- Gli operatori portuali del crotonese chiedono l'istituzione
di un'Agenzia portuale regionale
-
- Sollecitata l'abrogazione del decreto che ha esteso
l'amministrazione e la gestione dell'Autorità Portuale di
Gioia Tauro ai porti di Crotone e Corigliano
-
Gli operatori portuali del crotonese hanno scritto una
lettera-appello a tutti i rappresentanti delle istituzioni locali e
regionali, che pubblichiamo di seguito, invocando lo sblocco di «una
situazione di stallo che - hanno denunciato - sta letteralmente
affondando l'intera portualità jonica» e chiedendo,
«come prima e urgente misura, l'immediata risoluzione, per
rilanciare nel breve periodo e nella prospettiva strategica
l'economia calabrese, di patti e vincoli amministrativi che legano i
porti calabresi di Crotone ed - eventualmente - Corigliano Calabro,
all'Autorità Portuale di Gioia Tauro».-
- In particolare, gli operatori crotonesi hanno chiesto «che
il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio deliberino -
singolarmente o collettivamente - per richiedere l'abrogazione del
decreto ministeriale 29 dicembre 2006 col quale è stata
sancita l'estensione territoriale, l'amministrazione e la gestione
dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro ai porti di Crotone e
Corigliano e, nel contempo invitano la vice presidente Stasi,
l'assessore Pugliano e tutti i consiglieri regionali del crotonese a
prodigarsi affinché venga avviato l'iter procedurale per
promulgare una legge regionale che costituisca l'Agenzia portuale
regionale per una autonoma gestione dei porti di Crotone e
Corigliano se la municipalità di quest'ultimo lo riterrà
opportuno».
-
- Gli operatori del porto pitagorico hanno evidenziato che
«considerata l'esperienza fallimentare delle Autorità
Portuali nazionali con giurisdizione anche sui porti minori, vista
peraltro la penuria di finanziamenti statali che non bastano nemmeno
per l'Autorità madre (o matrigna?), va esaminata attentamente
e con spirito collaborativo l'istituzione dell'Agenzia portuale
regionale per l'autonoma gestione ed amministrazione del porto di
Crotone, prendendo ad esempio la medesima positiva esperienza già
avviata in altre regioni italiane».
-
- Gli operatori portuali del crotonese hanno inoltre sollecitato
«iniziative ed azioni sinergiche fra istituzioni, enti,
operatori del settore ed esponenti della società civile per
evitare che il sistema portuale ionico-calabrese rimanga isolato e
tagliato fuori dalle nuove prospettive di sviluppo offerte dal nuovo
Corridoio europeo e, soprattutto, affinché non rimanga
escluso dalle risorse per l'ammodernamento e il potenziamento delle
infrastrutture».
 -
-
- Al Presidente della Regione Calabria
-
Giuseppe SCOPELLITI
-
- Alla V. Presidente della Regione Calabria
-
Antonella STASI
-
- All'Assessore Regionale
-
Franco PUGLIANO
-
- Ai Consiglieri Regionali
-
Alfonso DATTOLO
-
Emilio DEMASI
-
Salvatore PACENZA
-
Francesco SULLA
-
- Al Presidente della Provincia di Crotone
-
Stanislao ZURLO
-
- Al Sindaco del Comune di Crotone
-
Peppino VALLONE
-
- Al Presidente della Camera di Commercio
-
Vincenzo PEPPARELLI
-
- Al Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone
-
Nicola FREDA
-
- e per conoscenza
-
- Alla Sen. Dorina BIANCHI
-
- All'On. Nicodemo OLIVERIO
-
- Al Presidente della Provincia di Cosenza
-
Mario OLIVERIO
-
- Al Commissario Prefettizio del Comune di Corigliano
-
Rosalba SCIALLA
-
- Al Presidente della Camera di Commercio di Cosenza
-
Giuseppe GAGLIOTI
-
- Al Comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano
-
Antonio D'AMORE
- Oggetto: Abrogazione Decreto del Ministero dei Trasporti del
29.12.2006 -
-
- Con Decreto ministeriale del 29 Dicembre 2006 veniva sancita
l'estensione territoriale, e con essa l'amministrazione e gestione
dell'Autorità portuale di Gioia Tauro ai porti di Crotone e
Corigliano Calabro; l'esperienza di oltre cinque anni di gestione
del porto di Crotone in questa nuova organizzazione - ad oggi - è
risultata poco efficace se non addirittura penalizzante e limitativa
per lo sviluppo del sistema produttivo locale.
