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23 ottobre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:01 GMT+2



13 aprile 2018

Accordo presso l'IMO per dimezzare le emissioni prodotte dallo shipping entro il 2050

L'associazione degli armatori europei ha annunciato il proprio pieno sostegno a questa strategia iniziale

A conclusione di una settimana di trattative, oggi il settantaduesimo meeting del Marine Environment Protection Committee (MEPC 72) dell'International Maritime Organization (IMO) si è concluso con il raggiungimento di un accordo sulla strategia iniziale per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra prodotte dalle navi, in base alla quale entro il 2050 dovrà essere realizzato un taglio pari ad almeno il 50% rispetto ai livelli del 2008. L'intesa prevede azioni a breve, medio e lungo termine per raggiungere questo obiettivo.

La strategia prevede inoltre che le emissioni di anidride carbonica per attività di trasporto (emissions per transport work), come media del trasporto marittimo internazionale, vengano ridotte entro il 2030 di almeno il 40% rispetto al 2008, con l'auspicio di diminuirle del 70% entro il 2050. L'industria dello shipping sarà anche esortata ad introdurre misure per ridurre le emissioni nel più breve tempo possibile.

L'associazione degli armatori europei ha annunciato il proprio pieno sostegno a questa strategia iniziale: «questo - ha affermato il presidente dell'European Community Shipowners' Associations (ECSA), Panos Laskaridis - rappresenta un segnale molto importante per l'industria dello shipping e per il cluster marittimo affinché lavori a pieno ritmo per ridurre le emissioni di gas serra. La nave è stata varata ed è in viaggio verso un futuro di successo e sostenibile per l'industria dello shipping e per il mondo».

«L'industria dello shipping - ha evidenziato il segretario generale dell'ECSA, Martin Dorsman - è ora il primo settore globale con cifre concrete per la riduzione delle emissioni di gas serra. Ed inoltre, che l'obiettivo finale sia la totale decarbonizzazione è un risultato per il quale l'IMO dovrebbe essere lodata».

Inoltre l'associazione armatoriale europea ha sottolineato che questo accordo assicura che il problema sarà risolto a livello globale e non a livello regionale, approccio globale che l'ECSA aveva più volte rimarcato come necessario.

Clean Shipping Coalition (CSC), l'organizzazione internazionale non-profit e non governativa che si occupa di questioni ambientali legate al trasporto marittimo e che ha lo status di osservatore presso l'IMO, ha accolto l'accordo odierno definendolo «uno sviluppo benvenuto e potenzialmente rivoluzionario». Tuttavia la CSC ha lamentato che la mancanza di un piano d'azione chiaro per ridurre le emissioni, incluse le misure urgenti a breve termine, rappresenta una delle maggiori preoccupazioni. Inoltre l'organizzazione ha rilevato che richiedere che il settore marittimo riduca le proprie emissioni di almeno il 50% entro il 2050 rispetto al 2008 non corrisponde al taglio del 70-100% entro il 2050 necessario per allineare il settore dello shipping agli obiettivi dell'accordo di Parigi sul clima. Secondo la CSC, è quindi indispensabile far sì che il vocabolo “almeno” sia utilizzato per mantenere una pressione sul settore che porti alla completa decarbonizzazione entro il 2050.

«Abbiamo un accordo importante - ha commentato John Maggs, presidente della CSC e senior policy advisor presso la Seas At Risk - e questo livello di ambizione determinerà in definitiva una conversione dell'intero settore verso i nuovi combustibili e le nuove tecnologie di propulsione, ma - ha specificato Maggs - ciò che accadrà da domani è cruciale. L'IMO deve muoversi rapidamente per introdurre misure che riducano notevolmente e rapidamente le emissioni nel breve termine. Senza queste, gli obiettivi dell'accordo di Parigi rimarranno fuori portata»

Parzialmente soddisfatta per l'esito dei negoziati è anche la Transport & Environment (T&E), l'organizzazione non governativa che ha lo scopo promuovere una politica dei trasporti basata sul principio dello sviluppo sostenibile. «L'IMO - ha dichiarato il direttore per il settore dello shipping di T&E, Bill Hemmings - avrebbe dovuto e potuto andare molto oltre se non fosse stato per la dogmatica opposizione di alcune nazioni guidate da Brasile, Panama e Arabia Saudita, e scarsa attenzione è stata rivolta all'opposizione degli Stati Uniti. Comunque - ha aggiunto Hemmings - questa decisione pone lo shipping su una strada promettente: ora ha fatto proprio ufficialmente il concetto di decarbonizzazione e la necessità di ridurre le emissioni del settore, e ciò è fondamentale per adempiere all'accordo di Parigi».

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