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23 settembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15:51 GMT+2



9 maggio 2018

ESPO ribadisce che una sola tariffa fissa per il conferimento nei porti dei rifiuti delle navi non è in linea con il principio “chi inquina paga”

L'associazione dei porti europei propone di fissare un limite al quantitativo di rifiuti coperti dalla tassa fissa

L'associazione dei porti europei ha presentato oggi le proprie valutazioni sulla proposta annunciata dalla Commissione Europea di revisione della direttiva n. 59 del 27 novembre 2000 relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico. L'European Sea Ports Organisation (ESPO) ritiene positiva la scelta della Commissione di basarsi sui progressi realizzati nell'ambito della direttiva in vigore, che - ha evidenziato l'associazione - ha contribuito a ridurre in modo significativo gli scarichi di rifiuti in mare». In particolare - ha specificato ESPO - «la tariffa fissa minima che deve essere pagata da tutte le navi che fanno scalo nei porti dell'UE, indipendentemente dal fatto che utilizzino gli impianti di raccolta dei rifiuti o dalla quantità di rifiuti conferita, ha funzionato. Ciò ha fatto sì che solo il 2,5% dei rifiuti oleosi non venga conferito negli impianti di raccolta nei porti».

L'associazione ha espresso anche apprezzamento circa il fatto che la proposta abbia l'obiettivo di aumentare l'efficienza e di ridurre gli oneri amministrativi, ma ha rilevato che però la nuova direttiva dovrebbe anche assicurare che venga promosso un sistema efficiente ma responsabile per la gestione dei rifiuti delle navi, in linea con il principio “chi inquina paga”. «I porti europei - ha spiegato Isabelle Ryckbost, segretario generale di ESPO - riconoscono che fornire i giusti incentivi è essenziale e le autorità portuali sono certamente disponibili a contribuire. Tuttavia l'introduzione di un sistema tariffario in base al quale le navi potrebbero consegnare quantità irragionevoli di rifiuti, inclusi rifiuti pericolosi, per una sola tariffa fissa, costituirebbe una grave e inaccettabile discordanza rispetto al principio “chi inquina paga”. Si rischia di scoraggiare l'eliminazione dei rifiuti alla fonte riducendo i volumi di rifiuti a bordo, che è stata la pietra angolare della politica sui rifiuti dell'Unione Europea».

Il regime tariffario applicabile ai rifiuti prodotti dalle navi che attualmente è in vigore prevede che tutte le navi che approdano nei porti di uno Stato UE contribuiscano in misura significativa ai costi degli impianti portuali di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi a prescindere dall'effettivo uso di questi impianti. Questo contributo può essere incorporato nei diritti portuali o può essere definito tramite una tariffa standard distinta per i rifiuti (le tariffe possono essere differenziate, ad esempio in funzione del tipo e della dimensione della nave). ESPO ha specificato che attualmente questo contributo versato da tutte le navi che scalano i porti dell'UE copre almeno un terzo dei costi totali degli impianti di raccolta dei rifiuti nei porti, mentre la quota restante è coperta dalla tariffa, prevista anch'essa dalla normativa attualmente in vigore, che riflette il costo reale della gestione delle quantità di rifiuti consegnati dalla nave.

ESPO ha ricordato che la nuova proposta della Commissione Europea, con lo scopo di rafforzare questa politica di incentivi, prevede l'applicazione della sola tariffa fissa per i rifiuti di cui all'annesso V (Precauzioni per la prevenzione del rischio di inquinamento marino) della Marpol, la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi, nonché per i rifiuti che sono stati raccolti dalle reti da pesca. La proposta prevede che ogni porto stabilisca una tariffa fissa che copra tutte le quantità di rifiuti, senza limiti o soglie. ESPO ha ricordato inoltre che l'annesso V della Marpol include non solo rifiuti come plastiche o rifiuti domestici, ma anche i rifiuti pericolosi classificati come tali dalle legislazione dell'UE.

Per scongiurare il rischio insito in questa proposta, ovvero che le navi siano indotte a scaricare nei porti quantità irragionevoli di rifiuti, inclusi materiali pericolosi, ESPO ha proposto di fissare un limite al quantitativo di rifiuti coperti dalla tariffa fissa, che secondo l'associazione dovrebbe coprire solo le normali quantità di rifiuti consegnati da una nave di un determinato tipo e dimensione. Per ESPO, la nuova normativa dovrebbe autorizzare i porti ad addebitare alle navi i costi di conferimenti di quantità irragionevoli di rifiuti. Inoltre, secondo ESPO, i rifiuti pericolosi, che - ha ricordato l'associazione - solitamente necessitano di un trattamento speciale e costoso, non dovrebbero essere coperti dalla tariffa fissa.

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