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20 giugno 2012
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- Il Comitato Portuale di Livorno ha dato il via libera al
piano regolatore del porto
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- Ora il progetto dovrà essere sottoposto alla procedura
di valutazione ambientale
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Oggi il Comitato Portuale di Livorno, con soli quattro voti
contrari espressi da alcuni rappresentanti dei lavoratori, ha
approvato la delibera di pre-adozione del nuovo Piano regolatore del
porto, che ora potrà essere sottoposto alla procedura di
valutazione ambientale strategica. Il percorso che porterà
all'approvazione del progetto - ha ricordato l'Autorità
Portuale - prenderà avvio dalle consultazioni con i soggetti
competenti in materia ambientale, che avranno tempo 60 giorni dalla
ricezione del disegno del nuovo ambito portuale per far pervenire i
contributi e i pareri necessari alla stesura del rapporto
ambientale.-
- Esprimendo piena soddisfazione per l'esito della votazione, il
sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ha invitato i rappresentanti
dei lavoratori a non sovrapporre il tema della programmazione del
porto, che il Piano Regolatore Portuale incardina all'interno di un
percorso amministrativo che vede impegnati vari soggetti
istituzionali, alla questione cogente della crisi occupazionale, che
- ha detto Cosimi - «mi auguro possa essere affrontata in un
clima di sereno confronto».
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- La principale novità della proposta di Piano regolatore è
rappresentata dal porto passeggeri per i traghetti e la
crocieristica, che non avrà più soltanto a
disposizione la parte più antica e più vicina al
centro storico e alla città, ma potrà beneficiare di
nuovi spazi su tutto il Molo dalla Calata Pisa e Orlando sino
all'Alto Fondale. «Una simile disposizione - ha sottolineato
il presidente dell'Autorità Portuale, Giuliano Gallanti - non
inciderà negativamente sul traffico dei forestali. Gli
accosti 43, 44 e 45 dell'Alto Fondale rimarranno per il momento in
uso ai traffici della cellulosa, perlomeno sino a che non sarà
resa operativa la sponda nord del Molo Italia». Gli accosti
dedicati al traffico forestale copriranno invece un'area vasta che
va dalla radice dell'Alto Fondale alla sponda sud della Darsena
Ugione, comprendendo tutto il Molo Italia e la Calata del Magnale.
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- Così come per la cellulosa, anche per le autostrade del
mare - il principale traffico dello scalo labronico - viene prevista
una concentrazione di ro-ro, trailer e auto nuove nelle aree del
porto industriale della darsena Inghirami, della calata Bengasi, e
della prima metà della sponda ovest del Canale industriale,
sino al limite delle aree in concessione a Sintermar. In alternativa
se ne prevede lo spostamento alla Piattaforma Europa, una volta che
sarà stata realizzata.
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- Inoltre il progetto prevede che l'area multipurpose rimanga
sulla sponda est della darsena Toscana, collegandovi però le
aree di proprietà di FS, il terminal Paduletta e la parte
terminale della sponda ovest della darsena toscana a partire dal
dente di attracco poppiero. Il traffico delle rinfuse solide,
invece, dalla Calata Orlando verrà spostato nella parte più
interna della sponda est della Darsena Toscana.
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- È previsto anche uno sviluppo della cantieristica, con il
cantiere Benetti per i grandi yacht e il consolidamento dei piccoli
cantieri in Darsena Pisa e Calafati, in attesa di una soluzione
alternativa (è probabile - ha specificato l'ente portuale -
che vengano sposati lungo la Calata del Magnale, nelle aree Enel).
L'Autorità Portuale ha ricordato infine che, in attesa che
gli enti locali e governativi si pronuncino sulla questione della
destinazione d'uso dell'area dei bacini, rimane aperta anche la
possibilità di una ripresa del settore delle riparazioni
navali, tema sul quale il precedente Comitato Portuale aveva dato
mandato al presidente dell'authority di approfondire, d'intesa con
il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli aspetti di
criticità evidenziati dall'ultimo studio del Rina.

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