiarire le competenze regionali con riferimento ai porti di rilevanza regionale, dato che la Corte Costituzionale ha acclarato che la competenza statale si ritiene operante solo nei porti sede di Autorità portuale.

Con riferimento alla concreta gestione dei porti che sono di rilievo regionale secondo quanto statuito dalla Corte Costituzionale, si richiedeva da molto tempo un intervento normativo a livello regionale, nell'ambito del quale, opportunamente, fossero ritagliate anche agli enti locali specifiche funzioni.

La programmazione delle opere che dovranno essere realizzate dalla costituenda Autorità sarà effettuata attraverso il programma triennale ed annuale delle opere pubbliche, allegato al bilancio di previsione dell'Autorità Portuale e approvato dalla Giunta regionale; la progettazione ed esecuzione delle opere portuali sarà effettuata dall'Autorità attraverso l'Ufficio Regionale OO.MM., previo parere vincolante dei competenti Comitati Portuali.


3. Effetti finanziari ed operativi del nuovo soggetto sul bilancio regionale.

La proposta di legge non produrrà effetti finanziari di spesa sul bilancio regionale. L'Agenzia portuale regionale si avvarrà di competente personale distaccato dalla Regione Calabria e di personale degli enti territoriali interessati, distaccato o comandato, nonché di personale delle Capitanerie di Porto.

Per l'istituzione dell'Autorità Portuale, alcune spese avranno inoltre carattere una tantum per l'allestimento della sede e degli uffici che saranno ospitati presso strutture immobiliari patrimoniali .
Tutti i membri del Comitato portuale non percepiranno alcun gettone di presenza ma, esclusivamente rimborsi spese per compiti d'istituto.

La proposta di legge potrebbe produrre effetti finanziari sulle entrate sul bilancio regionale con riferimento all'attività di gestione delle concessioni demaniali relative alle aree portuali e la
riscossione dei relativi canoni.

Sul punto, si fa presente che l'art. 9 del Decreto relativo al cd. “federalismo demaniale” D.Lgs. 85/2010 (Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione all'art. 19 Legge 5.05.2009, n° 42) prevede, al momento della devoluzione della competenza, un taglio dei trasferimenti statali oggi effettuati in misura pari alla riduzione delle entrate erariali riscosse relativamente a quel bene; a regime, quindi, la Regione, una volta scontata la misura anzidetta, avrebbe la piena potestà sui canoni demaniali.

Per l'operatività del costituendo soggetto, si prevede un organigramma composto da un direttore generale scelto fra persone di certa e documentata esperienza di settore e da una dotazione del personale tecnico ed amministrativo anche per implementazione dell'Ufficio OO.MM., a cui si farà fronte senza oneri aggiuntivi con personale distaccato dalla Regione e distaccato o comandato dagli enti locali interessati.

La proposta di legge, naturalmente, avrà impatto sotto il profilo organizzativo e procedurale e prevede il coinvolgimento di più soggetti istituzionali per la sua attuazione.

In conseguenza dell'approvazione della presente proposta di legge saranno modificate le competenze e le funzioni dei Comuni sede di porti regionali e dell'Ufficio regionale opere marittime.

L'Agenzia Portuale Regionale potrebbe essere istituita in tutti i porti di interesse regionale ed interregionale con preminante funzione commerciale, con compiti di indirizzo, programmazione e coordinamento degli interventi riguardanti i porti stessi, nonché di promozione e di sviluppo dei traffici marittimi regionali e di tutte quelle attività che si esplicano nell'ambito dei porti. Essa potrebbe coordinare, altresì, tutte le funzioni e i compiti amministrativi trasferiti, delegati o attribuiti alla Regione per la cura degli interessi marittimi e portuali localizzabili nel territorio regionale, anche per adeguarli al Piano Regionale dei Trasporti e per definire gli strumenti attuativi del Piano stessi in relazione alle esigenze dei singoli porti.

Per il conseguimento delle predette finalità, l'Agenzia Portuale Regionale potrebbe proporre variazioni ed aggiornamenti dei piani regolatori portuali e delle opere marittime, nonché degli stessi strumenti urbanistici generali.
Si tratterebbe di compiti e funzioni preordinati alla gestione del porto e delle aree ad esso adiacenti, in armonia con la programmazione regionale in modo da coordinare, soprattutto, il sistema portuale con il programma regionale di sviluppo.

Tra i compiti ad essa affidati, un ruolo preminente assumerebbe la redazione dei piani regolatori dei singoli porti, con la formulazione di proposte per azioni, iniziative ed interventi necessari per adeguare i piani regolatori portuali e le modalità di utilizzazione delle aree portuali e, quindi, il sistema portuale regionale, agli atti di programmazione regionale e locale.
In particolare, gli atti concessori riferiti all'uso delle aree portuali dovrebbero essere coerenti con il Piano di sviluppo della portualità regionale e con i piani regolatori dei singoli porti.