-
- La governance è stata e continua ad essere gestita
a distanza da una struttura principalmente polarizzata alla
specificità di un grande porto di transhipment [attualmente
oggetto di crisi dovuta all'abbandono della compagnia Maersk che ha
provocato una consistente riduzione di traffico ed un
ridimensionamento della forza lavoro] che per dimensione,
traffico e servizi ha, di fatto, una impostazione poco attinente
alla specificità dei traffici portuali di Crotone.
-
- Tale diversa vocazione del porto-guida ha relegato a ruolo
marginale i porti ionici periferici, sacrificandone le forti
peculiarità operative ed economiche.
-
- Di fatto non è stata nemmeno affrontata la logica per la
quale si pensava - ed eravamo convinti - di creare i poli portuali,
quella logica di fare sistema e di creare la piattaforma portuale
che potesse, in una unica gestione e programmazione, mettere in rete
i porti per sinergizzare servizi e programmi, rendendo produttive
tutte le strutture finalizzandole ad un unico network.
-
- Abbiamo constatato che il meccanismo di partecipazione e di
rappresentanza degli organismi locali ai processi decisionali
dell'Autorità portuale di Gioia Tauro risultano fortemente
penalizzanti sia per la partecipazione e sia ancor più per
rappresentatività delle categorie interessate, inoltre la
stessa specificità degli ambiti sociali, economici e
geografici fortemente diversi ed eterogenei rendono
difficilmente realizzabili i vantaggi derivanti dalla presenza di un
unico soggetto gestore responsabile delle attività
programmatorie ed amministrative, allorquando le regole di
funzionamento del soggetto in cui si confluisce, non garantisca alle
parti confluite pari dignità, parità di poteri
e partecipazione alle fasi gestionali.
-
- Il processo di centralizzazione delle funzioni di governo e di
controllo ha generato ulteriori vincoli, ritardi e condizionamenti
tali da relegare il porto di Crotone ad un ruolo minoritario,
residuale e periferico; periferico a tal punto che seppur con una
sede a Crotone - ubicata in un immobile comunale - la quale opera
alla stregua di ufficio passacarte, gli operatori portuali - a
tuttoggi - si trovano nella condizione di doversi riferire presso la
sede centrale ubicata a circa 200 km di distanza con percorsi
stradali sicuramente non agevoli, ovvero - come già accaduto
- essere imperiosamente convocati a partecipare a riunioni da
tenersi a Gioia Tauro allorquando l'oggetto dell'odg riguarda
esclusivamente il porto di Crotone.
-
- I sottoscritti, al fine di realizzare le proprie legittime
aspettative, sentono il dovere di partecipare, invitare e
responsabilizzare i rappresentanti istituzionali in indirizzo alla
risoluzione del Protocollo d'intesa illo tempore stipulato,
nonché la formale richiesta agli Organi competenti per
ottenere l'abrogazione del Decreto del Ministero dei Trasporti
del 29.12.2006. mediante il quale la circoscrizione territoriale
dell'Autorità portuale di Gioia Tauro è stata estesa
al porto di Crotone, al fine di superare l'attuale forma di
dipendenza dall'Autorità portuale di Gioia Tauro, avviando le
procedure di autonomia gestionale che le normative offrono.
