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20 marzo 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:05 GMT+1



20 novembre 2014

Nel 2013 le merci trasportate via mare nel mondo sono ammontate a 9,6 miliardi di tonnellate (+3,8%)

Il traffico containerizzato movimentato dai porti è stato di 651,1 milioni di teu (+5,6%)

Nel 2013 il volume complessivo delle merci trasportate per via marittima in tutto il mondo è stato di circa 9,6 miliardi di tonnellate, con un incremento del +3,8% sull'anno precedente, crescita che riflette l'incerta ripresa dell'economia mondiale. Lo evidenzia lo studio “Review of Maritime Transport 2014”, l'ultimo rapporto sul settore dei trasporti marittimi mondiali pubblicato oggi dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), che sottolinea come il trasporto marittimo costituisca la spina dorsale degli scambi commerciali internazionali e dell'economia globale essendo trasportato via mare circa l'80% del commercio mondiale in volume ed oltre il 70% del commercio mondiale in valore.

Lo scorso anno gran parte dell'aumento del commercio per via marittima - precisa il documento - è stato generato dalla crescita dei volumi di merci secche, in particolare di rinfuse, cresciute del +5,6%. Identico è risultato l'aumento del traffico containerizzato movimentato dai porti mondiali, che lo scorso anno è salito ad un totale pari a 651,1 milioni di container teu.

Per ciò che riguarda la consistenza della flotta mondiale, il rapporto spiega che all'inizio di quest'anno è stata raggiunta una capacità complessiva pari a 1,69 miliardi di tonnellate di portata lorda a seguito di una crescita del +4,1% registrata nel 2013. Le navi portarinfuse rappresentano il 42,9% del tonnellaggio totale, seguite dalla petroliere (28,5%) e dalle portacontainer (12,8%). Lo studio segnala che questo tasso di crescita risulta inferiore a quello rilevato in uno qualsiasi degli ultimi 10 anni e che l'andamento nei primi mesi del 2014 indica un tasso di crescita ancora più contenuto per il 2014, rallentamento determinato dalla fase di declino del più rilevante ciclo storico del settore della costruzione navale che ha raggiunto il suo picco nel 2012. Il rapporto specifica che invece, in merito alle future consegne di nuove navi, lo scorso anno, per la prima volta dalla crisi economica e finanziaria del 2008, il portafoglio ordini è lievemente aumentato per la maggior parte delle tipologie di navi; tuttavia, dopo il precedente significativo calo - sottolinea il rapporto dell'UNCTAD - ci vorrà del tempo prima di tornare ad una ripresa degli ordini di navi che prefiguri l'inizio di un nuovo ciclo di costruzioni navali.

L'edizione 2014 della Rassegna del trasporto marittimo realizzata dall'UNCTAD introduce una nuova analisi relativa alla proprietà della flotta, distinguendo tra il concetto di “nazionalità del proprietario finale” e di “sede della proprietà effettiva”, con il secondo che identifica la sede della società di riferimento primario, cioè la nazionalità della società che detiene la principale responsabilità commerciale per la nave, mentre “la nazionalità del proprietario finale” individua la nazionalità del proprietario della nave indipendentemente dalla sede. Dato che oggi la maggior parte delle navi battono la bandiera di una nazione differente da quella di nazionalità del proprietario della nave - osserva l'UNCTAD - il rapporto specifica che i proprietari delle navi tendono sempre più ad porre la sede delle loro società nei paesi terzi, aggiungendo una possibile “terza dimensione” alla definizione di “nazionalità” di una nave.




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