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25 giugno 2012
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- Presentato l'ampliamento del parco ferroviario del porto di
Venezia
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- Nuovo sistema di collegamenti via treno con gli interporti di
Padova e Verona
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Oggi, alla presenza dell'amministratore delegato del gruppo
Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, dell'amministratore
delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Michele Mario Elia, e delle
autorità veneziane e venete, è stato presentato
l'ampliamento dello scalo ferroviario a servizio del porto di
Venezia realizzato dall'Autorità Portuale di Venezia presso
l'isola portuale di Marghera, in collaborazione con Rete Ferroviaria
Italiana, con un investimento di 12,2 milioni di euro cofinanziato
per 900mila euro dall'Unione Europea attraverso il programma TEN-T
(Trans European Transport Network).-
- L'intervento ha visto la realizzazione di sette nuovi binari,
tre dei quali elettrificati, più un ulteriore ottavo binario
a servizio dell'isola portuale e di due tronchini per il ricovero
dei locomotori. A regime, lo scalo di Marghera potrà
garantire complessivamente un traffico di 50 treni al giorno per una
lunghezza massima dei convogli pari a 700 metri. I lavori, affidati
all'A.T.I. costituita dalle imprese Impresa Coletto, Agrideco e
Co.rac.fer. e coordinati dalla Direzione Tecnica dell'Autorità
Portuale, sono durati tre anni inclusa anche un'importante attività
di bonifica delle aree interessate dalla realizzazione delle
infrastrutture. Il progetto è frutto dell'Accordo Quadro tra
Regione del Veneto, Comune di Venezia, Autorità Portuale di
Venezia e Rete Ferroviaria Italiana.
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- L'Autorità Portuale ha reso noto che il raddoppio del
parco ferroviario ha consentito di attivare già FS Cargo per
mettere a punto un nuovo sistema di collegamenti via treno che metta
in relazione diretta il porto di Venezia con i due principali
interporti veneti: Padova e Verona. Si ipotizzano tre treni a
settimana tra Padova e Venezia e una navetta settimanale per Verona
che dovranno essere messi a punto entro settembre con il
raggiungimento dei nuovi pescaggi nei canali portuali e quindi con
l'arrivo di navi portacontainer più grandi. Il porto di
Venezia - ha sottolineato l'ente portuale - potrà quindi
offrire alle imprese e alle compagnie di navigazione una raddoppiata
capacità di inoltro pari a 720 container teu a settimana
(12.800 tonnellate di merce).
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- «Siamo coscienti, e tutte le analisi, compresa quella
redatta dalla società “MDS Transmodal”, lo
indicano - ha spiegato il presidente dell'Autorità Portuale
di Venezia, Paolo Costa - che il definitivo reinserimento di Venezia
tra i grandi porti mediterranei (entro il sistema NAPA) passa
attraverso la capacità di inoltro/ricevimento della merce
unitizzata (container o casse mobili) via ferrovia e, nel nostro
caso, anche per acque interne (fino a Mantova oggi, fino a
Pizzighettone e Milano, domani). Per tale motivo è compito
del porto di Venezia prepararsi a gestire e movimentare almeno il
30% del traffico portuale via treno o chiatte. Una strategia che non
è alla portata del solo porto e che può e deve venire
fatta propria da un (costituendo) sistema logistico unico che si
avvalga delle due eccellenze interportuali venete: Padova e Verona.
La costituzione di un'unica area doganale che faccia muovere i
container tra Venezia, Padova e Verona in una logica da sportello
unico doganale - ha concluso Costa - è passo obbligato
assistito dall'articolo 46 del decreto legge 201 Salva Italia.
L'accordo annunciato oggi ne è solo il primo passo».

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