Inoltre, l'Agenzia svolgerebbe ogni azione ed intervento perché gli atti e gli strumenti di programmazione regionale e locale tengano conto del sistema portuale regionale e della gestione dei singoli porti, nonché delle prospettive di sviluppo dei medesimi, in relazione alle prevedibili esigenze dei traffici marittimi, del turismo nautico e della pesca.

L'Autorità assisterebbe, altresì, i competenti Uffici regionali e la Giunta regionale nella cooperazione tra Regione e Stato e tra Regione ed Enti locali per il coordinamento delle norme statali e regionali che comunque possano interessare o riferirsi ai beni demaniali marittimi, con particolare riguardo agli strumenti urbanistici e ai piani paesistici, per la migliore tutela dei beni ambientali e naturali.
Si attuerebbe, così, una struttura organizzatoria agile, snella, scevra da interventi che possano penalizzare le scelte economiche operate in materia di utilizzazione di aree portuali e di banchine, nonché di servizi marittimi e portuali, avendo come unico punto di riferimento lo sviluppo economico del porto nel contesto delle esigenze del relativo hinterland.

Nell'esercizio delle funzioni amministrative da parte della Regione, concernenti le opere marittime relative ai porti appartenenti alle categorie II, classi II e III, di cui al comma 7, art. 5, della legge 28.1.1994, n° 84, l'Agenzia Portuale Regionale coordinerebbe, altresì, la gestione delle opere stesse e le funzioni ad esse attinenti, al fine di assicurare al sistema delle opere portuali regionali una gestione unitaria ed efficiente.

L'Agenzia coordinerebbe, altresì, gli interventi e le attività dei soggetti pubblici e privati relativi all'uso delle opere realizzate, delle attrezzature installate e degli impianti ivi esistenti, proponendo le iniziative necessarie per il mantenimento dei porti, approdi, punti di approdo e punti di ormeggio in condizioni di piena agibilità e funzionalità, nonché per l'adeguamento delle strutture e degli impianti alle crescenti esigenze del sistema dei trasporti regionale e nazionale.

Allo scopo di far fronte alle spese derivanti dalla gestione dell' Autorità ed alla retribuzione del Direttore generale, alla medesima sarà attribuita la competenza in materia di canoni di concessione per la utilizzazione delle aree portuali, in rapporto alla durata della concessione, agli investimenti previsti, al valore delle aree e degli impianti utilizzabili, all'entità dei traffici portuali ivi svolti ed ai profitti che ne possano conseguire.

Per quanto concerne, invece, i servizi tecnico-nautici [pilotaggio, rimorchio, ormeggio e battellaggio] si manterrà la competenza del competente Ministero, stante l'esigenza di uniformità dei parametri che interessano la generalità dei porti nazionali.

Per contro, le funzioni di Polizia portuale e di sicurezza prevista dagli artt. 62 e ss. Cod. nav. e 61 ss. Regolamento Navigazione Marittima, resterebbero nella piena ed esclusiva titolarità dell'Autorità marittima.


4. Note conclusive.

La finalità della istituzione dell'Agenzia Portuale Regionale è intimamente correlata alla possibilità di una più agevole attuazione degli interessi economico-sociali localizzabili nel territorio, con un raccordo più organico e coerente agli altri strumenti mediante i quali si attua in concreto la programmazione regionale, realizzando così una gestione integrata del porto e delle aree destinate al complesso delle iniziative produttive.

La operatività di una struttura che si ponga come unico punto di riferimento e di decisione per l'assetto del porto e delle aree adiacenti e per le scelte relative agli insediamento economico-produttivi, in un più ampio contesto regionale e che sia in grado di valutare l'intera portata degli strumenti di pianificazione e di attuazione del piano regionale dei trasporti, rappresenta la sintesi di tutti gli organi ed Enti che, a vario titolo, hanno competenze nell'amministrazione e nella gestione delle aree portuali.

È da sottolineare che nella misura in cui sarà realizzata una cooperazione orizzontale tra tutti i soggetti pubblici interessati, in modo leale e corretto, l'Agenzia Regionale potrà più agevolmente conseguire quegli obiettivi di economicità e produttività che sono alla base della gestione portuale.

La proposta di una legge regionale per l'istituzione di tale Agenzia tende a prospettare una delle ipotesi percorribili in un contesto di evoluzione del nostro ordinamento, teso a valutare sempre meglio l'attuazione di idonei strumenti che consentano il migliore raggiungimento degli interessi localizzabili in un determinato territorio.

È questa la ratio e, nel contempo, il limite, della operatività di detta Agenzia , che potrebbe assumere un ruolo propulsore di tutte le iniziative di carattere marittimo e della attività che possano esplicarsi nell'ambito del porto e delle aree adiacenti, con indubbi riflessi positivi per lo sviluppo economico-sociale dell'intero territorio interessato.



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