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20 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:51 GMT+1



5 settembre 2018

ESPO esorta ad assicurare maggiori finanziamenti ai porti nel bilancio UE

L'associazione chiede anche di riconoscere la natura transfrontaliera degli scali portuali

La proposta di bilancio a lungo termine dell'Unione Europea per il periodo 2021-2027 presentata lo scorso 2 maggio della Commissione Europea destina al programma Meccanismo per Collegare l'Europa (CEF) una somma di 42,3 miliardi di euro. Lo scorso 6 giugno la Commissione Europea ha presentato una proposta per stabilire la base giuridica del programma CEF per il periodo successivo al 2020, proposta che è attualmente in discussione al Parlamento e al Consiglio dell'UE e, in vista della scadenza del 13 settembre per la presentazione di emendamenti, oggi l'associazione dei porti europei ha esortato gli europarlamentari a non tagliare il bilancio proposto, ma anzi ad aumentarlo.

Evidenziando che nei prossimi dieci anni il fabbisogno di investimenti dei porti europei ammonterà a 48 miliardi di euro, che molti investimenti portuali hanno un punteggio elevato nella creazione di valore sociale e che però il ritorno sull'investimento per l'investitore - in questo caso l'ente gestore del porto - spesso è basso e diluito nel tempo, l'European Sea Ports Organisation (ESPO) ha sottolineato che per questi investimenti sono quindi necessari finanziamenti esterni, mentre negli ultimi tre anni - come risulta da uno studio promosso dall'associazione in vista della presentazione della nuova proposta per il programma CEF presentata il 6 giugno - i porti hanno potuto ottenere solo il 4% del budget del CEF per i trasporti.

«ESPO - ha affermato Isabelle Ryckbost, segretaria generale dell'ESPO - riconosce pienamente l'importanza e i benefici del Meccanismo per Collegare l'Europa. Dovremmo usare l'esperienza degli ultimi tre anni - ha però specificato - per ottimizzare ulteriormente questo strumento. Contiamo sul Parlamento europeo e sul Consiglio per salvaguardare il bilancio proposto, che rappresenta il minimo necessario».

«Dato il loro importante ruolo quali nodi per i trasporti, l'energia, l'industria e la blue economy - ha rilevato Ryckbost - i porti meritano più della quota del 4% ottenuta negli ultimi tre anni. Concretamente riteniamo che i porti e la dimensione marittima dovrebbero avere un maggiore riconoscimento nell'ambito dei progetti prioritari transfrontalieri. I porti marittimi - ha spiegato la segretaria generale dell'associazione dei porti europei - possiedono il potenziale di collegare qualsiasi numero di Stati membri attraverso il trasporto marittimo, nonché di collegare il mare con vasti hinterland e aree economiche che nella maggior parte dei casi superano i confini nazionali. Sono di natura transfrontalieri e dovrebbero essere riconosciuti come tali».

ESPO ha quindi avanzato alcune raccomandazioni e suggerimenti per migliorare ulteriormente la proposta della Commissione per il CEF II, tra cui quella appunto di riconoscere la natura transfrontaliera dei porti. Inoltre l'associazione chiede tra l'altro di assicurare che una quota maggiore del bilancio del CEF sia accessibile ai porti, a riconoscimento del loro ruolo essenziale nella rete europea dei trasporti.

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