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13 dicembre 2012

Tondo (Regione Friuli Venezia Giulia): « se e a Trieste si ritiene incompatibile il rigassificatore, si metta una pietra sopra»

Il presidente dell'ente ha invitato ad affrontare in alternativa il tema dello sviluppo senza questa prospettiva

La Regione Friuli Venezia Giulia non deve fare alcun passo indietro rispetto al rapporto tra il porto di Trieste e la prospettiva di una sua coesistenza con un rigassificatore. Lo ha sottolineato il presidente dell'ente regionale, Renzo Tondo, partecipando ieri sera ad una tavola rotonda sul tema “Il porto è il futuro di Trieste. Il ritorno della cultura marinara per il rilancio dei traffici con il Nordest e l'Europa centrale” organizzata dal quotidiano “Il Piccolo” e dagli Ordini professionali e Collegi della Provincia che aderiscono al Tavolo delle Professioni Trieste - Tavolo di lavoro dei professionisti per il futuro della città.

«Non c'è alcun passo indietro da fare - ha spiegato Tondo - perché l'attuale giunta regionale non ha mai fatto passi avanti. Non ci sono - ha precisato - atti della giunta Tondo sul rigassificatore, che ha iniziato il suo percorso autorizzativo con la giunta precedente, quella presieduta da Illy con assessore l'attuale sindaco di Trieste Cosolini».

Nel suo intervento, riferendosi alla protesta contro il rigassificatore di Zaule che lunedì scorso ha impedito lo svolgimento di un incontro pubblico al quale avrebbe dovuto partecipare il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il presidente della Regione ha manifestato compiacimento per poter esprimere la propria opinione pacatamente in occasione della tavola rotonda. «Due giorni fa - ha denunciato Tondo - questo è stato impedito con la violenza, cosa che non dovrebbe mai accadere».

Riferendosi poi alla più recente presa di posizione dell'Autorità Portuale di Trieste sul rigassificatore, illustrata dall'ente in una lettera al ministro Clini ( dell'11 dicembre 2012), Tondo ha rilevato che «alla contrarietà degli enti locali si è aggiunta quella dell'Autorità Portuale e se ne deve prendere serenamente atto. Quindi - ha aggiunto - se e a Trieste si ritiene incompatibile il rigassificatore, si metta una pietra sopra e si affronti il tema dello sviluppo senza questa prospettiva».

Parlando quindi dello sviluppo del porto di Trieste e della necessità di spazi anche per il traffico delle merci varie, Tondo ha avanzato la proposta di prendere in considerazione la riconversione della Ferriera utilizzandone gli spazi per lo sviluppo portuale. «Ci mancherebbe - ha detto - che un presidente di Regione a statuto speciale fosse contrario a sdemanializzazioni. Sono favorevole - ha specificato Tondo - alla sdemanializzazione di singole parti di Porto Vecchio, per fasi successive in un quadro di garanzie giuridiche e legislative. Le risorse derivate dall'operazione si possono destinare alla riconversione a funzioni portuali dell'area della Ferriera».

Il presidente della Regione ha toccato anche il problema della competitività dello scalo giuliano di fronte ai costi e alle imposizioni fiscali sensibilmente più favorevoli nella vicina Slovenia che vede Capodistria in grande sviluppo. «Chi è chiamato a rappresentarci nell'europarlamento - ha evidenziato Tondo - dovrebbe farsi carico di affrontare questi problemi che ci penalizzano in modo significativo e non solo nel settore della portualità». «In ogni caso - ha concluso - dobbiamo renderci conto che Trieste deve essere vista come parte di un grande e coordinato sistema portuale dell'Alto Adriatico. Altrimenti la concorrenza con i grandi porti del Nord Europa resta lontana dalla realtà».

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Vincenzo Miele

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