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12 ottobre 2017

I porti di Venezia, Trieste e Koper hanno avviato un progetto europeo nel settore della sicurezza portuale

Stanziato un co-finanziamento al 100% pari a 1,3 milioni di euro

Si è tenuto oggi a Trieste presso la Torre del Lloyd, sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, l'incontro di lancio del progetto europeo SECNET “Cooperazione istituzionale transfrontaliera per il rafforzamento della security portuale”, co-finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia, che ha visto vincitori i porti dell'Alto Adriatico di Venezia, Trieste (capofila) e Koper con l'obiettivo migliorare la cooperazione transfrontaliera nel settore della sicurezza portuale, un tema particolarmente rilevante visto il forte impatto sulla protezione degli scali (legata alla forte instabilità geopolitica e i rischi di attentati terroristici) e sulla competitività dei tre porti.

Il progetto SECNET, che avrà una durata di 18 mesi, ha stanziato un co-finanziamento al 100% pari a 1,3 milioni di euro (di cui 250mila per il solo porto di Venezia) con l'obiettivo di rafforzare la capacità istituzionale e la governance transfrontaliera nella security portuale. L'iniziativa sarà portata avanti dai porti di Venezia (Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale), Trieste (Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale) e Capodistria (Luka Koper) con la collaborazione dell'Università degli Studi di Trieste e del segretariato esecutivo dell'Iniziativa Centroeuropea (INCE)

Spesso le misure aggiuntive e non coordinate di security si traducono in una più lenta movimentazione della merce e quindi in una minore attrattività dei porti, a discapito dello sviluppo economico dei territori. SECNET accrescerà le competenza dei porti in questo specifico settore con l'ausilio di innovativi sistemi informatici e fornendo competenze tecniche e specialistiche comuni a livello transfrontaliero.

«La sfida di oggi nel settore marittimo – ha sottolineato presidente dell'AdSP del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino, aprendo la riunione - è garantire al massimo livello gli standard di sicurezza per persone, merci e strutture portuali, individuando nuove politiche che non incidano sull'operatività dello scalo e sulla catena logistica a terra». «La cooperazione in ambito transfrontaliero su un tema così cruciale – ha aggiunto - è una sfida importante che potrà dare ottimi frutti. SECNET ci sta particolarmente a cuore per altri due motivi: rappresenta il primo progetto in cui Trieste diventa capofila di partenariato ed è un forte segnale di collaborazione anche nell'ambito del NAPA».

Spetterà ai tre porti partner del progetto sperimentare un piano d'azione congiunto che mira a potenziare la difesa delle reti informatiche (cyber security) e la difesa delle aree portuali dall'accesso di soggetti non autorizzati. Nel concreto il progetto prevede un check-up completo delle architetture di rete per valutare i possibili rischi, l'adeguamento informatico dei sistemi di controllo per l'accesso in porto ma anche l'acquisto di sistemi di videosorveglianza all'avanguardia.

Riferendosi al tema del progetto, il presidente del porto di Venezia, Pino Musolino, ha ricordato che recentemente l'ente portuale veneziano ha avuto una visita d'ispezione del dipartimento security della Commissione Europea. «L'esito - ha sottolineato Musolino - è stato più che positivo tanto che i membri del gruppo ispettivo proporranno a Bruxelles che alcune procedure già in uso nei terminal del porto di Venezia vengano adottate come buone pratiche anche da altri scali europei. Da questa esperienza - ha aggiunto - abbiamo imparato molto e metteremo la nostra expertise a disposizione prima degli altri porti adriatici e poi di quelli europei. Il progetto SECNET, inoltre, ci darà l'opportunità di implementare nuove tecnologie per essere all'avanguardia anche nell'affrontare possibili cyber attacchi. Assieme agli altri porti, sulla scorta dei risultati del progetto SECNET e nel ritrovato spirito dell'associazione NAPA, sigleremo un protocollo congiunto per l'attuazione della strategia transfrontaliera per la security portuale. Potremo così armonizzare le politiche in questo settore in tutto l'Alto Adriatico, limitare al massimo le lungaggini burocratiche e garantire al contempo la massima sicurezza dei nostri porti».

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