-
- Al fine di proseguire l'attività di gestione con
autonomia finanziaria ed operativa, superando l'attuale fase di
dipendenza gestionale ed amministrativa fortemente colonialista
improntata dall'Autorità portuale di Gioia Tauro, si invitano
le SS.LL. in indirizzo a considerare concretamente l'istituzione
dell'Agenzia portuale regionale (A.Po.R) ed intervenire nei
confronti della Regione Calabria affinché si avvii l'iter
procedurale che porti alla istituzione dell' Agenzia portuale
regionale, la quale gestirà autonomamente il porto di
Crotone insieme - se quella Municipalità lo riterrà
opportuno, al porto jonico di Corigliano Calabro.
-
- La riforma del Titolo V° della Costituzione conferisce nuovi
valori e significati in materia di governo del territorio ed in
questo contesto alcune regioni (Toscana ed Abruzzo) hanno già
valutato un maggiore ruolo nel governo dei porti istituendo
l'Agenzia portuale regionale, la quale disciplina le funzioni
amministrative per i porti di interesse regionale a preminente
funzione commerciale.
-
- Dei porti jonici calabresi con funzione commerciale - allo stato
attuale - quelli che potrebbero essere interessati ad un regime di
autonomia gestionale sono Crotone e Corigliano; l'istituzione di una
Agenzia portuale regionale che amministri e gestisca i due porti
diventa la corretta interpretazione della legge nazionale e, nello
stesso tempo, garantisce una governance ai porti minori con traffico
dimensionato che non hanno le caratteristiche designate per
istituire una Autorità portuale così come interpretata
dalla legge 84/1994 ma, comunque hanno bisogno di oculata gestione
locale e soprattutto di promozione e programmazione sia
infrastrutturale che di sviluppo.
-
- Considerata l'esperienza fallimentare delle Autorità
portuali nazionali con giurisdizione anche sui porti minori, vista
peraltro la penuria di finanziamenti statali che non bastano nemmeno
per l'Autorità madre [o matrigna?] esaminiamo attentamente e
con spirito collaborativo l'istituzione dell'Agenzia portuale
regionale per l'autonoma gestione ed amministrazione del porto di
Crotone, prendendo ad esempio la medesima positiva esperienza già
avviata in altre regioni italiane.
-
- Si allega una esauriente scheda valutativa con l'invito di
trasmettere alla mail operatoriportuali.kr@tiscali.it
ogni eventuale comunicazione al fine di ricevere delucidazioni in
merito ed avviare l'organizzazione di un tavolo di consultazione per
esporre la problematica e procedere di conseguenza.
-
- Crotone li,
-
- Originale firmato da:
-
Marcello Casaburi per Gruppo Ormeggiatori dei porti Crotone e
Corigliano
-
Piero Castelliti per Ausimare Srl - Servizi Ambientali Marittimi e
Portuali - Crotone
-
Marco Vrenna per Vremar Srl - Assistenza piattaforme off-shore -
Crotone
-
Flavio Matarazzo per Corporazione Piloti del Porto - Crotone
-
Gennaro Assisi per ASC Marine Services - Agenzia marittima - Crotone
-
Pasquale Ottaviano per Ge.Tra.De. Srl - Agenzia marittima - Crotone
-
Osvaldo Sestito per Compagnia Portuale - Crotone
-
Annunziata Bossi per A.B. Agency - Agenzia Marittima - Crotone
-
Gregorio Ciliberto per Ciliberto SpA - Commercializzazione cementi -
Crotone
-
Mario Risso per Ingemar Srl - Agenzia Marittima - Crotone
-
Mario Fuoco per Compagnia Impresa Lavoratori Portuali Srl - Crotone
-
Raffaele Bossi per Poseidon Srl - Rimorchi portuali - Crotone
-
Giuseppe Tricoli per Fratelli Tricoli & C. - Agenzia marittima -
Crotone
-
Giancarlo DallaVenezia per Dalla Venezia Srl - Consulente marittimo
- Crotone
-
Bianca Ranieri per Agemar Srl - Agenzia Marittima - Crotone
-
Luca Leto per Meccanica Navale di L. Leto - Crotone
-
Ilario Scuteri per Soc. Cooperativa Puntaneto - Cooperativa
pescatori - Crotone
-
Maria Rita Merigliano per Coop. Pescatori Hera Lacinia Scrl -
Crotone
-
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- LA GOVERNANCE DEI PORTI CALABRESI
-
ISTITUZIONE DELL'AGENZIA PORTUALE REGIONALE
-
- VALUTAZIONI PRELIMINARI
-
- Premessa
-
La riforma del Titolo V° della Costituzione conferisce nuovi
valori e significati in materia di governo del territorio; in questo
contesto le Regioni italiane stanno, da tempo, rivendicando un
maggiore ruolo nel governo dei porti.
