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15 giugno 2012
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- Meeting a Trieste del progetto “Policy-oriented marine
Enviromental Research for Southern European Seas”
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- Tavolo di lavoro sull'impatto delle attività umane e
delle pressioni naturali nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero
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Ieri nella sede dell'Autorità Portuale di Trieste si è
svolto un importante tavolo di lavoro tra le Autorità
Portuali di Costanza, Istanbul, Barcellona, Pireo e Trieste e i
membri delle più importanti istituzioni scientifiche dei
Paesi europei in cui sono state approfondite le tematiche del
progetto PERSEUS (Policy-oriented marine Enviromental Research for
Southern European Seas), sostenuto dal Seventh Framework Programme
(FPs), il più importante strumento finanziario con il quale
l'Unione Europea supporta la ricerca e lo sviluppo di attività
inerenti le materie scientifiche.-
- Utilizzando gli strumenti forniti dalle scienze naturali e dalle
scienze socio-economiche, con il proposito di predire gli effetti a
lungo termine delle “pressioni” sull'ecosistema marino,
PERSEUS ha come obiettivo principale lo sviluppo di un'efficace ed
innovativa amministrazione dei mari, basata sulla ricerca
scientifica, che potrà essere un valido strumento per le
politiche degli Stati volte ad invertire il processo di degrado
della vita marina.
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- Uno degli strumenti che verrà elaborato nell'ambito del
progetto è il concept design di un'innovativa imbarcazione
per la ricerca scientifica e le operazioni di monitoraggio e
sorveglianza, espressamente studiata per operare in zone costiere e
portuali.
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- Ieri a Trieste si sono confrontati ricercatori di Italia,
Grecia, Spagna, Francia, Russia e Romania, che nell'ambito del
progetto lavorano su varie piattaforme sul mare per raccogliere più
dati possibili sullo stato del Mare Mediterraneo e del Mar Nero: si
studiano in tal modo i cambiamenti climatici e l'impatto
sull'ambiente, sia sulle coste che in mare aperto, per una
previsione climatica futura e per una prevenzione con eventuali
azioni. Una delle sfide del progetto è quella riguardante i
Paesi del sud-est del Mediterraneo (Egitto, Tunisia, ecc.), che
dovranno conformarsi alle nuove politiche europee di sostenibilità
e salvaguardia dei mari per migliorare lo stato del Mare
Mediterraneo nel corso dei prossimi cinque anni.
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- “È stato - ha rilevato il presidente dell'Autorità
Portuale di Trieste, Marina Monassi - un confronto importante tra
operatori della portualità e ricercatori anche perché
per la prima volta la scienza si pone quale punto di riferimento di
una politica marittima europea integrata per la zona del
Mediterraneo e del Mar Nero, attraverso una ricerca tecnologica i
cui risultati verranno utilizzati quale fondamento per fornire
raccomandazioni politiche a livello europeo. La politica volta alle
misure ambientali da adottare negli Stati membri conta moltissimo».

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