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21 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:51 GMT+1



24 agosto 2018

Allarme a Brema per il possibile trasferimento nel porto di Amburgo dei servizi transatlantici di THE Alliance

Si prospetta il taglio di un decimo del volume di traffico annuale

La compagnia di navigazione tedesca Hapag-Lloyd, assieme agli altri vettori marittimi che fanno parte del consorzio armatoriale THE Alliance (la taiwanese Yang Ming Line e la giapponese Ocean Network Express - ONE), sta decidendo in questi giorni se trasferire dal porto di Bremerhaven a quello di Amburgo gli scali in Germania di due o più servizi containerizzati transatlantici, decisione che potrebbe riguardare le linee Atlantic Loop 1 (AL1) e Atlantic Loop 2 (AL2) ma anche i servizi AL3 e AL4 che collegano la costa orientale degli Stati Uniti con il Nord Europa.

Il possibile cambiamento di toccate, che dal Container Terminal Bremerhaven (CTB) gestito dal gruppo terminalista Eurogate passerebbero al Container Terminal Altenwerder (CTA) operato dal gruppo terminalista Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA), sta allarmando la comunità portuale ed economica di Brema che teme un calo dal prossimo autunno di circa un decimo del volume di traffico containerizzato pari a 5,5 milioni di teu movimentato annualmente a Bremerhaven.

Il senatore all'Economia, lavoro e porti del Land di Brema, Martin Günthner, ha evidenziato che «i collegamenti con l'hinterland dei container terminal di Bremerhaven sono assolutamente eccellenti con particolare riferimento all'elevata quota di trasporto ferroviario, che non a caso è la più elevata tra i principali porti europei, anche a confronto con i collegamenti del porto di Amburgo e - ha osservato Günthner - non può giustificare il trasferimento dei servizi in questione».

Sottolineando che anche con l'eventuale trasferimento ad Amburgo delle toccate dei servizi transatlantici di THE Alliance rimangono positive le previsioni di sviluppo del traffico containerizzato a Bremerhaven, il senatore ha affermato che l'eventuale cambiamento dell'approdo in Germania delle linee transatlantiche del consorzio armatoriale è dovuto principalmente a ragioni societarie, in quanto l'amministrazione cittadina di Amburgo possiede il 13,9% del capitale della Hapag-Lloyd attraverso la HGV (Hamburger Gesellschaft für Vermögens- und Beteiligungsmanagement mbH), holding a cui fanno capo gran parte delle società pubbliche e degli investimenti della città anseatica tra cui, nel settore economico e logistico, oltre alla Hapag-Lloyd anche la stessa società terminalista HHLA, che è controllata dall'amministrazione cittadina di Amburgo che ne possiede il 68,4% del capitale, e la società che gestisce l'aeroporto di Amburgo.

«Ovviamente - ha rilevato Günthner - la decisione annunciata dalla compagnia di navigazione Hapag-Lloyd non è una decisione della società basata puramente su considerazione di tipo commerciale, ma - ha precisato il senatore - è da inquadrare principalmente nella struttura proprietaria della compagnia ed anche con riferimento al coinvolgimento della compagnia di navigazione nel terminal Alternwerder di Amburgo (terminal che è gestito dalla HHLA, ndr). La città libera e anseatica di Amburgo - ha ricordato Günthner - svolge un ruolo chiave quale azionista sia della compagnia di navigazione che della società terminalista».

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