-
L'obiettivo di questo iter normativo sarà quello dei porti di
terza generazione, scali portuali minori inseriti nel territorio di
cui fanno parte, su cui la Regione - assieme ai Comuni - interviene
proponendo innovative politiche di sviluppo. Su questo percorso le
Regioni Toscana ed Abruzzo hanno avviato le valutazioni politiche
allo scopo di pervenire ad organismo autonomo di governace portuale.
-
- 1. Oggetto della proposta di legge ed obiettivi che si
intendono perseguire.
-
La proposta di legge disciplina le funzioni amministrative nella
materia dei porti regionali a preminentemente funzione
commerciale ed istituisce l'Agenzia Portuale Regionale.
-
- Con la proposta di legge si intende disciplinare in modo più
efficace ed efficiente l'esercizio delle quattro funzioni
fondamentali dei porti regionali:
-
a) la funzione di pianificazione delle aree portuali ;
-
b) la funzione di programmazione dei lavori pubblici;
-
c) le funzioni di progettazione ed esecuzione dei lavori
programmati, oggi regolate dal D.Lgs 163/2006 (Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori);
-
d) il rilascio e la gestione delle concessioni demaniali concernenti
le aree portuali, conferite alla Regione dal D.Lgs.31 marzo 1998, n.
112.
-
- L'Agenzia portuale regionale svolgerà le seguenti
funzioni:
-
1. pianificazione nelle aree portuali, provvedendo all'elaborazione
tecnica del piano regolatore portuale;
-
2. programmazione delle opere da realizzare;
-
3. gestione delle concessioni demaniali per le aree portuali e dei
servizi;
-
4. progettazione e realizzazione delle opere portuali.
-
- L'Agenzia Portuale Regionale sarà strutturata sulla base
di un modello organizzativo che prevede l'interazione di vari
organi, i quali sono espressione di una componente politica ed una
componente tecnica.
-
- La componente politica sarà rappresentata dal Comitato
Portuale, organo di indirizzo, così costituito:
-
- dal Presidente della Giunta regionale e dall'assessore regionale
in materia di attività portuali e trasporti o loro delegati
nominati tra i dirigenti competenti nelle materie di riferimento;
-
- dal Presidente della provincia o suo supplente;
-
- dal sindaco e da un altro componente della giunta comunale o loro
delegati;
-
- dal Presidente della Camera di Commercio territorialmente
competente o suo delegato;
-
- faranno parte del Comitato Portuale il Comandante della
Capitaneria di Porto ed il Dirigente dell'Agenzia delle Dogane -
territorialmente competenti - nonché i rappresentanti degli
operatori ed utenti portuali.
-
- Assume le funzioni di Presidente del Comitato il Presidente
della Giunta regionale [ovvero il Direttore marittimo della
Regione Calabria ovvero il Presidente della Camera di Commercio]
con funzioni di convocare e presiedere il Comitato; le deliberazioni
del Comitato sono prese a maggioranza ed in caso di parità
prevale il voto del Presidente.
