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17 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:11 GMT+2



30 ottobre 2012

La DG Move ha pubblicato uno studio sull'impatto sulla sicurezza marittima determinato dai certificati di esenzione dal pilotaggio

I risultati di un sondaggio tra gli stakeholder del settore

La direzione generale Mobilità e Trasporti della Commissione Europea ha pubblicato oggi uno studio sull'impatto sulla sicurezza marittima derivante dalla concessione dei certificati di esenzione dal pilotaggio in alcuni scali portuali europei che è stato elaborato da Pwc in collaborazione con Panteia per conto della Commissione UE in vista di un'indagine on-line sull'impatto di tali certificati che la stessa Commissione Europea avvierà nelle prossime settimane, a cui seguirà all'inizio del 2013 una riunione consultiva con le parti interessate.

La prossima indagine della Commissione ricade nel quadro delle azioni poste in atto da Bruxelles per definire un quadro chiaro e omogeneo per il rilascio dei certificati di esenzione dal pilotaggio nei porti europei. La Commissione UE ha evidenziato infatti che i servizi di pilotaggio possono creare problemi principalmente alle navi che operano su rotte brevi e che fanno regolarmente scalo negli stessi porti, in molti dei quali l'assistenza di un pilota locale è imposta dalla legge. Alcuni nazioni europee - ha ricordato la Commissione - offrono un Pilotage Exemption Certificate (PEC), mentre altri impongono l'osservanza di requisiti che rendono difficile il rilascio di tale certificato di esenzione dal pilotaggio. Obiettivo della Commissione è di indurre gli Stati UE ad istituire regole che agevolino il rilascio delle esenzioni dal pilotaggio semplificando le normative vigenti e consentendo a tutti gli operatori che effettuano frequenti servizi di trasporto marittimo di chiedere ed ottenere i PEC con maggiore facilità.

La questione dei servizi tecnico-nautici, incluso il pilotaggio, e delle loro tariffe è stata recentemente riproposta in Italia dall'Autorità Portuale di Venezia che contesta il fatto che la sicurezza marittima obblighi a fornire questi servizi in regime di monopolio. Lo “Study on Pilotage Exemption Certificates” pubblicato oggi dalla DG Move presenta un'analisi delle modalità con cui vengono forniti i servizi di pilotaggio nelle nazioni dell'UE e illustra i risultati di un'indagine sull'impatto dei PEC sulla sicurezza marittima condotta per rilevare l'opinione degli stakeholder. Dall'indagine risulta che il pilotaggio ha un'indubbia connessione con la sicurezza e che la sicurezza è addotta come motivazione da coloro che sono contrari alla concessione di esenzioni dal pilotaggio. Lo studio evidenzia che, alla richiesta di definire se sia stato positivo, neutro o negativo l'impatto dei PEC sulla sicurezza, i partecipanti al sondaggio abbiano risposto in maniera tutt'altro che univoca: da un lato oltre il 60% dei piloti ritiene che i certificati di esenzione abbiano un impatto negativo sulla sicurezza, il 23% dei piloti ritiene che l'impatto sia positivo e il 15% che non abbia alcuna conseguenza sulla sicurezza, dall'altro il 59% delle Autorità Portuali e delle istituzioni e imprese che gestiscono porti reputano che i PEC non abbiano alcun impatto sulla sicurezza, mentre meno del 25% valuta che i certificati abbiano un impatto negativo.

Lo studio rileva inoltre che, se le autorità nazionali ritengono che non si verifichino rilevanti variazioni del livello della sicurezza marittima con la concessione dei PEC, tuttavia, prendendo in considerazione le diverse aree geografiche europee, le autorità nazionali dell'area mediterranea risultano più riluttanti a concedere i certificati di esenzione dal pilotaggio perché ritengono che abbiano un impatto negativo sulla sicurezza della navigazione.

Da parte delle compagnie di navigazione è stata espressa una valutazione più positiva dell'impatto dei PEC sulla sicurezza, in quanto hanno evidenziato come i certificati di esenzione vengano concessi solo quando i comandanti delle navi hanno acquisito un determinato livello di esperienza e che, pertanto, la possibilità che siano coinvolti in incidenti è molto bassa.

Le Autorità Portuali, i comandanti dei porti e i piloti che hanno partecipato al sondaggio, hanno sottolineato come la gran parte delle questioni relative alla sicurezza sia legata a problemi di comunicazione, come ad esempio ad una scarsa conoscenza della lingua che provoca malintesi, ad una limitata esperienza e comprensione delle specificità locali e ambientali e ad altri fattori come ad esempio pressioni economiche che potrebbero indurre i comandanti delle navi a compromettere la sicurezza. Nel complesso, però, se la maggior parte dei porti non intravede alcun svantaggio derivante dalla concessione dei PEC, i piloti sono quasi unanimi nell'opporsi ad una loro applicazione più estesa.

Commentando il contenuto dello studio, il segretario generale dell'European Sea Ports Organisation (ESPO), Patrick Verhoeven, ha rilevato che presenta una serie di informazioni utili, ma ha sottolineato che, dato che un quadro comune dell'UE per la concessione dei PEC può essere utile al fine di evitare decisioni casuali e garantire parità di condizioni, lo studio avrebbe dovuto essere focalizzato sui principi generali piuttosto che sul fornire dettagliate misure prescrittive.




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