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11 ottobre 2012

Imbarco eccezionale nel porto di Marina di Carrara

In partenza il primo dei cinque giganteschi moduli industriali realizzati nel cantiere retroportuale di GE Oil & Gas - Nuovo Pignone

Ieri nel porto di Marina di Carrara è stato imbarcato sulla nave Yamato della giapponese NYK-Hinode Line il primo dei cinque giganteschi moduli industriali integrati con una megaturbina costruiti nel cantiere retroportuale di Avenza (Massa Carrara) della General Electric Oil & Gas - Nuovo Pignone. Il modulo servirà alla generazione di energia elettrica per il progetto “Gorgon”, finalizzato alla produzione di gas naturale liquefatto in Australia, a Barrow Island, all'interno di un'area protetta.

Il modulo ha le dimensioni di un palazzo di sei piani: pesa 2.300 tonnellate, è lungo 50 metri, largo 21 e alto 25 metri. Il trasporto dall'area retroportuale al porto è stato effettuato dalla società Mammoet utilizzando un carrello su 576 ruote. Per la realizzazione di questa commessa, del valore complessivo di 1,7 miliardi di dollari, la Regione Toscana, la Provincia di Massa-Carrara, il Comune di Carrara, il Comune di Massa, Nuovo Pignone Spa e la Porto di Carrara Spa hanno sottoscritto il Protocollo per lo sviluppo, l'industrializzazione ed il consolidamento occupazionale del polo industriale “Nuovo Pignone” di Massa-Carrara. Alla base dell'accordo vi è un progetto industriale presentato da Nuovo Pignone, azienda che fa parte del gruppo multinazionale General Electric Oil&Gas, storicamente insediata nell'area con uno stabilimento e vari magazzini. In particolare, i nuovi investimenti hanno consentito lo sviluppo di piattaforme tecnologiche per l'assemblaggio di grandi “moduli energetici” composti da macchinari prodotti da Nuovo Pignone negli stabilimenti di Firenze e Massa Carrara. Attrezzando una nuova area alle spalle del porto di Carrara, l'azienda ha potuto integrare la propria filiera produttiva nel territorio toscano, potendo curare la realizzazione di singoli componenti come compressori e turbine, l'assemblaggio e collaudo di vere e proprie mini centrali energetiche, fino alla spedizione via nave.

L'intero progetto - ha sottolineato l'Autorità Portuale di Marina di Carrara - ha avuto ripercussioni positive anche per il porto di Marina di Carrara ed il suo indotto, in quanto è stato richiesto il coinvolgimento attivo di tutti quanti a vario titolo operano all'interno del porto ed in particolare dell'impresa portuale Porto di Carrara Spa che ha fornito spazi, servizi di movimentazione e logistica ed ha effettuato le operazioni di imbarco dei moduli assemblati. «Questo eccezionale imbarco - ha rilevato il presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Messineo - dimostra che il valore strategico di un porto, a beneficio dell'economia del un territorio che lo ospita, non dipende solo dalle dimensioni delle sue infrastrutture quanto, piuttosto, dall'efficienza della sua organizzazione e delle sue connessioni con i siti produttivi. Se l'area industriale di Carrara non avesse goduto di un simile sbocco a mare, la commessa di General Electric, con le sue notevolissime ricadute in termini di sviluppo economico ed occupazionale, sarebbe stata inevitabilmente destinata ad un altro sito di produzione all'estero».


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