-
- La componente tecnica sarà costituita da:
-
- un dirigente dell'Agenzia, avente le necessarie competenze
tecnico-amministrative denominato “Direttore dell'Agenzia
portuale” (*) - che sarà il referente delle attività
per il Comitato Portuale; è nominato dal Presidente della
Giunta Regionale, in accordo con il/i Comuni interessati.
-
- un revisore dei conti, nominato fra i Dirigenti regionali
dell'area Bilancio -Patrimonio-Tributi ovvero un Dirigente comunale
o provinciale di pari competenza.
-
- un ufficio amministrativo che si avvarrà di personale
regionale distaccato e/o comandato e di personale degli Enti locali
interessati e di un ufficio tecnico - anch'esso composto da
personale comandato - che si avvarrà dell'apporto tecnico
dell'Ufficio Regionale Opere Marittime di Reggio Calabria.
-
- (*) Il Direttore dell'Agenzia Portuale Regionale, scelto tra
persone di comprovata qualificazione professionale nei settori
dell'economia portuale e dei trasporti, sarà l'unica figura
ad essere retribuita mediante le entrate dell'Agenzia, sarà
assunto con contratto di diritto privato e potrà essere
rimosso dall'incarico in qualsiasi momento con delibera di Giunta
regionale.
-
- L'esigenza sociale che la proposta tende a soddisfare sarà
quella di raggruppare in un organismo unico le competenze dei porti
regionali commerciali con traffico dimensionato che allo stato
attuale sono delegate a più Enti, intendendo rispondere
all'esigenza di pianificare più efficacemente tutti gli
interventi concernenti le aree portuali, individuando le strategie
migliori per la programmazione delle opere portuali e la più
celere realizzazione delle stesse.
-
- Considerato l'iter in corso della Marina di Crotone SpA,
tendente ad ottenere la concessione di alcune aree e specchi acquei
demaniali da adibire a scopo diportistico, è doveroso
precisare che l'Agenzia portuale regionale non costituirà
duplicazioni e/o intralci in quanto, quest'ultima si occuperà
esclusivamente delle aree ed approdi riservate al traffico marittimo
commerciale.
-
- 2. Disciplina e fonti legislative della proposta di legge.
-
- A seguito della Legge 18.10.2001, n°3 (Riforma del Titolo V
della Costituzione) spetta alla Regione la potestà
legislativa c.d. concorrente sulla materia dei porti e degli
aeroporti.
-
La legge si è collocata nel quadro di legislazione nazionale
che già aveva attribuito alle regioni tutte le funzioni
amministrative inerenti il settore della portualità marittima
nella sua doppia valenza di infrastruttura e di attività a
carattere commerciale e turistico.
-
- In particolare, l'articolo 105 del decreto legislativo 31 .03.
1998, n.112, come modificato
-
dall'articolo 9 della legge 16.03. 2001, n.88 (Nuove disposizioni in
materia di investimenti nelle
-
imprese marittime) successivo alla risalente normativa di cui alla
legge 28.01. 1994, n.84
-
(Riordino della legislazione in materia portuale) tuttora vigente
stabilisce:
-
“1. Sono conferite alle regioni e agli enti locali tutte le
funzioni non espressamente indicate negli articoli del presente capo
e non attribuite alle autorità portuali dalla legge 28
gennaio 1994, n. 84 , e successive modificazioni integrazioni.
-
2. Tra le funzioni di cui al comma 1 sono, in particolare, conferite
alle regioni le funzioni relative:
-
a) al rilascio dell'autorizzazione all'uso in servizio di linea
degli autobus destinati al servizio di
-
noleggio con conducente, relativamente alle autolinee di propria
competenza;
-
b) al rifornimento idrico delle isole;
-
c) all'estimo navale;
-
d) alla disciplina della navigazione interna;
-
e) alla programmazione, pianificazione, progettazione ed
esecuzione degli interventi di costruzione,bonifica e manutenzione
dei porti di rilievo regionale e interregionale delle opere edilizie
a servizio dell'attività portuale”.
