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18 settembre 2017

L'AdSP dell'Adriatico Settentrionale conferma il Canale Vittorio Emanuele quale rotta percorribile dalle grandi navi da crociera

L'ente ipotizza la realizzazione di un nuovo e aggiuntivo terminal passeggeri a Porto Marghera

Gli studi confermano che il Canale Vittorio Emanuele è percorribile e che è possibile posizionare un nuovo e aggiuntivo terminal passeggeri a Porto Marghera. Lo ha sottolineato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, rendendo noto che l'ente ha depositato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un dossier contenente tutti gli studi e le simulazioni realizzate nel corso degli ultimi mesi per risolvere l'annosa questione della crocieristica, sorta da quando in attuazione del decreto Clini-Passera era stato deciso di vietare il transito delle grandi navi da crociera nel Canale della Giudecca per raggiungere il terminal passeggeri di Marittima a partire dalla fine del 2014 ( del 5 novembre 2013).

L'AdSP del Mar Adriatico Settentrionale ha evidenziato che le analisi condotte mostrano che le soluzioni per risolvere la questione «ci sono e sono percorribili in breve tempo». «Il dossier, che dovrà essere integrato anche dalle valutazioni di safety & security che spettano alla Capitaneria di Porto - ha spiegato l'ente - mira a fornire al governo gli strumenti scientifici per poter prendere una decisione definitiva, compatibile con la città e con il suo sviluppo economico, anche portuale. I test - ha precisato l'authority - hanno preso in considerazione anche due ipotesi che riguardano il Canale Vittorio Emanuele e il posizionamento di un nuovo terminal crocieristico a Porto Marghera».

«Le analisi condotte, anche grazie all'uso del simulatore navale - ha sottolineato l'AdSP - dimostrano che il Canale Vittorio Emanuele è percorribile e può consentire alle navi da crociera di ovviare il passaggio davanti San Marco raggiungendo il terminal di Marittima tramite l'ingresso per la bocca di porto di Malamocco. Il canale Vittorio Emanuele, va ricordato, è già un canale di grande navigazione inserito nel piano regolatore portuale e realizzato nel 1922 per consentire alle merci di raggiungere Porto Marghera, allora appena costruita. L'uso del Canale Vittorio Emanuele, è necessario sottolinearlo - ha chiarito inoltre l'ente - non prevede in alcun modo l'adeguamento del canale dei Petroli, ma solo del tratto tra l'area Nord di Porto Marghera e la Marittima».

L'Autorità di Sistema Portuale ha spiegato che «è stata, inoltre, approfondita l'ipotesi, non esclusiva rispetto alle precedenti, di posizionare un nuovo terminal crocieristico a Marghera, nell'area del canale industriale Nord. Si tratta di un'area in parte dismessa, che non presenta particolari commistioni con gli altri traffici presenti a Porto Marghera, vicina alle principali arterie di connessione con aeroporto e autostrade e che è sufficientemente vicina e lontana dal centro storico di Venezia. L'area da attrezzare con un nuovo terminal crociere - ha rilevato l'ente - sarebbe così valorizzata e resa più compatibile rispetto ai precedenti insediamenti industriali, contribuendo così a creare una zona intermedia di raccordo tra la città e il porto».

«Abbiamo voluto fornire al governo - ha affermato Musolino - ogni strumento utile per prendere una decisione in tempi rapidi. Sei mesi fa quando mi sono insediato alla guida dell'Autorità di Sistema Portuale avevo annunciato che avremmo dato il nostro contributo fattivo alla soluzione della crocieristica veneziana. Ritengo che in passato si sia sprecato troppo tempo in proposte che hanno avuto il solo risultato di contrapporre diverse opinioni, fazioni e interessi sul tema senza portare ad alcun risultato, anzi esacerbando gli animi e rischiando di distruggere l'enorme lavoro e gli investimenti che hanno fatto di Venezia il miglior home port del Mediterraneo».

«Per questo motivo - ha proseguito Musolino - abbiamo voluto proporre una serie di analisi che aiuteranno il governo decidere su un tema così delicato avvalendosi del contributo di chi conosce a fondo la portualità veneziana e la delicatezza del suo ambiente lagunare. Queste proposte e analisi consentirebbero, finalmente, di ottemperare al decreto Clini-Passera che attende di essere applicato da cinque anni e che chiede, lo voglio sottolineare, di trovare una via d'acqua per raggiungere la Marittima eliminando il passaggio davanti San Marco».

«Mi auguro - ha concluso Musolino - che, quanto depositato, possa davvero contribuire a chiudere la partita consentendo di dare futuro compatibile e sostenibile della crocieristica in città e, a tutti, di concentrarci sulle altre sfide della portualità veneziana. Siamo pronti a discutere e siamo disponibili al dialogo; lo siamo noi e spero lo siano anche gli altri attori seduti attorno al tavolo certi che l'obiettivo comune di salvaguardare Venezia senza rinunciare alla crocieristica possa essere raggiunto assieme».

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