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19 maggio 2016

Venezia ha presentato il progetto del sistema portuale offshore-onshore al summit dell'ITF a Lipsia

Costa: avere porti per le mega navi potrebbe consentire di abbattere le emissioni da 120 a 30 kg per container per giorno

Il porto di Venezia è stato invitato a partecipare al summit annuale dell'International Transport Forum dell'OECD che è in svolgimento a Lipsia e che vede la presenza dei ministri dei Trasporti e dei maggiori rappresentanti del mondo dell'industria e della ricerca nei trasporti e della logistica. Quest'anno l'incontro è dedicato ad approfondire l'importanza dei trasporti “green” per cercare soluzioni per ridurre le emissioni inquinanti per consentire la crescita economia dei paesi, delle economie e dei relativi posti di lavoro in maniera sostenibile.

Evidenziando che i porti sono direttamente responsabili di una minima parte delle emissioni e che, per ridurre al massimo la produzione di CO2, la vera differenza si gioca sulla scelta del “porto giusto” in termini posizione geografica e capacità operativa, il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia, Paolo Costa, nel corso della tavola rotonda intitolata “Innovazioni per il trasporto marittimo verde: il ruolo dei porti”, ha rilevato che «questo concetto è particolarmente valido per le catene logistiche tra Europa e Far East, nelle quali la tratta marittima conta per il 68% delle emissioni di CO2, il come si raggiunge il mercato a terra per il 30% e, infine, i porti contano per il 2%. Questo significa - ha specificato - che avere porti efficienti capaci di accogliere le mega navi potrebbe consentire di abbattere le emissioni a 30 kg per container per giorno dagli attuali 120 kg prodotti dall'uso di navi più piccole che oggi operano sulla rotta verso oriente. La scelta di un porto capace di accogliere le mega navi e vicino al mercati di destinazione - ha osservato Costa - è quindi la chiave per realizzare catene sostenibili che minimizzino le esternalità garantendo le connessioni più brevi e quindi più verdi».

Approdo in grado di essere scalato da navi di grandi dimensioni che l'Autorità Portuale intende costruire fuori dalla Laguna di Venezia realizzando un nuovo sistema portuale offshore-onshore che sia capace di accogliere portacontainer da oltre 18.000 teu, con l'obiettivo di raggiungere un traffico annuo pari complessivamente a 1,5 milioni di teu. Sistema portuale che è stato presentato a Lipsia e che, secondo l'Autorità Portuale veneziana, potrà contribuire progressivamente a raggiungere un volume di traffico annuo di sei milioni di teu che è alla portata dei porti dell'Alto Adriatico «se - ha precisato l'ente - questi sapranno cooperare». «A Venezia infatti - ha sottolineato l'ente portuale - il sistema offshore-onshore sarà capace di creare un unico modello di sviluppo utile ad attivare un punto di entrata e uscita per le merci che si muovono lungo i corridoi europei della rete TEN-T che minimizza le distanze e le emissioni tra il mare e il nuovo centro della manifattura europea sempre più spostato verso est».


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