-
- Secondo lo schema delineato dal legislatore del 2001 sono
rimaste allo Stato solo le funzioni amministrative nei porti
finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato, nei
porti di rilevanza economica nazionale ed internazionale nonché
nelle aree di preminente interesse nazionale individuate con
l'aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 21.12. 1995, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 4
della legge 84/1994.
-
- L'emanazione della legge 16.03.2001 n.88 (Nuove disposizioni in
materia di investimenti nelle imprese marittime), l'entrata in
vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, nonché la
mancata individuazione da parte dello Stato dei porti di interesse
regionale (secondo quanto avrebbe dovuto fare ai sensi dell'articolo
4 della l.84/1994) ha portato ad un periodo di incertezza nel
riparto delle competenze tra Stato regioni ed enti locali nella
materia di cui si tratta.
-
Le recenti pronunce della Corte Costituzionale 10.03. 2006, n. 89 e
90, e 10.10. 2007, n. 344 hanno facilitato il compito di chiarire le
competenze regionali con riferimento ai porti di rilevanza
regionale, dato che la Corte Costituzionale ha acclarato che la
competenza statale si ritiene operante solo nei porti sede di
Autorità portuale.
-
- Con riferimento alla concreta gestione dei porti che sono di
rilievo regionale secondo quanto statuito dalla Corte
Costituzionale, si richiedeva da molto tempo un intervento normativo
a livello regionale, nell'ambito del quale, opportunamente, fossero
ritagliate anche agli enti locali specifiche funzioni.
-
- La programmazione delle opere che dovranno essere realizzate
dalla costituenda Autorità sarà effettuata attraverso
il programma triennale ed annuale delle opere pubbliche, allegato al
bilancio di previsione dell'Autorità Portuale e approvato
dalla Giunta regionale; la progettazione ed esecuzione delle opere
portuali sarà effettuata dall'Autorità attraverso
l'Ufficio Regionale OO.MM., previo parere vincolante dei competenti
Comitati Portuali.
-
- 3. Effetti finanziari ed operativi del nuovo soggetto sul
bilancio regionale.
-
- La proposta di legge non produrrà effetti finanziari di
spesa sul bilancio regionale. L'Agenzia portuale regionale si
avvarrà di competente personale distaccato dalla Regione
Calabria e di personale degli enti territoriali interessati,
distaccato o comandato, nonché di personale delle Capitanerie
di Porto.
-
- Per l'istituzione dell'Autorità Portuale, alcune spese
avranno inoltre carattere una tantum per l'allestimento della sede e
degli uffici che saranno ospitati presso strutture immobiliari
patrimoniali .
-
Tutti i membri del Comitato portuale non percepiranno alcun gettone
di presenza ma, esclusivamente rimborsi spese per compiti
d'istituto.
-
- La proposta di legge potrebbe produrre effetti finanziari sulle
entrate sul bilancio regionale con riferimento all'attività
di gestione delle concessioni demaniali relative alle aree portuali
e la
-
riscossione dei relativi canoni.
-
- Sul punto, si fa presente che l'art. 9 del Decreto relativo al
cd. “federalismo demaniale” D.Lgs. 85/2010
(Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e
regioni di un proprio patrimonio, in attuazione all'art. 19 Legge
5.05.2009, n° 42) prevede, al momento della devoluzione
della competenza, un taglio dei trasferimenti statali oggi
effettuati in misura pari alla riduzione delle entrate erariali
riscosse relativamente a quel bene; a regime, quindi, la Regione,
una volta scontata la misura anzidetta, avrebbe la piena potestà
sui canoni demaniali.
