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25 luglio 2012

La Regione Puglia pone tre condizioni per la regionalizzazione di Ferrovie del Sud Est

L'ente vuole vederci chiaro nei conti dell'azienda ferroviaria

La Regione Puglia ha posto al governo tre condizioni affinché la proprietà l'azienda ferroviaria Ferrovie del Sud Est (FSE), oggi controllata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia trasferita all'ente regionale. Il decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese” ha previsto l'attivazione delle procedure per il trasferimento della proprietà delle Ferrovie del Sud Est dallo Stato alla Regione Puglia, garantendo una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro della società, a condizione che entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto (se convertito in legge), e quindi entro il 24 agosto, sia sottoscritto tra ministero e Regione l'accordo di trasferimento. In tal caso la regionalizzazione dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre.

L'assessore ai Trasporti della Regione, Guglielmo Minervini, ha reso noto che nel corso dell'incontro di ieri al ministero l'istituzione regionale ha posto tre condizioni per la definizione dell'accordo di trasferimento, «tutte riconducibili - ha spiegato - allo stato di salute della società». Minervini ha comunque evidenziato che «le Ferrovie del Sud Est sono un pilastro portante della mobilità pubblica pugliese: muovono ogni giorno - ha ricordato - 60mila persone e occupano 1.500 addetti» ed ha sottolineato che la Regione è pronta a rilevare la società «per realizzare l'obiettivo strategico dell'integrazione delle cinque ferrovie pugliesi all'interno di un unico sistema, ma - ha precisato - abbiamo posto al ministero, attuale azionista unico della società, tre condizioni perché questo possa avvenire».

«La prima - ha specificato Minervini - è che il ministero sottoscriva l'accordo transattivo con la Regione, che la giunta ha già deliberato a maggio, riguardante un credito vantato dalle FSE nei confronti della Regione Puglia pari a 130 milioni di euro, sul quale si è già pronunciato il TAR riconoscendo le nostre ragioni». Tanto - ha ricordato l'assessore - è derivato dal fatto che nel 2009 la Regione determinò in favore delle imprese di trasporto pubblico locale l'importo di compensazione secondo gli indici previsti dalla legge. Le disposizioni governative prevedono che il corrispettivo dei contratti di servizio, con i quali è regolata l'erogazione del trasporto pubblico, venga aggiornato ogni anno agli indici di inflazione. La società FSE, dichiarando insufficiente l'ammontare del corrispettivo riconosciuto, propose ricorso dinnanzi al TAR di Bari che, a giugno del 2011, respinse integralmente le pretese della società. FSE ha sempre iscritto in questi anni i crediti vantati dalla Regione nel loro bilancio. Così si è generato uno squilibrio gestionale-finanziario che si è andato accentuando nel corso degli anni, fino a raggiungere - ha osservato Minervini - proporzioni preoccupanti. Contro la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, FSE ha proposto ricorso in Consiglio di Stato che ha sospeso gli effetti della sentenza del tribunale amministrativo e riprenderà la discussione della causa a dicembre.

«La seconda condizione - ha continuato Minervini - riguarda la definizione delle pendenze relative ai contenziosi con il personale, che si trascina dal 2000 e attiene a questioni legate al periodo di gestione ministeriale. Queste appesantiscono il bilancio della società per una cifra vicina ai 50 milioni di euro. Questa materia, tutta interna al rapporto tra ministero e società, abbiamo chiesto sia definita prima del passaggio alla Regione della società e ci sembra di aver incontrato una certa disponibilità del ministero».

La terza condizione - ha proseguito l'assessore - deriva dalle prime due: «abbiamo il dubbio - ha chiarito - che queste problematiche non possano essere le uniche, per questo motivo abbiamo chiesto e ottenuto dal ministero la realizzazione della due diligence, uno strumento che riteniamo per fare chiarezza sulla situazione effettiva dei conti».

«Le condizioni - ha concluso Minervini - non sono un pretesto per far saltare accordo; la Regione ha sollevato le problematiche e si è assunta finora l'onere per affrontare e risolvere il problema, ma ciò non sarebbe possibile se venisse fuori una situazione debitoria sensibilmente diversa da quella percepita. La relazione con il governo si è svolta finora in termini di lealtà e correttezza istituzionale; non possiamo pagare gestioni delle quali noi non abbiamo nessuna responsabilità, e per questo motivo respingiamo sin da ora ogni tentativo di ripianare la situazione facendo ricorso ad altre risorse destinate a investimenti e infrastrutture, come i fondi Fas».

L'assessore al Bilancio della Regione, Michele Pelillo, ha reso noto che ieri la giunta regionale ha autorizzato il servizio controlli ad aprire la due diligence sui conti FSE. «Una verifica - ha confermato - sullo stato economico, finanziario, patrimoniale e gestionale della società. Occorre però far presente che nel patrimonio di FSE non ci sono i terreni su cui corrono i binari, le stazioni e tutte le pertinenze, che in questi giorni stanno passando anche dal punto di vista burocratico, al demanio ferroviario regionale, quindi alla Regione Puglia. La verifica puntualizzerà così la consistenza di attivi e passivi e del patrimonio della società, che possiede in parte il materiale rotabile e gestisce il personale».

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