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15 giugno 2012
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- Nel 2011 la crescita dei container nei porti liguri è
stata del +2,6%
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- Il tasso di incremento è stato inferiore a quello
degli altri scali del West Med e dei porti del Northern Range
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Nell'excursus sulle economie delle regioni italiane pubblicato
questo mese dalla Banca d'Italia l'istituto rileva come nel 2011 i
porti liguri di Genova, La Spezia e Savona, avendo totalizzato un
aumento dei traffici dei container del +2,6% rispetto all'anno
precedente, abbiano registrato un incremento leggermente inferiore
rispetto a quello ottenuto dai porti del Mediterraneo occidentale di
Barcellona, Marsiglia e Valencia (+3,0%, in base ai dati
dell'European Sea Ports Organisation) e significativamente più
contenuto rispetto a quello dei porti del Nord Europa (+7,7%).-
- La crescita registrata dai porti liguri è dovuta allo
scalo di Genova, dove è stato sfiorato il livello massimo di
movimentazione precedente la crisi, e in minor misura a quello di La
Spezia, dove tale livello era già stato superato nel 2010.
Nel porto di Savona vi è stata una riduzione del movimento di
container.
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- Nel periodo 2003-2011 il tasso di crescita medio annuo dei porti
liguri (+2,8%) - ha rilevato la Banca centrale della Repubblica
Italiana - è stato pari a meno della metà di quello
degli scali del West Med (+6,3%). Nello stesso periodo i porti del
Northern Range, che movimentano volumi assai più elevati
rispetto agli scali del Mediterraneo, hanno registrato una crescita
media annua del +6,1%.
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- L'analisi evidenzia che nel 2011 il movimento complessivo di
merci presso i porti liguri ha registrato una leggera diminuzione
(-0,8%) e che il calo si è concentrato a La Spezia e a Genova
e nella componente delle rinfuse liquide. Nel primo trimestre del
2012 il traffico complessivo di merci è ulteriormente
diminuito del -4,8%. Nel primo trimestre del 2012 il solo traffico
di container in Liguria è rimasto stabile (+0,2%),
riflettendo la crescita presso il porto di Genova, compensata dalla
riduzione registrata presso gli scali di La Spezia e di Savona.
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- L'excursus della Banca d'Italia prende in esame alcune altre
realtà portuali regionali come quella della Toscana, dove i
porti hanno subito negativamente il rallentamento dell'attività
economica mondiale e nel 2011 hanno registrato un calo generalizzato
della movimentazione delle merci espressa in tonnellate, nel
complesso pari al -3,2% sul 2010. Questo risultato - spiega
l'analisi - è stato determinato dalla contrazione delle
rinfuse liquide e solide (tra cui prodotti petroliferi,
metallurgici, carbone), solo in parte compensata dall'aumento delle
altre merci, comprese quelle in contenitori. Il volume movimentato
di questi ultimi, esclusi i trasbordi, è salito del +2,7%. Il
numero dei passeggeri ha continuato a ridursi (-3,9%).
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- In Veneto il traffico di passeggeri nel porto di Venezia è
cresciuto a ritmi elevati (+8,8% sul 2010), in particolare nel
segmento della crocieristica (+11,1%). Nel primo trimestre del 2012
il movimento passeggeri nel porto ha però registrato un
rallentamento.
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- Nel 2011 i traffici commerciali presso gli scali portuali della
Campania sono diminuiti. Nel porto di Napoli è stato
registrato un calo delle merci e dei container (-4,2% e -1,1%
rispettivamente) che ha più che compensato gli incrementi
rilevati nello scalo salernitano. Il traffico passeggeri è
rimasto pressoché costante (-0,4%), mentre il numero di
croceristi ha ripreso a crescere (+14,1%) dopo il calo del 2010.
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- Nelle Marche, lo scorso anno il traffico di merci nel porto di
Ancona è diminuito dell'1,3% (-2,9% nell'anno precedente). Il
traffico dei contenitori, al contrario, è ulteriormente
aumentato (+9,3%), raggiungendo la quota dell'11,0% sul totale delle
merci movimentate. Il numero di passeggeri è diminuito del
-6,1%, principalmente a causa della riduzione del traffico sui
traghetti, in particolare quelli che collegano la Grecia. Sono
aumentati i passeggeri in transito sulle navi da crociera (6,5%) che
ora rappresentano il 9,3% del totale.

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