-
- Per l'operatività del costituendo soggetto, si prevede un
organigramma composto da un direttore generale scelto fra persone di
certa e documentata esperienza di settore e da una dotazione del
personale tecnico ed amministrativo anche per implementazione
dell'Ufficio OO.MM., a cui si farà fronte senza oneri
aggiuntivi con personale distaccato dalla Regione e distaccato o
comandato dagli enti locali interessati.
-
- La proposta di legge, naturalmente, avrà impatto sotto il
profilo organizzativo e procedurale e prevede il coinvolgimento di
più soggetti istituzionali per la sua attuazione.
-
- In conseguenza dell'approvazione della presente proposta di
legge saranno modificate le competenze e le funzioni dei Comuni sede
di porti regionali e dell'Ufficio regionale opere marittime.
-
- L'Agenzia Portuale Regionale potrebbe essere istituita in tutti
i porti di interesse regionale ed interregionale con preminante
funzione commerciale, con compiti di indirizzo, programmazione e
coordinamento degli interventi riguardanti i porti stessi, nonché
di promozione e di sviluppo dei traffici marittimi regionali e di
tutte quelle attività che si esplicano nell'ambito dei porti.
Essa potrebbe coordinare, altresì, tutte le funzioni e i
compiti amministrativi trasferiti, delegati o attribuiti alla
Regione per la cura degli interessi marittimi e portuali
localizzabili nel territorio regionale, anche per adeguarli al Piano
Regionale dei Trasporti e per definire gli strumenti attuativi del
Piano stessi in relazione alle esigenze dei singoli porti.
-
- Per il conseguimento delle predette finalità, l'Agenzia
Portuale Regionale potrebbe proporre variazioni ed aggiornamenti dei
piani regolatori portuali e delle opere marittime, nonché
degli stessi strumenti urbanistici generali.
-
Si tratterebbe di compiti e funzioni preordinati alla gestione del
porto e delle aree ad esso adiacenti, in armonia con la
programmazione regionale in modo da coordinare, soprattutto, il
sistema portuale con il programma regionale di sviluppo.
- Tra i compiti ad essa affidati, un ruolo preminente assumerebbe
la redazione dei piani regolatori dei singoli porti, con la
formulazione di proposte per azioni, iniziative ed interventi
necessari per adeguare i piani regolatori portuali e le modalità
di utilizzazione delle aree portuali e, quindi, il sistema portuale
regionale, agli atti di programmazione regionale e locale.
-
-
In particolare, gli atti concessori riferiti all'uso delle aree
portuali dovrebbero essere coerenti con il Piano di sviluppo della
portualità regionale e con i piani regolatori dei singoli
porti.
-
- Inoltre, l'Agenzia svolgerebbe ogni azione ed intervento perché
gli atti e gli strumenti di programmazione regionale e locale
tengano conto del sistema portuale regionale e della gestione dei
singoli porti, nonché delle prospettive di sviluppo dei
medesimi, in relazione alle prevedibili esigenze dei traffici
marittimi, del turismo nautico e della pesca.
-
- L'Autorità assisterebbe, altresì, i competenti
Uffici regionali e la Giunta regionale nella cooperazione tra
Regione e Stato e tra Regione ed Enti locali per il coordinamento
delle norme statali e regionali che comunque possano interessare o
riferirsi ai beni demaniali marittimi, con particolare riguardo agli
strumenti urbanistici e ai piani paesistici, per la migliore tutela
dei beni ambientali e naturali.
-
-
Si attuerebbe, così, una struttura organizzatoria agile,
snella, scevra da interventi che possano penalizzare le scelte
economiche operate in materia di utilizzazione di aree portuali e di
banchine, nonché di servizi marittimi e portuali, avendo come
unico punto di riferimento lo sviluppo economico del porto nel
contesto delle esigenze del relativo hinterland.
