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11 luglio 2012
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- Interrogazione parlamentare per risolvere i problemi causati
alle agenzie marittime dal decreto Salva Italia
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- È stata presentata dal deputato Roberto Cassinelli
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Il decreto legge Salva Italia, nella parte che definisce l'uso
del denaro contante, ha creato grosse difficoltà per le
agenzie marittime. Lo sostiene il deputato Roberto Cassinelli
(Popolo della Libertà) in un'interrogazione al ministro
dell'Economia e delle Finanze, carica ricoperta dallo stesso primo
ministro Mario Monti che però oggi ha proposto al presidente
della Repubblica di lasciare l'interim per assegnare la guida del
dicastero a Vittorio Grilli.-
- «La cosiddetta “cassa-nave” - ha spiegato
Cassinelli - è la dotazione di denaro consegnata al
comandante di una nave al suo arrivo in porto: l'espletamento del
servizio consiste nella disposizione da parte dell'armatore di un
bonifico in favore del raccomandatario marittimo il quale preleva in
contanti dalla banca l'importo oggetto di bonifico e lo consegna al
comandante della nave di proprietà dell'armatore; il
decreto-legge n. 201 del 2011 (salva-Italia) che modifica l'articolo
49 del decreto-legge n. 231 del 2007 per quanto riguarda l'uso del
denaro contante ha creato grosse difficoltà per le agenzie
marittime: il limite di 999,99 euro introdotto dal decreto - ha
sottolineato il parlamentare - è del tutto insufficiente e,
in molti casi, per l'espletamento del servizio si sono venute a
creare enormi criticità operative, con il comandante che deve
essere accompagnato dal raccomandatario marittimo in banca per
l'identificazione e il prelievo del denaro, con tutte le
problematiche che comporta distrarre il comandante stesso dalle
numerose incombenze e responsabilità che ha durante
l'attracco e la permanenza della nave in porto».
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- «Per le navi di linea i cui comandanti tornano con
regolarità nei porti - ha precisato Cassinelli - si è
cercato di risolvere la problematica in oggetto dotandoli di una
carta di credito che però ha fatto riscontrare diverse
criticità sia per i limiti di capienza delle carte stesse sia
per la quasi totale impossibilità di utilizzo per i pagamenti
che il comandante deve effettuare (esempio acquisto di piccole
provviste di bordo o corresponsione degli stipendi ai marittimi in
sbarco e altro). Per le navi tramp, navi da carico impegnate in
trasporti e rotte occasionali, che in molti casi, quindi, attraccano
in porto una sola volta, e per le navi che arrivano nel week-end con
le banche chiuse il problema è molto più difficile da
risolvere».
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- Cassinelli ha evidenziato che «il settore dello shipping,
in una fase di grave crisi economica, non può essere
ulteriormente penalizzato da incombenze burocratiche che costringono
a destinare a tale compito importanti risorse umane ed economiche
laddove tale normativa non arrivi addirittura a far perdere una
funzione peculiare dell'attività del raccomandatario
marittimo».
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- Nell'interrogazione il deputato ha chiesto «quali
iniziative il governo intenda assumere per risolvere la situazione,
assumendo iniziative normative per introdurre una deroga alla
normativa che permetta all'Agenzia delle Dogane di operare come
tramite tra il raccomandatario marittimo e il comandante, svolgendo
l'attività di identificazione del soggetto (raccomandatario)
che consegna la somma di denaro eccedente la soglia di legge e del
soggetto che la percepisce (comandante della nave), mentre ora
prevede come tramite solamente le banche, gli istituti di moneta
elettronica e le poste, oppure una specifica deroga a favore della
categoria dei raccomandatari marittimi limitatamente alle operazioni
di cassa-nave».

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