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17 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:27 GMT+2



18 ottobre 2012

Trasportounito è pronta a nuove azioni di protesta in mancanza di risposte concrete dal governo

Sabato a Genova si terrà l'assemblea dell'associazione sindacale

Il sottosegretario ai Trasporti, Guido Improta, ha convocato per il prossimo 26 ottobre un incontro con i rappresentanti degli autotrasportatori con l'obiettivo di trovare risposte ai problemi che gravano sulla categoria. Da parte sua Trasportounito non nasconde di nutrire poche speranze su un esito positivo delle riunione: «attendiamo - ha spiegato il presidente dell'associazione sindacale, Franco Pensiero - l'incontro fissato con il sottosegretario Improta, per la fine del mese di ottobre, ma le speranze di ottenere risultati tangibili sono, alla luce delle recenti esperienze, davvero scarse».

L'incontro del 26 ottobre vedrà Trasportounito già pronta ad avviare nuove azioni di protesta: sabato prossimo, infatti, alle ore 9.30 al Centro congressi Novotel a Genova si terrà l'assemblea dell'associazione, che sarà chiamata a confermare la delibera assunta dal consiglio nazionale in merito all'avvio delle nuove azioni di protesta. Inoltre l'assemblea metterà anche a punto la nuova piattaforma di rivendicazioni di emergenza che saranno presentate al governo e che – ha sottolineato l'associazione - rappresenta davvero l'ultima spiaggia.

Intanto, in previsione dell'assemblea di sabato, Trasportounito ha definito il seguente “manifesto” in cui presenta al governo alcune rivendicazioni dei propri associati:

Caro Presidente Monti,

siamo 120.000 imprese e occupiamo 1 milione di operatori (oltre indotto), produciamo il 7% del PIL nazionale e operiamo per consegnare il 90 % dei prodotti che arrivano nelle case dei cittadini Italiani, subendo i limiti infrastrutturali del nostro Paese e sopperendo alla mancanza di forme alternative di trasporto.

Riceviamo in cambio il continuo aumento delle Accise sul gasolio, il mancato controllo sulle speculazioni di Autostrade e Assicurazioni, sopportiamo lunghe attese (non pagate), ritardati o mancati pagamenti e la committenza non ci riconosce nemmeno i Costi di Esercizio.

Per competere con gli irregolari (che nessuno ferma), viaggiamo sotto costo e regaliamo alla committenza anche le agevolazioni che riceviamo dallo Stato.

La L. 127/2010 doveva riconoscere costi minimi di esercizio ad un mercato dei trasporti regolamentato e libero: ma a noi è arrivata solo confusione, conflittualità con la committenza e forse anche incongruità sugli studi di settore.

Facciamo ancora viaggiare i camion per mantenere gli impegni assunti con gli autisti e perché alle banche non conviene farci chiudere.

Basterebbero pochi provvedimenti di Legge, correttivi della normativa di settore che non funziona, per ridare ordine e sicurezza ad un settore economico fondamentale per l'economia del Paese, che non può rimanere completamente deregolamentato.

Chiediamo con urgenza che gli organi competenti controllino e sanzionino la committenza irregolare, che non paga nei termini di legge e non riconosce i costi minimi di esercizio.

SENZA INTERVENTI URGENTI
L'AUTOTRASPORTO ITALIANO CHIUDE:
E POI?

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