-
- Nell'esercizio delle funzioni amministrative da parte della
Regione, concernenti le opere marittime relative ai porti
appartenenti alle categorie II, classi II e III, di cui al comma 7,
art. 5, della legge 28.1.1994, n° 84, l'Agenzia Portuale
Regionale coordinerebbe, altresì, la gestione delle opere
stesse e le funzioni ad esse attinenti, al fine di assicurare al
sistema delle opere portuali regionali una gestione unitaria ed
efficiente.
-
- L'Agenzia coordinerebbe, altresì, gli interventi e le
attività dei soggetti pubblici e privati relativi all'uso
delle opere realizzate, delle attrezzature installate e degli
impianti ivi esistenti, proponendo le iniziative necessarie per il
mantenimento dei porti, approdi, punti di approdo e punti di
ormeggio in condizioni di piena agibilità e funzionalità,
nonché per l'adeguamento delle strutture e degli impianti
alle crescenti esigenze del sistema dei trasporti regionale e
nazionale.
-
- Allo scopo di far fronte alle spese derivanti dalla gestione
dell' Autorità ed alla retribuzione del Direttore generale,
alla medesima sarà attribuita la competenza in materia di
canoni di concessione per la utilizzazione delle aree portuali, in
rapporto alla durata della concessione, agli investimenti previsti,
al valore delle aree e degli impianti utilizzabili, all'entità
dei traffici portuali ivi svolti ed ai profitti che ne possano
conseguire.
-
- Per quanto concerne, invece, i servizi tecnico-nautici
[pilotaggio, rimorchio, ormeggio e battellaggio] si manterrà
la competenza del competente Ministero, stante l'esigenza di
uniformità dei parametri che interessano la generalità
dei porti nazionali.
-
- Per contro, le funzioni di Polizia portuale e di sicurezza
prevista dagli artt. 62 e ss. Cod. nav. e 61 ss. Regolamento
Navigazione Marittima, resterebbero nella piena ed esclusiva
titolarità dell'Autorità marittima.
-
- 4. Note conclusive.
-
- La finalità della istituzione dell'Agenzia Portuale
Regionale è intimamente correlata alla possibilità di
una più agevole attuazione degli interessi economico-sociali
localizzabili nel territorio, con un raccordo più organico e
coerente agli altri strumenti mediante i quali si attua in concreto
la programmazione regionale, realizzando così una gestione
integrata del porto e delle aree destinate al complesso delle
iniziative produttive.
-
- La operatività di una struttura che si ponga come unico
punto di riferimento e di decisione per l'assetto del porto e delle
aree adiacenti e per le scelte relative agli insediamento
economico-produttivi, in un più ampio contesto regionale e
che sia in grado di valutare l'intera portata degli strumenti di
pianificazione e di attuazione del piano regionale dei trasporti,
rappresenta la sintesi di tutti gli organi ed Enti che, a vario
titolo, hanno competenze nell'amministrazione e nella gestione delle
aree portuali.
-
- È da sottolineare che nella misura in cui sarà
realizzata una cooperazione orizzontale tra tutti i soggetti
pubblici interessati, in modo leale e corretto, l'Agenzia Regionale
potrà più agevolmente conseguire quegli obiettivi di
economicità e produttività che sono alla base della
gestione portuale.
-
- La proposta di una legge regionale per l'istituzione di tale
Agenzia tende a prospettare una delle ipotesi percorribili in un
contesto di evoluzione del nostro ordinamento, teso a valutare
sempre meglio l'attuazione di idonei strumenti che consentano il
migliore raggiungimento degli interessi localizzabili in un
determinato territorio.
-
- È questa la ratio e, nel contempo, il limite, della
operatività di detta Agenzia , che potrebbe assumere un ruolo
propulsore di tutte le iniziative di carattere marittimo e della
attività che possano esplicarsi nell'ambito del porto e delle
aree adiacenti, con indubbi riflessi positivi per lo sviluppo
economico-sociale dell'intero territorio interessato.
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